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L’ex capogruppo Pd Ramponi all’attacco del sindaco Ventura: “Sino a quando abuserai della nostra pazienza?”

Si dimette dal consiglio di istituto della scuola Buonarroti, l’assessore Angela CrIsafulli

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Nella foto, l'ex capogruppo Pd durante la seduta del Consiglio comunale di Corsico del 25 maggio scorso
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Nella foto, l’ex capogruppo Pd, Pierluigi Ramponi, durante la seduta del Consiglio comunale di Corsico del 25 maggio scorso

Lettere alla prefettura, ai giornali, e a chiunque possa certificare quel che è accaduto nell’ultimo Consiglio comunale tenutosi a Corsico lo scorso 25 maggio. Proteste e citazioni dotte per richiamare sindaco e giunta a comportamenti non “deprecabili”.

Anonimo a chi?

Le proteste sono iniziate quando a uno dei consiglieri di minoranza, Antonio Saccinto, è stato impedito di leggere un articolo pubblicato dal quotidiano “Affari e Finanza” che rendeva pubblico l”affaire” assessore Angela Crisafulli/ex comandante della polizia locale Mario Coppola e gli audio con cui l’esponente del Pd rimproverava Coppola di essere stata bersaglio di una multa per divieto di sosta mentre era “nell’esercizio delle sue funzioni”. Un attacco alla libertà del povero Saccinto che riteneva di esercitare un proprio diritto, citando documenti e notizie a supporto delle proprie tesi.

Un “niet” incomprensibile

A impedire la lettura ci ha pensato il presidente Giandomenico Casarini secondo il quale l’articolo non andava letto perché “anomino” cioè non firmato. Evidentemente Casarini ha dimenticato che quel che è pubblicato da qualsiasi mezzo di informazione registrato nei tribunali della Repubblica italiana, diventa automaticamente responsabilità del direttore. Compreso l’articolo di “Affari e finanza”. Che per questo motivo ha una firma ben identificabile, anche a livello nazionale. Non è una questione di lana caprina, ma un principio cui il presidente del Consiglio comunale di Corsico è venuto meno. Forse per mancata conoscenza delle norme. Tant’è che il suo niet ha in questo inizio settimana alimentato le polemiche locali e la corrispondenza tra consiglieri e organismi di controllo provinciali e nazionali.

L’occhio di riguardo

La citazione dotta è arrivata invece quando si è discusso del caso dell’assessore Angela Crisafulli protagonista nei mesi scorsi di una vicenda che ha conquistato le pagine di tutti i giornali, locali e nazionali: una serie di messaggi vocali inviati all’ex comandante Mario Coppola, con i quali si lamentava di essere stata multata per aver parcheggiato la sua auto in divieto di sosta e chiedeva allo stesso comandante Coppola di avere, nei confronti di assessori e politici impegnati in funzioni istituzionali, un “occhio di riguardo”.

Le dimissioni dell’assessore

In discussione i modi di intendere la propria funzione dell’assessore Angela Crisafulli, cui lo scorso mese di marzo erano state chieste anche le dimissioni o dall’assessorato o dal Consiglio di Istituto della scuola Buonarroti perché le due cariche sono incompatibili. Dopo aver a lungo svicolato, le dimissioni sono arrivate. Non dall’assessorato, ma dal Consiglio d’Istituto. E se ne è discusso nell’assise comunale. Una discussione che se ancora ce ne fosse bisogno ha mostrato ancora una volta le profonde crepe all’interno del Pd, partito guida della giunta che governa Corsico.

“Atteggiamento deprecabile”

Il più duro nei confronti della Crisafulli è stato l’ex capogruppo del partito democratico Pierluigi Ramponi che ha definito “atteggiamento deprecabile” il comportamento dell’assessore in merito al doppio incarico giunta/scuola e sul caso multa, non contento ha tirato fuori un documento sottoscritto nero su bianco con il quale la stessa Crisafulli denunciava come la polizia locale avesse fatto a lei e solo a lei una multa per divieto di sosta. Una denuncia che sconcerta per i modi e i contenuti.

L’invettiva

In chiusura del suo intervento, poi, Ramponi si è rivolto al sindaco Stefano Ventura, suo compagno di partito (che ha sempre difeso a spada tratta la Crisafulli) utilizzando la locuzione latina Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?, che tradotta letteralmente, significa «Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?». Si tratta di una invettiva pronunciata da Cicerone contro Catilina, aspirante dittatore che voleva rovesciare la Repubblica romana. Il testo di Cicerone, non completato da Ramponi, proseguiva con le parole: «Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?»: «Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?».

Abusare della pazienza

L’espressione, secondo Wikipedia ,viene usata, anche in forma abbreviata e sospesa (Quo usque tandem…) con l’intenzione di accusare il suo destinatario di abusare della pazienza, dell’indulgenza, o della buona educazione di chi la proferisce, o del gruppo di cui si fa portavoce. E Ramponi è portavoce dei gruppi cattolici che hanno contribuito con il loro lavoro e il loro voti a far eleggere Ventura al primo turno alle elezioni comunali.

 

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