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Venerdì, 02 Dicembre 2016 12:20
Scoprire se stessi (II)

S come ansia (Seconda parte)

Come individuare i disturbi d’ansia? È semplicissimo, basta osservare attentamente la propria scrittura 

Siamo in  ansia per questioni economiche, materiali, per la vita e la salute nostra o di chi ci sta vicino Siamo in ansia per questioni economiche, materiali, per la vita e la salute nostra o di chi ci sta vicino

Riprendiamo l’esercizio di osservazione della nostra grafia, iniziato nello scorso numero, continuando a scrivere, sul medesimo foglio, il seguito della favola. Tracciamo in successione, a carattere corsivo, le frasi qui di seguito riportate in grassetto, ciascuna a fianco della precedente, senza punti, né virgole, né maiuscole.
“una splendida fanciulla si affaccia ad una finestra”.
Controlliamo, su tutto il foglio, se compare, al termine di alcune lettere, un tratto di penna obliquo che parte da sotto il rigo e pare sostenga il grafema accanto. 

FIG.9

In tal caso siamo in  ansia per questioni economiche, materiali, per la vita e la salute nostra o di chi ci sta vicino.
Una piccola consolazione: questo non è un segno permanente ma recessivo, cioè può anche venir meno al cessare del motivo scatenante.
La nostra favola continua:
“e tende l’orecchio attenta”
Scriviamo anche queste parole e guardiamo i tagli delle t: tendono a scendere da sinistra a destra?

FIG.10 

Se la maggior parte è così, l’ansia si manifesta quando dobbiamo parlare con uno sconosciuto: ci sentiamo incapaci, sconfitti prima ancora di iniziare.
Osserviamo ancora i tagli t.
Se sono replicati, cioè tracciati due volte, siamo in apprensione nel timore di non essere sufficientemente chiari, di non essere capiti. 

FIG. 11

“il suo meraviglioso principe è arrivato”
Vediamo i punti sulle i: sono dei cerchi? 

FIG. 12

Il significato è analogo a quello dei tagli t replicati.
Se compaiono entrambi, l’ansia di chiarezza è rafforzata.
“un dolcissimo bacio sottolinea il loro immenso amore”
Continuiamo a osservare i punti sulle i: prevale il tipo ad accento?

FIG: 13

Se sì, allora parliamo di ansia da insicurezza, del timore di non esser in grado di fare ciò che è giusto, di collocare le cose al posto giusto. La favola termina nel più classico dei modi:
“e vissero a lungo felici e contenti”
È l’ultima frase da scrivere.
Ora che abbiamo riempito una buona parte del foglio con il nostro scritto, osserviamolo attentamente: è particolarmente ordinato, molto accurato?

FIG. 14

L’ordine e la precisione sono apprezzabili, ma se in eccesso possono essere spia d’insicurezza, timore di non essere abbastanza ordinati e precisi.
Continuiamo a osservare il foglio: gli assi delle lettere sono paralleli tra loro o no? 

FIG. 15

Se tendono a incrociarsi, come nell’esempio, l’ansia ci spinge a una continua ricerca di certezza nelle nostre idee che vorremmo incasellare per avere tutto sotto controllo.
Diamo un’occhiata generale alla nostra scrittura: è grande?

FIG. 16

Allora dipendiamo dal giudizio degli altri.
Vediamo quanto spazio abbiamo lasciato a sinistra del foglio. 

FIG.17

Se è eccessivo, la nostra ansia si manifesta nei confronti di chi riteniamo superiore a noi.
Se invece il margine sinistro è crescente,

l’ansia si manifesta progressivamente quando dobbiamo operare alla presenza di persone che ci intimidiscono.
Osserviamo lo spazio lasciato alla destra del foglio.



Se è eccessivo, come nell’esempio, ci sentiamo in ansia quando dobbiamo rapportarci con persone estranee.
Infine osserviamo quanto spazio bianco separa una riga dall’altra. 

FIG. 20

Se è abbondante, rispetto alla grandezza delle lettere, l’ansia si concretizza in un eccessivo timore del giudizio morale altrui.
Per finire, una buona notizia: non sempre l’ansia è negativa, anzi può assumere una funzione positiva quando spinge a interessarsi degli altri, a capirne le necessità, a cercare di aiutarli, facendo sentire come propri i problemi altrui.
Ecco alcuni segni positivi che spesso accompagnano una persona ansiosa:
Osserviamo le lettere a, d, g, o, q: presentano qualche apertura a sinistra, a destra, in alto? 

  FIG. 21

Se sono così, siamo pronti a intenerirci per le sofferenze altrui.
Tutto il volontariato, la beneficenza, la carità, dipendono proprio dall’ansia da intenerimento.
Le stesse lettere a, d, g, o, q, sono rotondeggianti?

FIG. 22

In tal caso siamo disponibili ad ascoltare, ad accogliere le idee degli altri senza contrapporle alle nostre.
Tutta la scrittura del nostro foglio pende verso destra? 



Il desiderio inconscio di essere graditi ci porta a essere sensibili e cordiali.

CONCLUSIONE
Abbiamo passato in rassegna varie tipologie d’ansia che possono comparire nella scrittura. Ciascuno avrà forse riscontrato qualche segno negativo e certamente qualche aspetto positivo.
Per la presenza di segni negativi, non è il caso di scoraggiarsi: ormai abbiamo imparato a conoscerla, l’ansia, l’abbiamo guardata bene in faccia, l’abbiamo smascherata; ora certamente ci fa molto meno paura di prima e possiamo veramente affermare: “ansia … se la conosci, la eviti”.
Se poi non dovesse essere proprio così, consideriamo che l’ansia, anche se fastidiosa, non sempre è patologica; fortunatamente non tutti quelli che provano ansia si ammalano di un disturbo d'ansia: l’importante è abituarsi a conviverci!

Letto 440 volte Ultima modifica il Sabato, 10 Dicembre 2016 18:34

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