lunedì - 14 Giugno 2021
HomeNewsTrezzanoIl comune chiede i danni agli imputati dell’inchiesta del 2013

Il comune chiede i danni agli imputati dell’inchiesta del 2013

Le ferite aperte dall’inchiesta che nel 2013 ha portato all’azzeramento della giunta Tomasino sono ancora aperte a Trezzano. Per chi non lo ricorda in quell’occasione finirono in manette amministratori locali, imprenditori, dipendenti comunali. L’accusa: corruzione e concussione

È arrivata l’ora della resa dei conti. Anzi di fare i conti e farsi risarcire. L’amministrazione comunale, proseguendo il lavoro svolto dal Commissario prefettizio che si era costituito parte civile in tutti i procedimenti penali, ha dato mandato ai propri legali ad agire per tutelare il Comune in relazione a tutte le inchieste avviate nel 2013, inchieste poi sfociate non solo negli arresti di volti noti e meno noti della vita pubblica trezzanese, ma che hanno portato alla revoca del Pgt approvato nel marzo del 2013. Tra di loro si trovavano: Oreste Sciumbata di 54 anni, Assessore ai Servizi Sociali del comune di Trezzano; Giacomo Velardita di 54 anni, Comandante della Polizia Municipale; Giorgio Rossetto di 65 anni, Assessore ai Lavori Pubblici; Antonio Di Stasio di 66 anni, imprenditore; Massimo D’Anzuoni, di 49 anni consulente; Anna Galli di 43 anni, commercialista con ufficio a Bergamo; Alessandro Beccaro Migliorati, di 66 anni, commercialista a Milano; Marco Citelli di 59 anni, geometra dell’Ufficio Tecnico del comune di Trezzano.

Tre dipendenti licenziati

É stato quindi avviato un procedimento presso il Tribunale di Milano con la richiesta di risarcimento nei confronti di tutti gli imputati nelle inchieste, 17 soggetti (persone fisiche e giuridiche), in via tra loro solidale, per i danni, economici e d’immagine, patiti dal Comune di Trezzano sul Naviglio. Si tratta di costi sopportati dall’ente locale per la definizione del Pgt approvato nel marzo 2013 e poi revocato, oltre al danno d’immagine. I primi a pagare le conseguenze di quelle inchieste sono stati due dipendenti comunali che sono stati licenziati nell’ottobre 2014, assieme a un terzo dipendente coinvolto nelle indagini del 2010.

Stabilire un precedente

Secondo il sindaco: “L’obiettivo principale di questo atto di citazione è di conseguire una sentenza che sancisca un risarcimento prima di tutto morale al Comune per i gravi danni subiti dalla corruzione. Non c’è alcun intento persecutorio nei confronti dei convenuti ma solo la giusta e necessaria esigenza di riabilitare l’ente e tutta la comunità trezzanese. La richiesta economica è sicuramente rilevante ma secondaria: fondamentale è che sia definito un precedente che faccia giurisprudenza e serva quindi a disincentivare i comportamenti corruttivi nell’ambito della Pubblica Amministrazione”.

I ricorsi al Tar

In merito alle inchieste del 2013 va segnalato che sono pendenti da più di due anni anche alcuni ricorsi al Tar, il tribunale amministrativo regionale, presentati da operatori che ritengono di essere stati danneggiati dalle scelte operate col Pgt approvato nel 2014. Anche in questo caso, il Comune si è costituito in giudizio al fine di garantire gli obiettivi di pianificazione contenuti nelle previsioni adottate.

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