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Proteste “no green pass”, Massimo Galli: “In questo momento il Paese non può permettersi manifestazioni

Intervista al direttore delle Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano che dice: dobbiamo continuare a vaccinare. L'opposizione al green pass è un gioco pericoloso

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Nella foto, il dottor Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano
Nella foto, il dottor Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano

“L’aumento dei contagi è in atto. È prevedibile che sia destinato a crescere nelle prossime settimane. Oltretutto, visto che la grande maggioranza dei contagiati è asintomatica, è verosimile che il numero dei contagiati sia decisamente superiore a quello rilevato. È chiaro quindi che è necessaria una cautela in tutte le situazioni che configurano un pericolo per la diffusione dell’infezione, e certamente sono tali le manifestazioni di ogni genere, che il Paese, in questo momento, non può permettersi”.

Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano in una intervista iNews24.it interviene sulle manifestazioni dei no vax contro il green pass e richiama alla cautela: “Il punto resta questo: dobbiamo continuare a vaccinare. L’opposizione al green pass riflette una parte di popolazione e della politica che in qualche modo sta giocando a un gioco pericoloso. È vero che la grande maggioranza degli infettati è composta da asintomatici. Ma più la curva dei contagi aumenta, più aumenta il numero delle persone che possono infettarsi in modo grave”.

Galli commenta anche l’ipotesi di utilizzo del green pass sul lavoro e per fruire determinati servizi: “Innanzitutto tengo a dire che il green pass non è un obbligo. Parlare di obbligo adesso, secondo me, finirebbe per alterare una serie di difficoltà sul piano politico e forse non contribuirebbe alla persuasione di coloro che ancora non si sono vaccinati. Qualcuno ritiene che sia una forma surrettizia di obbligo. Ma secondo me è un modo per incentivare a vaccinarsi, che richiami anche il concetto di responsabilità”.

“Non ci si vaccina solo per se stessi, – continua l’infettivologo – ma anche per la collettività. Il green pass rappresenta uno strumento necessario per accedere a determinati servizi e posizioni. Il criterio dell’idoneità anche a determinate mansioni, come il personale sanitario o gli insegnanti, è importante da utilizzare, specie nel caso dei primi”.

In particolare si rifà alle categorie dei docenti e del personale sanitario: “Mentre non c’è dubbio che un sanitario non vaccinato, infettandosi metterebbe in pericolo i pazienti, nel caso degli insegnanti è più facile che siano loro in pericolo. Il loro ambito di lavoro infatti, riguarda i ragazzi che in questo momento hanno più possibilità di diventare veicolo di contagio”.

Abbiamo visto che la dad deve essere uno strumento secondario alla didattica, quindi la scuola in presenza è necessaria. Non vaccinandosi, verrebbe meno un elemento fondamentale alla funzione degli insegnanti. Senza dubbio, la completa idoneità di una persona che lavora a scuola, passa per la vaccinazione”.

Sulla riapertura delle scuole, inoltre Galli ritiene che “il problema è anche più spinoso. Allo stato attuale non abbiamo la possibilità di vaccinare tutti gli studenti, ma solo i più grandi. Quindi ci sarà la necessità di sapere come operare nelle scuole per limitare al massimo la presenza di eventuali focolai, sicuramente organizzando al meglio i mezzi pubblici. Ma bisogna anche avere la possibilità di rilevare i focolai all’interno delle scuole attraverso strumenti di diagnostica applicata”.

Infine Galli interviene sulle discoteche, sulla cui riapertura era possibilista: “A onor del vero, dobbiamo dire che la gente sta ballando ovunque. Personalmente ho sempre predicato cautela, ma mi rendo conto che un intero settore che ha una certa rilevanza, sta soffrendo parecchio. Valutiamo quindi, le possibilità, anche se la situazione al momento non è certo delle migliori”.

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