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Viale Italia, minacciato l’intervento della magistratura

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I vigili del fuoco ricevono quotidiamente segnalazioni per intervenire e verificare l’esistenza di focolai

Stanno diventando pesanti le conseguenze dell’incendio che ha distrutto, lo scorso mese di novembre, il grande magazzino del Cash and Carry di viale Italia, a Corsico. A più di un mese da quell’evento, i residenti nelle zone limitrofe lamentano ancora che dal magazzino fuoriescono odori acri, che prendono alla gola, che fanno arrossare gli occhi

L’incendio del capannone in viale Italia 16 era scoppiato per cause non ancora del tutto chiarite. Sul posto, poco dopo l’accaduto, si era recato anche l’assessore alle politiche ambientali Cristina Villani. Così, dopo aver firmato alcune ordinanze per la bonifica dell’area, ordinanze rimaste lettere morte, il sindaco ha minacciato di inviare tutta la documentazione in suo possesso alla magistratura. In un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi, Filippo Errante lancia un avviso ai naviganti: “Se i destinatari delle ordinanze di ripristino dei luoghi non interverranno tempestivamente, tutti gli atti saranno trasmessi alla procura della Repubblica di Milano”.

Rimuovere la merce depositata

Dopo una prima ordinanza urgente di sgombero dei materiali bruciati, firmata direttamente dal sindaco, gli uffici ne avevano predisposte altre. Una era stata notificata al curatore fallimentare affinché rimuovesse la merce depositata, tra la quale ci sono anche dei detersivi, una al proprietario dello stabile. Non è accaduto nulla. Per individuare rapidamente una soluzione, era stato anche chiesto l’intervento di Ats, l’azienda sanitaria, presente sul posto nelle prime fasi di spegnimento, che aveva però rimandato il tutto all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa).

Tutelare la salute pubblica

Qualche settimana dopo, lo spegnimento dell’incendio, l’amministrazione subissata dalle “segnalazioni da parte della cittadinanza residente negli stabili limitrofi di molestie olfattive provenienti a tutt’oggi dal capannone distrutto dalle fiamme” è stata costretta a scrivere all’agenzia regionale chiedendo il suo intervento per “disporre eventuali e ulteriori prescrizioni alla proprietà e agli aventi titolo e di tutelare la salute pubblica, e l’ambiente”. Intanto, in attesa che il curatore fallimentare della “Italia Cash & Carry spa provveda alla “messa in sicurezza e successivo smaltimento di ogni rifiuti/materiale non più utilizzabile presente all’interno dell’insediamento”, i vigili del fuoco ricevono quotidiamente segnalazioni per intervenire e verificare l’esistenza di focolai.

 

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