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Costruzione del nuovo stadio sull’area Assago/Rozzano, progetto serio o solo un bluff di Inter e Milan?

Il vecchio Pgt prevedeva in quella zona una vera e propria colata di cemento di circa un milione di metri cubi, poi ridotti a circa 350mila, per realizzare un nuovo quartiere, la cosiddetta “Città nuova”

stadio-inter-milan“Un terreno di quasi un milione di metri quadrati, tra Rozzano e Assago. Delimitato da autostrada e tangenziale. È in un’immensa distesa di verde inutilizzata che potrebbe sorgere il nuovo stadio dell’Inter, a pochi passi dal Mediolanum Forum. Il palazzetto è di proprietà della famiglia Cabassi, che detiene anche l’adiacente area su cui si fanno ragionamenti per il possibile impianto tutto nerazzurro dopo la rottura tra il club di Steven Zhang e il Milan sullo stadio insieme”. Comincia così un nuovo articolo della Gazzetta dello sport sul progetto, per il momento solo ventilato, della realizzazione di uno stadio al confine tra Assago e Rozzano.

Il progetto “Città nuova”

Tutto giusto, tranne un particolare. L’area non è affatto inutilizzata, anzi. In quella zona, il vecchio Pgt prevedeva una vera e propria colata di cemento di circa un milione di metri cubi per realizzare un nuovo quartiere, la cosiddetta “Città nuova”. Contro il progetto, il cui piano di attuazione era stato protocollato nel maggio del 2017, pochi mesi prima che scadesse, si sono schierate le associazioni ambientaliste,  Sentinelli del Parco sud e tutta la galassia ecologista.  Tutti avevano puntato l’indice contro questo consumo abnorme di suolo.

La collinetta

La mobilitazione aveva prodotto una riduzione delle volumetrie. Il Pgt adesso ne prevede circa 350mila e si stava aspettando il momento più propizio per dare il via all’insediamento dei cantieri. Adesso la questione stadio ha rimesso sotto i riflettori l’area. Nei giorni scorsi, Tony Brus, uno dei Sentinelli del parco sud, ha fatto un sopralluogo dal quale sono emerse alcune chiamiamole “curiosità”. La prima riguarda una specie di collinetta alta una quindicina di metri che sorge al centro dell’area. È chiaramente una discarica ricoperta da terreno di coltura su cui sono nate essenze autoctone.

Le macerie

E che sia una discarica lo confermano i materiali inerti che affiorano in più parti. Manufatti in cemento, mattoni, detriti. Secondo alcune ricostruzioni sarebbero materiali di scarto prodotti dalla ristrutturazione del teatro “Alla Scala” di Milano avvenuta tra il gennaio del 2002 e il dicembre del 2004. Ma quindici metri di collina sembrano troppi per contenere solo le macerie del teatro milanese. Per capire su cosa sorgerà il futuro stadio (di Inter o Milan non fa differenza) forse un carotaggio preventivo andrebbe fatto, giusto per bonificare l’area nel caso nel suo ventre fossero nascosti inquinanti di chissà quale natura.

Odor di ‘ndrangheta

Anche perché il periodo in cui sono stati sversati i materiali è quello in cui il movimento terra nel sud ovest milanese era appannaggio di alcune famiglie calabresi che operavano sul territorio (l’operazione Buccinasco Più e parco Spina Verde docet) e che non si preoccupavano di scaricare abusivamente sui terreni inquinanti più o meno pericolosi. Una verifica su chi abbia eseguito i lavori o se sono stati eseguiti in sub appalto, sarebbe solo il primo passo per fare chiarezza.

Nemmeno una telefonata

L’area. E questo è fuori discussione, è certamente adatta alla realizzazione di uno stadio: Tangenziale e metropolitana sono dei plus, la viabilità urbana un po’ meno ma si può risolvere. Il problema è che alle amministrazioni locali non è arrivato alcun segnale sulla reale volontà di una o di entrambe le società calcistiche. Ha detto a pocketnews.it il sindaco di Rozzano, Gianni Ferretti: “Si è sollevato un polverone incredibile, ma in comune non è arrivato alcun atto formale che avvalori le intenzioni di Inter o Milan, nemmeno una telefonata per sapere se siamo o non siamo disponibili. Certo mi farebbe piacere, darebbe nuovo impulso allo sviluppo del territorio, ma sino a quando non ci sono richieste protocollate, tutto si riduce a un gran chiacchiericcio”.

La riflessione

L’altra curiosità non è una curiosità, ma solo una riflessione che sta circolando tra molti assaghesi e rozzanesi. L’ipotesi è che l’indicazione (al momento è solo un’idea) dell’area Cabassi per realizzare il nuovo stadio, sia un modo per fare pressione sul Comune di Milano affinché abbassi le sue pretese sulla ristrutturazione o realizzazione di uno stadio ex novo al quartiere San Siro. La richiesta di ridurre volumetrie di alberghi, edifici e quant’altro, la riduzione della capienza non sarebbe stata digerita dai vertici delle due società che avrebbero così deciso di giocarsi la carta di Assago/Rozzano da un lato, dell’area dell’Ippodromo dall’altro. Che sia un bluff o meno, sarà solo il tempo a svelarlo.

 

 

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