Seguici su Fb - Rss

Venerdì, 02 Agosto 2019 16:24
La protesta

Operaio pakistano licenziato: avrebbe “invitato” un suo collega a “lavorare di meno”

Il provvedimento adottato dalla Euroespansi del gruppo Gaffuri di Cusago. I sindacati di base hanno organizzato un picchetto di protesta e chiedono il ritiro del provvedimento

Nella foto, il gruppo di operai pachistani scesi in piazza per difendere un loro collega Nella foto, il gruppo di operai pachistani scesi in piazza per difendere un loro collega

È un contenzioso che corre il rischio di protrarsi a lungo quello scoppiato tra i vertici della Euroespansi di Cusago e un gruppo di operai pachistani, spalleggiati dai sindacati di base, scesi in piazza per difendere un loro collega, che sarebbe stato “licenziato ingiustamente”.

Muro contro muro

Al momento le posizioni di lavoratori e azienda sembra essere quella del muro contro muro. Da una parte c’è Shahzad Wasicq, pachistano appunto, da cinque anni in Italia con un regolare permesso di soggiorno, da due anni dipendente della Euroespansi, licenziato in tronco per aver “invitato” un suo collega a “lavorare di meno”.

Il picchetto

Dall’altro l’azienda che difende il proprio provvedimento e invita sindacati e operaio, a rivolgersi alle “sedi più opportune” se ritengono che la decisione adottata sia ingiusta. Il risultato? Questa mattina alcuni lavoratori dell’azienda hanno organizzato un picchetto di protesta per “denunciare all’opinione pubblica” il comportamento dei vertici del gruppo cusaghese che lavora per brand importanti e internazionali.

PUBBLICITA'

La difesa

Shahzad Wasicq rigetta al mittente l’accusa di aver fatto pressione verso un altro operaio affinché rallentasse il ritmo del suo lavoro. “L’ho semplicemente invitato – dice - a fare più attenzione e a privilegiare la qualità che contraddistingue la produzione della Euroespansi, invece della quantità”. “Anche perché – ricorda – se non rispettiamo gli standard qualitativi imposti, la direzione invia immediatamente lettere di richiamo”.

Il sindacato

Al picchetto organizzato questa mattina davanti alla Gabriele & Co, una delle aziende del gruppo che fa capo a Giuseppe Caffuri (Euroespansi, Tecnoeuro, Pai e Ge.Ga), ha partecipato anche Massimino Dell’Orfano, rappresentante dei sindacati di base, secondo il quale, il contratto nazionale del settore prevede una precisa gradualità delle sanzioni e nessun licenziamento senza preavviso come avvenuto nel caso di Shahzad Wasicq.

Protesta continua

“Se il licenziamento non rientra, siamo pronti ad altre azioni” ha giurato il sindacalista. Giuramento che ha lasciato indifferente Gabriele Pozzi, dirigente del gruppo Caffuri. “Se vogliono andare avanti con proteste e carte bollate – ha detto a pocketnews.it – posso farlo fin che vogliono. Nessuno degli altri dipendenti è sceso in piazza con i sindacati, tutti sono rimasti al loro posto perché li trattiamo benissimo”.

Le minacce

Nel volantino distribuito questa mattina, si fa invece riferimento a “un clima di continue minacce di licenziamento, con il personale che, assunto da una società del gruppo, è costretto a lavorare anche nelle altre, con turni di lavoro massacranti da 8 fino a 12 ore consecutive con turni notturni senza il rispetto del necessario riposo.

Il segnale

“Non sono bastati – recita il documento sindacale –circa 9 anni di lavoro sempre ultra produttivo da parte di quasi tutti i lavoratori del gruppo, in maggioranza stranieri, per garantire loro la tranquillità sul lavoro, né basta la loro disponibilità a svolgere tutte le mansioni senza il giusto riconoscimento economico dovuto, quando al primo segnale “negativo” la direzione reagisce con un licenziamento in tronco".

Risposte sbagliate

Nelle quattro aziende dislocate attorno a viale Europa a Cusago, sono almeno una ventina gli operai di origine pachistana, quelli che non erano di turno, erano al fianco del loro connazionale. Tutti lo difendono. “Non dovrebbero – ha sottolineato Gabriele Pozzi – perché ha commesso una cosa indegna. E ai nostri richiami, ha già avuto modo di dare risposte che, secondo i testimoni, sono risposte sbagliate”.

Qualcosa da dire…

L’azienda, in poche parole non ha alcuna intenzione di ritirare il licenziamento perché avrebbe dalla sua parte le testimonianze di altri operai che confermano la sua tesi. “Non abbiamo niente da nascondere – ha concluso Pozzi – e tutte queste polemiche lasciano il tempo che trovano. Da noi nessuno sfrutta i lavoratori: hanno stipendi più che onorevoli e se c’è qualcuno che ha qualcosa da dire, può farlo rivolgendosi alle sedi più opportune”.

Seguici sulla nostra pagina Facebook

 

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Potrebbero interessarti

Articoli correlati (da tag)

Attualità
La scomparsa
Corsico piange Manuel Frattini, il re del Musical morto sabato

Corsico piange Manuel Frattini, il re del Musical morto sabato

Da domani, sarà allestita al teatro della Luna di Assago, la camera ardente. Il funerale sarà celebrato nella chiesa dei santi Pietro e Paolo di via Cavour, a Corsico, giovedi alle 15

Attualità
La scomparsa
E’ morto Manuel Frattini, il divo italiano del musical: era di Corsico

E’ morto Manuel Frattini, il divo italiano del musical: era di Corsico

L'artista, nato 54 anni fa, si trovava a Milano per fare quello che più amava nella vita: la spettacolo

Attualità
La polemica
Il Consiglio approva la mensa gratis, il Pd solleva una montagna di dubbi

Il Consiglio approva la mensa gratis, il Pd solleva una montagna di dubbi

Democratici e Lista Agogliati non partecipano alla votazione e diffondono un comunicato stampa con il quale ne sottolineano i motivi