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Rinviata al 29 settembre la causa tra il boss della ‘ndrangheta Papalia e il comune di Buccinasco

Il giudice Alessandro Petrucci, prima ha deciso di rigettare le istanze presentate dalla moglie di Papalia, poi non ha ammesso alcuni testimoni

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Non si è ancora conclusa la “querelle” a colpi di carte bollate tra il Comune di Buccinasco e la famiglia del boss della ‘ndrangheta Rocco Papalia. Ieri i giudici avrebbero dovuto decidere sull’oggetto del contendere: l’uso del cortile di un immobile che sorge in via Nearco, a Buccinasco, immobile confiscato dallo Stato italiano e, in parte, affidato ad associazioni di volontariato.

L’immobile è così suddiviso: due appartamenti, una taverna e due box a cui si accede proprio dal cortile conteso, ospitano associazioni di volontariato che si occupano di minori non accompagnati, un terzo appartamento è di proprietà di Adriana Feletti, moglie di Rocco Papalia.

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Ieri, come detto si attendeva la sentenza. Invece, il giudice Alessandro Petrucci della IV sezione civile del Tribunale di Milano, prima ha deciso di rigettare le istanze presentate dalla moglie di Papalia, Adriana Feletti, poi non ha ammesso alcune testimonianze presentate dalla stessa ritenendole “inammissibili”, infine ha rinviato il tutto al prossimo 29 Settembre. La Papalianeide continua.

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