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Norme anticovid: San Valentino amaro per decine di incoscienti che le hanno violate

Tutti sono stati multati: due i party interrotti a Buccinasco e Corsico, con 20 persone sorprese a festeggiare in due appartamenti privati

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Anche nel corso del fine settimana appena trascorso, sono stati numerosi i controlli da parte dei carabinieri a Milano ed in Provincia, per garantire il rispetto delle normative anti-covid da parte di privati cittadini e gestori di esercizi pubblici quali bar e ristoranti. Ed è stato un san Valentino amaro per decine di incoscienti che le hanno violate: tuti sono stati denunciati e multati

A Buccinasco e Corsico nella notte del 14 febbraio i carabinieri della Compagnia di Corsico sono intervenuti presso due abitazioni private dove alcuni condomini avevano segnalato feste e forti rumori. A Buccinasco sono state trovate, all’interno di un appartamento di via Guido Rossa, 9 persone, tutte italiane e non conviventi mentre a Corsico, in via Copernico, erano 11 i partecipanti, tutti peruviani, identificati e sanzionati per la violazione delle disposizioni sanitarie.

Tre giorni prima ad Abbiategrasso, le forze dell’ordine sono intervenute presso un esercizio pubblico, un pub sito in via Gaetano Negri, perché era stato segnalato un assembramento all’esterno del locale. Giunti sul posto i militari hanno verificato che il locale era ancora aperto oltre l’orario consentito ed all’interno vi erano due clienti che nel frattempo stavano tentando di eludere i controlli uscendo dalla porta di servizio del locale cucina. Il titolare, un 41enne del posto, è stato quindi sanzionato amministrativamente ed è stata disposta la chiusura provvisoria del locale per 5 giorni.

Numerosi gli episodi a Milano. Il giorno successivo in via Colombo, i carabinieri hanno trovato all’esterno di un esercizio pubblico c’erano molte persone che stavano consumando alcolici.Alla vista dei carabinieri tutti hanno tentato di dileguarsi, molti ci sono riusciti. Il locale è stato chiuso provvisoriamente per 2 giorni mentre il titolare 42enne italiano è stato multato per non aver adottato tuti gli accorgimenti necessari a far rispettare ai clienti le previste misure di distanziamento.

Il 13 in via Termopili a Milano erano stati segnalati schiamazzi. All’interno di un appartamento, il cui locatario è risultato essere un 19enne ecuadoregno, si stava svolgendo una festa privata alla presenza di 8 giovani, dei quale un ragazzo italiano 20enne, un ragazzo messicano 18enne e 6 giovani ragazze messicane, ecuadoregne e peruviane tutte tra i 18 ed i 19 anni. Tutti i giovani, studenti universitari, sono stati multati.

Nella serata dello stesso giorno, sempre a Milano, i carabinieri hanno sorpreso in un bar tabacchi in via Cesarotti, 9 persone che stavano consumando alcolici ben oltre l’orario di chiusura, motivo per il quale il titolare è stato multato e il locale chiuso provvisoriamente per 3 giorni.

Il caso più clamoroso è stato registrato in un pub aperto in via I Maggio a Melzo al quale è stato notificato il divieto di organizzazione di feste in luoghi aperti al pubblico  e la sospensione provvisoria dell’attività per la durata di 5 giorni. A mezzanotte circa, il 112 ha ricevuto una segnalazione di rumori provenienti dal locale. I militari hanno predisposto uno specifico servizio di sorveglianza con numerosi equipaggi all’esterno del disco pub, registrando l’effettivo svolgimento di una festa, con musica e schiamazzi di adulti e bambini.

Nonostante le continue richieste di consentire l’accesso al locale, soltanto verso l’1,30 la titolare ha aperto le porte ai carabinieri che hanno accertato come all’interno del locale fossero presenti più famiglie di rumeni residenti a Milano che stavano festeggiando il compleanno di un parente, con musica da ballo e servizio di ristorazione al tavolo, non consentito alla luce delle attuali limitazioni sanitarie.

Al termine dei controlli, i militari hanno identificato 18 minorenni e 35 adulti, quest’ultimi multati per il divieto di assembramento in luoghi aperti al pubblico e per spostamenti non consentiti al di fuori dei limiti orari delle ore 22. Per l’esercizio di ristorazione si tratta della seconda sospensione in un mese, dopo che il 16 gennaio 2021 era stato già sospeso per 5 giorni, avendo consentito i festeggiamenti di una festa di compleanno alla quale avevano partecipato 17 ragazzi albanesi.

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