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Giovedì, 27 Settembre 2018 10:39
La cattura di uno stupratore

Rozzano, radiografia di una violenza sessuale

Il rumeno arrestato ieri per stupro aveva falso profilo con 1400 contatti di donne dell'Est Europa alle quali prometteva un lavoro in Italia

I carabinieri lo hanno trovato l’altra sera in un appartamento popolare a Pero assegnato in passato alla sorella e ora da sgomberare I carabinieri lo hanno trovato l’altra sera in un appartamento popolare a Pero assegnato in passato alla sorella e ora da sgomberare

Il sospetto dei carabinieri è che sia uno stupratore seriale. Il suo modus operandi, la disponibilità di due alloggi in case Aler, il falso profilo facebook, l’atteggiamento tenuto nei confronti della sua vittima, le stesse risposte date alla donna che gli chiedeva il perché di tanta violenza, tutto, insomma, lascia presupporre che quello risolto ieri non è il primo e nemmeno l’unico stupro di cui il rumeno è l’autore.

"Mi piace"

Sono tanti gli elementi sotto la lente degli investigatori, ma uno è quello su cui si sta tentando di fare luce: pur con il naso fratturato e il corpo segnato, la vittima ha voluto sapere dal suo aguzzino il motivo di quella violenza gratuita. Razvan Alexandru Popa, questo il nome del suo stupratore, ha risposto con calma: "Perché mi piace”.

Debiti da pagare

Gli piacerà, ma intanto è stato arrestato dai carabinieri per aver picchiato e violentato una 24enne moldava attirata nel suo appartamento di Rozzano con la promessa di un lavoro da badante. Ed è un punto fermo. Per un po’ si tempo, si spera per sempre, visto anche la condanna che pende sul suo capo a cinque anni di reclusione da scontare in Romania. Dopo aver pagato il suo debito con la giustizia italiana, fargli pagare anche quello con la giustizia del suo paese, dovrebbe essere la logica conclusione della sua carriera.

Falso intermediario

La giovane stuprata vive con la madre in provincia di Salerno. È  stata agganciata su Facebook tramite una pagina di annunci per colf. Il romeno  ha trovato il suo numero e l'ha chiamata spacciandosi per un intermediario. Dopo una settimana di trattativa vittima e carnefice hanno fissato l'appuntamento per il 26 agosto. Quel giorno, lei è arrivata a Milano in treno e col taxi ha raggiunto l'appartamento in via dei Giaggioli a Rozzano. In attesa che la ragazza trovasse una sistemazione gli ha offerto approfittare dell’appartamento lì disponibile. L'uomo l'ha accompagnata in casa per sistemare le valigie, si è fatto consegnare 150 euro come pagamento per l'intermediazione e le ha offerto una bibita al bar, poi sono tornati all'abitazione.

Scatta la trappola

Appena dentro, è iniziata la violenza fisica e sessuale. Dopo alcune ore, al termine dell'incubo, le ha detto di risalire su un taxi e andarsene. Uscita di casa in stato di shock, la ragazza stata soccorsa da una donna. Era su una panchina: aveva il naso fratturato, piangeva e parlava dello stupro. Ricoverata alla Mangiagalli, ha riportato una prognosi di 40 giorni.

Le indagini

Per scovare l'aggressore è stato necessario un lungo lavoro di analisi delle celle telefoniche. I carabinieri della compagnia di Corsico hanno infine scoperto che era già destinatario di due mandati di cattura internazionale emessi nel 2016 dalla Romania per una pena complessiva di cinque anni. Eppure in Italia era un fantasma, non era mai stato identificato nè controllato. L'unica traccia era un documento della madre (di 7 anni fa) in cui dichiarava di ospitarlo per un breve periodo.

Come un topo

Lo hanno trovato l’altra sera in un appartamento popolare a Pero assegnato in passato alla sorella e ora da sgomberare. Era nascosto sotto il letto, come un topo. Non ha detto una parola. La casa di Rozzano dove è avvenuta la violenza, invece, era intestata alla madre che però è tornata da tempo in Romania. Le condizioni igieniche erano terribili, i militari dicono che sembrava l'appartamento di accumulatori compulsivi. Al momento non ci sono elementi concreti ma l'ipotesi investigativa è che l'uomo possa aver commesso altre violenze con lo stesso sistema. Su Facebook gestiva un profilo falso con le generalità di una donna e tutti i 1.400 contatti erano donne dell'Est Europa.

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