martedì - 20 Febbraio 2024
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Oscar Carelli va in pensione: “Dopo 43 anni di lavoro nella Polizia locale, mi darò al giardinaggio”

A marzo lascerà il comando di Cusago dove ha lavorato negli ultimi mesi: “Ho vissuto la trasformazione dei corpi dei vigili comunali in corpi di polizia locale moderni e specializzati”

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L’ora della meritata pensione è arrivata, dopo 43 anni di servizio, anche per il comandante della polizia locale di Cusago, Oscar Carelli. Una lunga carriera iniziata quando gli agenti della polizia locale erano ancora considerati guardie municipali che si occupavano solo di multe, di dirigere il traffico e consegnare notifiche. “ In quei tempi ci mettevano in strada il giorno dopo l’assunzione. Ci consegnavano il codice della strada e i regolamenti comunali e dovevamo imparare praticamente da soli”.

La trasformazione

“Durante questi 43 anni – continua – ho vissuto la trasformazione dei corpi dei vigili comunali nei corpi di polizia locale moderni e specializzati, con molti compiti nel campo della sicurezza, che eseguono con perizia anche le indagini delegate dalla magistratura. I tanti corsi di specializzazione hanno dato i loro frutti e reso altamente professionale questo lavoro. Lo hanno anche reso più difficile e pericoloso, ma anche più attento e preciso. Mi soddisfa, ad esempio, che sia raro che i magistrati ci chiamino a testimoniare sui verbali prodotti del mio comando. Significa che li facciamo così chiari ed esaustivi che non hanno bisogno di chiedere spiegazioni ulteriori.”

L’impegno

Il comandate ha ancora davanti due mesi di servizio. Lascerà il comune di Cusago nel mese di marzo, ma non è ancora entrato nella mentalità del pensionato e della disponibilità del tempo libero “Mi sembra strano. Non sono ancora riuscito a convincermi dell’idea che non dovrò alzarmi di notte, che potrò passare il Natale e le feste in famiglia, invece di sparire al mattino presto o nelle nottate di festa. Per la polizia locale ciò che per gli altri è festa, diventa il momento in cui vi è un’intensificazione del lavoro, dei servizi in strada, e delle emergenze da affrontare. Non ricordo nemmeno da quanto tempo non dormo una intera notte di seguito. Non mi pesa, però. Il comando di Cusago non è grande e succede che vi sia di turno un solo agente, oltre al comandante in ufficio. Così capita ancora che dovendo uscire in squadra, esca ancora anche io.”

Poker di comuni

Una vita quindi al servizio della popolazione dei 4 comuni in cui ha lavorato. 28 anni a Bareggio, di cui 11 come ufficiale. Poi 5 anni al comando di Cisliano e 7 come ufficiale ad Abbiategrasso, prima di arrivare al Comando di Cusago, 3 anni fa. “Ogni paese e ogni compito ha avuto i suoi bei momenti, ma ad Abbiategrasso ho vissuto una bella esperienza, che mi ha dato molto, professionalmente. È un comando grande: eravamo, oltre al comandante, 5 ufficiali e 30 agenti, divisi per settori. Il mio settore era specialmente quello delle occupazioni abusive di alloggio, occupazioni di suolo pubblico, e sfratti. Ho cambiato dopo aver vinto una selezione per mobilità. Abitavo a 18 chilometri di distanza dal posto di lavoro. Per un ufficiale di polizia locale, che ha compiti di intervento in emergenza, sono davvero tanti.”

