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Lunedì, 14 Gennaio 2019 15:20
Amministrative 2019

Parla il candidato sindaco Giovanni Triulzi: “Ecco la Cusago che verrà” In evidenza

È l’unico politico locale ad aver annunciato la sua candidatura alla carica di primo cittadino alle prossime elezioni. La prima mossa? Sparigliare l’opposizione

Nella foto, Giovanni Triulzi, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative a Cusago Nella foto, Giovanni Triulzi, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative a Cusago

Ha 68 anni, sposato, senza figli. È arrivato a Cusago nel 1992 e da allora non l’ha più abbandonato. Imprenditore, è sfuggito al terremoto che nel 2008 ha sconvolto l’economia mondiale perché aveva venduto la sua azienda prima della “Grande crisi.” Si è avvicinato alla politica iscrivendosi ai primi club di Forza Italia, alla “discesa in campo” di Berlusconi, e, dopo la cessione della sua impresa ha avuto più il tempo per dedicarsi all’amministrazione dell’ente locale. È il primo ad aver annunciato, a Cusago, la sua candidatura alla carica di sindaco alle prossime elezioni. La sua prima mossa? Sparigliare la minoranza.

pocketnews.it lo ha intervistato. “Una premessa – ha sottolineato all’inizio dell’incontro – Reputo Daniela Pallazzoli, al di là dei rapporti di amicizia che ci legano, il miglior sindaco che Cusago potesse avere. Se fosse stato possibile, non mi sarebbe dispiaciuta una sua ricandidatura, ma avendo concluso i due mandati previsti dalla legge, il ricambio è diventato obbligatorio”.

Il Castello dei Casati Stampa è l’elemento che simboleggia Cusago. A che punto sono i lavori per il suo recupero?
“Il castello e proprietà privata. L’amministrazione comunale non può intervenire nella sua gestione, non ne è responsabile, e nemmeno può ordinare dei lavori che ritiene anche necessari. Ha solo compiti di controllo. L’attuale proprietà (la società Castello di Cusago ndr) sta procedendo a un recupero invero lento delle parti ammalorate come il tetto pericolante, parzialmente sistemato. In programma, nella primavera 2019, l’inizio dei lavori per il recupero di un’altra porzione di tetto. Noi non possiamo far altro”.

Il sindaco Pallazzoli aveva proposto un piano che prevedeva l’acquisizione del Castello da parte del comune. È un progetto naufragato definitivamente?
“Sì, la proposta è naufragata. Il sindaco aveva proposto la creazione di una Fondazione mista pubblico-privati cui affidare la sua gestione e la sua ristrutturazione. Il progetto non era sostenibile con le sole risorse comunali ed è difficile individuare privati che investano decine di milioni in un’operazione di questo tipo”.

L’attuale Pgt, il piano di gestione del territorio, prevede nuovi insediamenti residenziali dentro i confini del comune?
“L’attuale Pgt è scaduto ed è in fase di revisione, il nuovo dovrà essere approvato dalla maggioranza che uscirà vincente dalle urne. Adesso stiamo solo compiendo passi formali per la sua revisione. Sotto il profilo residenziale, a parte piccolissimi interventi, vi è solo da ultimare circa il 30 per cento dell’insediamento previsto sull’area compresa tra le ville di Milano Visconti e la piscina di Acquadolce. Se eletti, con il nuovo Pgt limiteremo lo sviluppo abitativo e terremo il numero dei residenti in linea con quello degli ultimi 10 anni”.

Che cosa non ha funzionato nell’affidare la vigilanza urbana al comando di Trezzano?
“Quella scelta era stata dettata da norme che chiedevano l’accorpamento di realtà di piccole dimensioni come la nostra. Il vantaggio era avere una copertura del territorio per un maggior numero di ore, lo svantaggio riguardava la scarsa presenza fisica degli agenti su un'area molto vasta, quella di Cusago più quella di Trezzano. Quando si sono ricreate le condizioni, abbiamo privilegiato la soluzione interna. Oggi abbiamo tre agenti alle dirette dipendenze e nessun dirigente. Certo non sono sufficienti a coprire il territorio, ma abbiamo un bando aperto e a breve assumeremo un funzionario responsabile del servizio. L’accorpamento non è mai stata una questione economica, ma solo normativa”.

