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Lunedì, 20 Febbraio 2017 15:44
Blitz dei militari

Cusago, i carabinieri chiudono il drive-in della droga In evidenza

Tra gli arrestati ci sono dieci marocchini e otto italiani, tutti di età compresa tra i 23 e i 55 anni d’età, specializzati in spaccio di sostanze stupefacenti

i pusher erano specializzati in spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina ed eroina. i pusher erano specializzati in spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina ed eroina.

Il blitz si è concluso alle primi luci dell’alba di ieri mattina. Nella rete dei carabinieri sono rimasti impigliati 18 pusher che avevano aperto una specie di drive-in dello spaccio sulle statali che da Milano affondano con il loro nastro di asfalto nelle province di Pavia e poi via via Alessandria, Biella, Vercelli. Tra gli arrestati ci sono dieci marocchini e otto italiani, tutti di età compresa tra i 23 e i 55 anni d’età. Erano specializzati in spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina ed eroina.

Un anno di indagini

Il raid dei militari della compagnia di Corsico, guidata dal colonnello Giodi Linguanti, è l’ultimo atto di una complessa operazione che ha permesso di disarticolare un’organizzazione criminale che aveva messo radici nel sud-ovest milanese e in particolare nei campi di Cusago, al confine con Cisliano. Le indagini erano cominciate nel gennaio di un anno fa. In quel periodo, i carabinieri di Trezzano avevano ricevuto numerose segnalazioni da parte dei residenti della zona, relative a un incessante via vai di automobili nelle aree adiacenti le due principali strade della zona le provinciali 162 (tra Gaggiano e Cusago) e 114 (tra Cusago e Albairate).

Attività a ciclo continuo

Scattate le indagini, condotte anche con l’ausilio di nuove tecnologie, in pochi mesi si è scoperto un giro di spaccio di grandi dimensioni. L’attività era a ciclo continuo, 7 giorni su 7, dalla tarda mattinata sino al pomeriggio inoltrato. Singolare la tecnica messa a punto dai trafficanti. Aveva tre fasi e sfruttava il riparo offerto dalla vegetazione oltre che i canali di irrigazione della zona: gli addetti alla ricezione telefonica degli ordini passavano la “commessa” agli incaricati alla suddivisione e pesatura dello stupefacente. Costoro, con appositi bilancini preparavano le dosi (in mezzo ai campi) che venivano poi distribuite ai pusher veri e propri. Questi ultimi, sfruttando le rogge, raggiungevano le provinciali, e rifornivano i clienti direttamente a bordo delle loro autovetture. Gli acquirenti, in attesa della droga ordinata, rimanevano in coda, come in una sorta di “drive-in” dello spaccio. Mancava solo la ragazza pon pon con i pattini che raccoglieva le ordinazioni.

Ad ognuno il suo ruolo

L’organigramma del gruppo era ben definito, ognuno aveva il suo ruolo: 7 marocchini e 2 italiani si dedicavano all’attività di spaccio nei campi, 3 marocchini provvedevano ai rifornimenti di droga, un italiano fungeva da autista e trasportava gli spacciatori dalle rispettive abitazioni ai luoghi di smercio e, infine, altri 5 italiani si approvvigionavano di stupefacenti nei campi per poi spacciare in proprio andando in trasferta a Milano e Vercelli. Questi ultimi erano i pendolari dell’organizzazione.

Manager d’azienda e impiegati

Il “parco” clienti era composto da persone di tutte le estrazioni sociali, compresi manager d’azienda e impiegati, provenienti sia dal milanese che da diverse province piemontesi e lombarde (Alessandria, Como, Novara, Pavia, Varese, Vercelli). Nel corso delle indagini erano stati già arrestati 7 trafficanti, sequestrati circa 30mila euro e oltre 4 kg. tra cocaina ed eroina che,   immessi sul mercato, avrebbero fruttato oltre 250mila euro.

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