I ricordi

In 43 anni di vita, facendo un lavoro pericoloso, si accumulano tanti ricordi, si vivono tante sensazioni, che si imprimono nella pelle e nell’anima, cui è difficile rinunciare quando si va in pensione, perché sono entrati a far parte della propria personalità , sono una parte del proprio essere. “ Tra i ricordi e le sensazioni più lontane nel tempo ci sono quelle degli inizi. Indossare una divisa dava un potere, e si acquistava considerazione. Potevamo fare il nostro lavoro perché le persone ci rispettavano e rispettavano il nostro ruolo, le persone erano educate persino quando prendevano le multe o le contestavano. Oggi non è più così, bisogna stare attenti, essere pronti, specie quando si esce con le pattuglie congiunte. Si è passati da un eccesso, in cui la divisa incuteva timore, ad un altro, in cui tutti si sentono in dovere di contestare l’autorità, anche quando l’intervento è fatto in prevenzione di pericoli.”

Come stare in famiglia

Rispetto ad Abbiategrasso, Cusago è un comune piccolo, come piccolo è il comando, l’esperienza da comandante non è però meno stressante e impegnativa “ Non bisogna credere che sia più semplice in un paese piccolo. È vero che nei piccoli paesi i rapporti umani sono diversi, che è come stare in famiglia, si conosce tutti e le emergenze sono poche. Però è anche vero che le esigenze della popolazione sono tante, e che vanno soddisfatte. Siamo migliorati, anche dal punto di vista tecnico. A Cusago abbiamo un software che ci permette di essere celeri e autonomi nel fare e consegnare le multe. Un tablet e una piccola stampante. Si possono pagare subito, tramite pos. La sanzione è sempre quella di quando e come si infrange la legge amministrativa, ma risparmiamo al cittadino delle perdite di tempo per doverla pagare in ufficio”.

Il rispetto

Restiamo sempre a disposizione – puntualizza – quando si tratta di aiutare chi ha problemi specifici, ma se non se ne approfittano. Ricordo il caso di un’auto con l’assicurazione scaduta. Il proprietario, diceva, se la era dimenticata. Gli avevamo dato, per facilitarlo, un appuntamento per il pagamento fuori dall’orario di apertura degli uffici, ma non si era presentato senza neppure avvisare. Qualche giorno dopo è arrivato, fuori orario, ma gli abbiamo detto di no, che l’ufficio era chiuso al pubblico e avrebbe dovuto tornare rispettando l’orario di apertura. Si è arrabbiato, ma essere disponibili non vuole dire essere a completa e totale disposizione di un solo utente.

Inizio anno difficile

Ci sono stati anche momenti difficili, in cui è la stessa amministrazione pubblica che ci crea problemi, specie con la tecnologia. L’inizio dell’anno è stato difficilissimo a causa dell’applicazione del nuovo Codice dei Contratti. Fino a dicembre 2023 per effettuare le pratiche di piccole gare e procedimenti, ad esempio per pagare i lavaggi delle auto della polizia locale, usavamo un sofware molto veloce, in cui caricavamo i costi e le procedure. Si chiamava Smart Cig. Con l’inizio del 2024 ha smesso di funzionare e abbiamo dovuto usare lo stesso portale e software per le gare più grandi e quindi più complesso. Ci hanno fatto perdere tempo, e le conseguenze delle nostre difficoltà si sono ripercosse sul tempo dedicato ai cittadini. Per fortuna ora si va verso la soluzione e dal 20 gennaio hanno riabilitato una parte del portale smart cig.”

Passione giardinaggio

Carelli fa il suo lavoro con passione, attenzione ai particolari e dedizione, caratteristiche che lo rendono degno di ogni rispetto e fiducia, e dispiace che non resti in servizio ancora, quindi ci si aspetta che da marzo, quando andrà in pensione, continui a essere una risorsa per la comunità, con la sua esperienza di vita. “No, non credo. Certamente mi dedicherò al volontariato, ma non penso che sarà nell’ambito della sicurezza. In ogni caso c’è un bellissimo orto, non grande ma bisognoso di cure, che mi aspetta, e anche il giardino di casa richiede molte cure, che lavorando non riuscivo a dare. Quindi, per prima cosa, mi dedicherò al giardinaggio.” Un giardino che diventerà rigoglioso, perché sicuramente Oscar Carelli metterà nel curarlo la stessa passione di quanta ne ha messa nella polizia locale.

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