Quali sono le emergenze di cui soffre oggi Cusago?
“La situazione generale è migliore di quella di realtà a noi vicine. Comunque Cusago soffre gli stessi problemi: furti in appartamenti, microcriminalità, stazionamento dei nomadi. Sul primo punto è fondamentale la collaborazione con le forze dell’ordine. L’amministrazione comunale, da parte sua, ha investito notevoli risorse sul controllo del territorio: ci sono 20 telecamere installate sull’intera area comunale oltre a quelle che verificano gli accessi rilevando le targhe delle auto che entrano nei confini cusaghesi. Nel 2019 sono previste nuove risorse per nuove telecamere”.

I nomadi avevano creato grossa preoccupazione tra i residenti, cosa avete fatto e cosa farete per tranquillizzarli?
“Il problema dello stazionamento dei nomadi sul nostro territorio è quasi risolto. In passato, soprattutto sulle aree industriali, si registrava, dalla primavera sino all’autunno inoltrato, una grossa presenza. C’erano intere carovane che obbligavano la polizia locale a un impegno gravoso e spesso privo di risultati concreti. Abbiamo trovato la soluzione in collaborazione con l’Associazione degli industriali. Prevede la chiusura dei cancelli delle aree industriali dalle 22 di notte alle 6 di mattina. Da quando l’abbiamo adottata, gli stazionamenti che negli ultimi otto, nove mesi erano di circa 70/ 80 si sono ridotti a due. Non solo. Fra poche settimane entrerà in servizio una guardia che sovrintenderà alla chiusura dei cancelli e utilizzerà una guardiola per sorvegliare che non vengano scavalcati. Il costo di questa iniziativa è a carico degli industriali. La giunta ha solo realizzato i cancelli e fornito le telecamere”.

L’attuale amministrazione ha aperto alla collaborazione con i consiglieri di minoranza. All’appello hanno risposto l’ex sindaco Invernizzi e Valentina Pillai. Hanno invece chiuso la porta Reina e Gasparro. Si tratta dell’apertura di un ponte o di un amo lanciato alla minoranza per sparigliarla?
“Quella di proporre alla minoranza un’eventuale collaborazione con la futura amministrazione di Cusago è una mia iniziativa. Nasce dalla considerazione che, a differenza del passato, le posizioni di maggioranza e opposizioni non siano così distanti. Quasi tutti abbiamo radici comuni, il clima con il quale si governa è sereno. Ho chiesto a tutti e quattro i membri di opposizione di portare avanti un progetto comune di gestione dell’ente locale: due hanno detto sì, due hanno detto no!”

Con questa mossa, però, ha disarticolato il progetto portato avanti da Antonino Russo che puntava a riunire la minoranza sotto un’unica bandiera. Politicamente è un bel risultato…
“Ciò che fa Antonino Russo non mi interessa. In tempi non sospetti ha chiesto a me di fare gruppo con lui, quando ha ricevuto una risposta negativa si è mosso in altre direzioni. Il mio primo interesse, è stato quello di formare un gruppo di persone competenti, che abbia tempo e voglia di amministrare. Invernizzi ha grande esperienza visto che è stata sindaco, la Pillai, in questi cinque anni, ha acquisito competenze amministrative che ha deciso di mettere al servizio del mio progetto. La squadra che si presenterà al vaglio degli elettori è pronta”.

Quali incarichi assumeranno Invernizzi e Pillai?
“Sarebbe folle indicarli adesso, senza prima verificare se le urne ci premieranno. A elezioni vinte, gli incarichi saranno assegnati secondo competenze ed esperienze”.

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