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Lunedì, 28 Novembre 2016 08:35
Energizzante - Il segreto di atleti e cosmonauti

La Rhodiola rosea: pianta superiore al ginseng e all'eleuterococco

La Rhodiola rosea è una pianta succulenta dalle infiorescenze do-rate e dal sentore simile a quello delle rose che cresce spontanea nei pascoli e nelle zone sassose di alta montagna delle nostre Alpi, della Scandinavia, della Lapponia, della Siberia e dell'Alaska

La Rodiola rosea ha proprietà epatoprotettive e cardioprotettive, stimola il sistema immunitario, attivando i meccanismi diretti di riparazione dei tessuti La Rodiola rosea ha proprietà epatoprotettive e cardioprotettive, stimola il sistema immunitario, attivando i meccanismi diretti di riparazione dei tessuti

La pianta, nota con il nome di radice d'oro, è stata tradizionalmente impiegata, sotto forma di tè e infusi, dalle popolazioni siberiane, sorprendentemente longeve, e dai Vichinghi per combattere la fatica e la stanchezza, per accrescere le prestazioni fisiche e mentali e la resistenza alla fame e al freddo. Sin dagli anni '70 i suoi effetti vengono studiati da russi, cinesi, coreani e dall'Istituto Erboristico Svedese dove, con tecnologie all'avanguardia, vengono ricavati estratti purissimi di Rosenrot (nome svedese del vegetale).

La più ricca di principi attivi

Anche altri numerosi studi confermano che la radice di Rhodiola (ne esistono circa 200 varietà, ma la rosea siberiana è la più ricca di principi attivi) è un fitofarmaco antiossidante, anti invecchiamento, dimagrante, capace di alzare i livelli di serotonina, abbassare la quantità di grasso nei tessuti, controllare lo stress, la fame ansiosa, la depressione, migliorare l'umore, le performances psico-fisiche, l'apprendimento, la memoria.
Ha proprietà epatoprotettive e cardioprotettive, stimola il sistema immunitario, attivando i meccanismi diretti di riparazione dei tessuti, incentiva l'attività dei linfociti. Promuove l'idrolisi delle proteine aumentando le funzioni della tiroide, delle ghiandole surrenali e delle ovaie. È, insomma, una panacea per tutti i mali.

No all'assunzione fai-da-te

Sebbene generalmente ben tollerata dall'organismo, in alcuni casi può determinare insonnia e nervosismo. L'assunzione fai-da-te in pazienti che soffrono di ipertensione e disturbi cardiaci è sconsigliata.  Pure in associazione con altri trattamenti farmacologici, come antidepressivi, ansiolitici, barbiturici, diuretici bisogna ottenere il parere del medico. Non somministrare in gravidanza e allattamento.
Oltre alle radici, anche le foglie possono essere utili come lenitivo delle infiammazioni cutanee e i fiori sono idonei come infuso per i disturbi gastrointestinali.

Il segreto di atleti e cosmonauti

In Mongolia, inoltre, veniva impiegata per trattare la tubercolosi e il cancro. In uno studio condotto su un gruppo di 150 persone affette da carcinoma, si osservò la capacità della Rhodiola di migliorare i parametri leucocitari e l'attività della cellula T. La crenulatina contenuta nella radice, infatti, pare ritardi lo sviluppo e la proliferazione di cellule tumorali nel tessuto polmonare umano.
La Rhodiola è stata ampiamente usata dai cosmonauti e dagli atleti russi e cinesi.

Migliora le prestazioni sessuali

Sempre in Siberia, è tradizione offrire ai novelli sposi, prima della notte di nozze, un bouquet di Rhodiola rosea poiché, altra caratteristica della pianta, è quella di migliorare le prestazioni sessuali sia maschili che femminili. Secondo uno studio russo, fa tornare il 'ciclo' nel 60% delle donne colpite da amenorrea secondaria e ne favorisce la fertilità. Migliora la funzionalità sessuale nel 70% degli uomini sofferenti di disfunzione erettile e di eiaculazione precoce di origine ansiosa.

Capace di adattarsi alle necessità dell'organismo

Fu lo scienziato russo Nicolai Lazarev che nel 1947  attribuì alla Rhodiola il termine "adattogena", ossia capace di adattarsi alle necessità dell'organismo e di renderlo più idoneo allo sforzo fisico e mentale. Tali proprietà sono riconducibili alla presenza di salidroside (influenza le attività di adrenalina, serotonina e dopamina, migliorando sia le funzioni metaboliche che agendo sugli stati depressivi, senza però effetti collaterali sedativi) e rosavidina, la cui struttura chimica è simile a quella della siringina (eleuteroside B), uno dei principi attivi dell'eleuterococco. Il salidroside mostra anche un effetto anabolico aumentando la capacità lavorativa e il rendimento organico. La Rhodiola rosea aumenta la concentrazione plasmatica di beta-endorfine che previene le variazioni ormonali indicative dello stress, protegge il cuore e migliora la resistenza dell'organismo alle tossine. In pazienti cardiopatici la Rhodiola si è dimostrata efficace contro gli attacchi di angina pectoris. L'attività antidepressiva della Rhodiola è di molto superiore a quella del Ginseng coreano. A differenza del Ginseng, infatti, che può dare effetti come eccitazione e costipazione, la Rhodiola russa non provoca questi disturbi ed è meno tossica. La Rhodiola rosea è facilmente reperibile nelle erboristerie sia come radice essiccata sia come estratto secco o capsule.

Con la radice essiccata: preparare un infuso con un cucchiaio di radice in acqua bollente per 8-10 minuti, bere 2/3 tazze al dì.

Polvere di radice: mezzo cucchiaino da caffè al giorno in succo di frutta o bevande calde o fredde.

Capsule con estratto secco: 1-2 capsule al dì.


Letto 459 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Dicembre 2016 06:52

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