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Mercoledì, 26 Settembre 2018 12:24
Ennesima violenza sessuale

Stupro a Rozzano, finisce a San Vittore un pregiudicato romeno

L’uomo, un quarantenne senza fissa dimora, mediante annunci su alcune piattaforme Internet, prometteva a giovani donne  l’assunzione come badante. Una l’ha violentata

I carabinieri hanno  cominciato a intercettare tutte le utenze telefoniche intestate all’uomo I carabinieri hanno cominciato a intercettare tutte le utenze telefoniche intestate all’uomo

Il giudice per le indagini preliminari di Milano ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di violenza sessuale e lesioni personali, nei confronti di un cittadino rumeno, che aveva adescato la sua vittima grazie a Facebook. L’uomo, un quarantenne senza fissa dimora, mediante annunci su alcune piattaforme Internet, gestiti tramite un falso profilo, prometteva a giovani donne, soprattutto dell’est europeo, l’assunzione come badante. Una ha accettato di trasferirsi a Rozzano ed è stata stuprata.

Il sito specializzato

Il calvario di una 23enne di origini moldave è iniziato lo scorso 26 agosto, quando è stata contattata dal rumeno. Domiciliata in provincia di Caserta, la giovane era alla ricerca di lavoro e aveva pubblicato un annuncio su un sito specializzato. Convinta di trovarsi di fronte a un’offerta di lavoro seria, ha lasciato Caserta e i suoi conoscenti, è salita su un treno e si è trasferita a Milano. In taxi è arrivata a Rozzano, dove ha conosciuto il suo carnefice. I due hanno trascorso il pomeriggio parlando del lavoro che lei avrebbe cominciato a fare da lì a qualche giorno.

Lo stupro

In serata, l’uomo le ha offerto di alloggiarla, in attesa che trovasse una sistemazione, in un appartamento Aler intestato a sua madre, ma da tempo disabitato. Una volta all’interno della casa, il suo atteggiamento è cambiato. Prima ha cominciato a bere, poi ha abusato della ragazza. Di fronte alle resistenze della giovane, non ha esitato a picchiarla, tanto da fratturarle il setto nasale. Non contento, dopo aver soddisfatto i suoi istinti, ancora preda dei fumi dell’alcool, l’ha cacciata fuori dall’appartamento.

Le intercettazioni

La ragazza ha chiesto subito aiuto e ha raccontato, ai carabinieri, quel che le era successo. In quel momento, il rumeno aveva fatto perdere le sue tracce. Scattate le indagini, si è scoperto che la casa popolare all’interno della quale era avvenuto lo stupro era intestata a una cittadina rumena da tempo tornata nel suo paese. Si è scoperto anche che la donna ha un figlio i cui tratti somatici  corrispondevano a quelli dello stupratore.  Gli investigatori hanno così cominciato a intercettare tutte le utenze telefoniche intestate all’uomo.

Condanna da scontare

Il telefono allunga la vita, ma accorcia la fuga. Il rumeno è stato individuato in un secondo appartamento intestato alla sorella, anche questo popolare, anche questo disabitato. Il furbetto ha anche parlato al cellulare di qual che aveva fatto. Al gip non è rimasto altro da fare che firmare il mandato di cattura. Una volta accertata la sua identità è saltata fuori una sorpresa. Sul suo capo pendono altri due mandati di cattura europea, uno per falso, l’altro per furti e reati contro il patrimonio commessi in Romania dove deve scontare una condanna a cinque anni di reclusione.

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