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Mercoledì, 31 Luglio 2019 13:55
La "querelle"

Dimissioni non valide: Cusago costretta a reintegrare l’ex sindaco Cairati In evidenza

L’atto di convalida degli eletti alle elezioni comunali sarebbe nullo perché manca l'autentica di firma sulle dimissioni del vecchio primo cittadino. L’amministrazione minimizza e parla di un vizio di forma, l’opposizione ritiene che ogni delibera approvata sin ora non sia valida

Nella foto, il sindaco di Cusago Gianni Triulzi e il consigliere di opposizione Gianmarco Reina Nella foto, il sindaco di Cusago Gianni Triulzi e il consigliere di opposizione Gianmarco Reina

È un brutto pasticciaccio e non si sa come andrà a finire, almeno secondo l’opposizione. Il giallo delle dimissioni – non dimissioni dell’ex sindaco Cairati dal Consiglio comunale di Cusago potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Intanto, i dubbi sulla procedura seguita dagli uffici comunali sollevati durate la seduta dello scorso 26 giugno (leggi qui), hanno trovato conferma.

Dimissioni prive di autentica

Cosa era accaduto? Giamnarco Reina, consigliere della lista “Siamo Cusago” aveva chiesto a sindaco e segretario comunale di dichiarare non valide le dimissioni di Cairati perché erano state presentate all’ufficio protocollo di Cusago da terze persone (sembra un parente) e non dallo stesso ex sindaco. Secondo le norme, se le dimissioni sono presentate da terze persone devono essere autenticate, così come deve essere autenticata la delega a depositarle.

La surroga

Nonostante autentica e delega non ci fossero, le dimissioni erano state accolte e al posto di Cairati era stato surrogato il primo dei non eletti della lista “Siamo Cusago”, Marco Canclini. Tutto in ordine? No, tutto da rifare. Il problema sollevato da Reina si è rivelato reale e ha costretto la giunta di Cusago guidata dal sindaco Gianni Triulzi ad annullare le due delibere (di accoglimento delle dimissioni e di surroga) e di reintegrare Cairati nel suo ruolo di consigliere.

Senza precedenti

Un pasticcio, insomma, che non trova alcun riscontro in tutta la pur corposa giurisprudenza pubblicata su scelte e atti delle amministrazioni locali italiane, dalla costituzione della Repubblica ad oggi. Cusago rappresenta comunque un precedente di cui non andare fieri.

Atti non validi?

Questo errore potrebbe avere conseguenze sull’amministrazione comunale? Secondo Reina, se il consiglio comunale nella prima seduta dopo le elezioni, quella che proclama la legittimità degli eletti, ha approvato degli atti poi ritenuti nulli, tutti gli atti approvati successivamente potrebbero essere invalidati. Anche il deposito del documento che conferma gli equilibri di bilancio presentato nella seduta tenuta ieri sera, ultimo giorno utile per la sua approvazione.

Consiglio a rischio?

“Se l’equilibrio di bilancio non fosse stato approvato ieri, - ha sottolineato Reina - ci sarebbe stato, secondo le norme, il rischio di scioglimento del Consiglio comunale e il rinvio a nuove elezioni. E non è detto che questo pericolo sia stato sventato. Infatti, partendo dal presupposto che le sedute dell’assise cittadina siano inficiate dal “peccato originale” delle dimissioni – non dimissioni di Cairati, il rischio esiste”.

Errori a ripetizione

“L’atto di convalida degli eletti è un unicum da cui discendono tutti i poteri dell’organo costituzionalmente eletto dal popolo” recita il testo unico sugli enti locali. Se fosse annullato le conseguenze sarebbero letali per la giunta attualmente al governo del paese? A deciderlo saranno gli “organi preposti” cui Gianmarco Reina minaccia di rivolgersi. “Anche perché – dice – la vicenda Cairati- Canclini non è l’unica a sollevare perplessità sull’operato di questa amministrazione”.

Vizio di forma

Interpellato da pocketnews.it, il sindaco di Cusago Gianni Triulzi si è mostrato molto tranquillo. “Rischi per il Consiglio non ce ne sono – ha assicurato – Abbiamo consultato avvocati e Prefettura: si tratta di un semplice vizio di forma. Certamente le dimissioni di Cairati non erano conformi e abbiamo provveduto all’annullamento della nomina di Canclini”.

Inizio della battaglia?

“Abbiamo provato in ogni modo di contattare l’ex sindaco – ha concluso Triulzi – ma non c’è stato verso: non ha risposto ad alcun nostro tentativo di capire quali siano le sue reali intenzioni sulle dimissioni. Non avendole regolarizzate non potevamo fare altro che reintegrarlo”. L’impressione è che la “querelle” sia solo all’inizio.

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