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Domenica, 05 Febbraio 2017 16:33
Prevenzione alternativa

La sorveglianza di quartiere mette radici anche a Cusago In evidenza

Un’affollata assemblea ne ha certificato la nascita, l'altra sera

La sala del consiglio comunale di Cusago affollata alla presentazione di Sorveglianza di quartiere La sala del consiglio comunale di Cusago affollata alla presentazione di Sorveglianza di quartiere

Erano almeno una settantina, le persone che l’altra sera hanno riempito la sala consiliare del municipio cusaghese per comprendere meglio come funziona questo nuovo meccanismo di lotta alla microcriminalità. Tra i presenti si sono fatte notare persone esasperate dallo stillicidio di episodi che ormai accompagnano la vita quotidiana del piccolo borgo. Gli stessi, prima hanno lamentato la scarsità degli organici delle forze dell’ordine poi hanno chiesto lumi sui risultati che l’introduzione della sorveglianza ha prodotto nei comuni dove è già attiva. La non disponibilità dei numeri ha sollevato qualche perplessità e qualche abbandono dell’aula.

Aderire oppure no!

Il progetto è stato difeso dal sindaco Daniela Pallazzoli. “Ci si può credere o no” ha detto, “ognuno può decidere se aderire oppure no! Certamente il Comune continuerà a garantire sicurezza nei luoghi pubblici, non può farlo nelle case e nei luoghi privati: non può installare telecamere fisse sulla porta di ognuno”. Ecco perché serve che siano i residenti a segnalare situazioni poco chiare. Segnalarle a chi?

Cusago non ha vigili urbani

All’assemblea erano presenti anche il comandate della polizia locale di Trezzano, Michele Genna e il comandante della stazione dei carabinieri dello stesso comune, Michele Cuccuro. Cusago non ha propri vigili urbani, perché ha sottoscritto una convenzione con Trezzano. È quindi il personale a disposizione di Genna che deve garantire tutta una serie di servizi anche sul territorio del comune limitrofo. Genna ha raccontato l’esperienza vissuta con gruppi di sorveglianza che già agiscono a Trezzano e ha sottolineato come alla polizia urbana sono delegate solo alcune competenze. La maggioranza in tema di tutela della sicurezza sono a carico dei carabinieri.

No al terrorismo psicologico

Michele Cuccuro ha messo in evidenza come con soli quindici militari in organico riesca a garantire la presenza di pattuglie sul territorio 24 ore su 24. E all’accusa di non intervenire tempestivamente ha risposto: “È una questione di valutazioni: si interviene secondo le urgenze. Ci sono emergenze che vengono vagliate e poi si decide a quali dare priorità”. Cuccuro ha poi lanciato l’allarme: “Che la sorveglianza di quartiere non diventi terrorismo psicologico a carico di ogni persona che attraversa il territorio. È giusto segnalare, ma non tutti sono delinquenti”.

114 sentinelle

Il meccanismo va affinato e affidato a persone dotate di un minimo di moderazione. Come sarà strutturato? Lo hanno spiegato Jonny Valdivia e Alberto Schiavone: “Il territorio di Cusago sarà diviso in sette zone controllate da 114 sentinelle che faranno capo ai coordinatori di zona, gli unici delegati a una prima valutazione dell’episodio segnalato a decidere se avvisare le forze dell’ordine o no.

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