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Mercoledì, 15 Marzo 2017 14:16
La scomparsa

Giancarlo Moscatelli, l’ultimo partigiano non c’è più In evidenza

Ritratto del combattente Ricotti, le sue imprese durante la Resistenza e il suo impegno per la città di Corsico

Nato nel 1930, Moscatelli entrò nelle fila della resistenza nel 43, quando aveva soli 13 anni Nato nel 1930, Moscatelli entrò nelle fila della resistenza nel 43, quando aveva soli 13 anni


Il partigiano Ricotti non c'è più. L’ultimo testimone dell’epopea partigiana è venuto a mancare ieri notte.  Corsico è rimasta sgomenta perché con Giancarlo Moscatelli (questo il nome da civile)  perde colui che conservava la memoria dei principi della lotta antifascista. Nato nel 1930, Moscatelli entrò nelle fila della Resistenza nel 43, quando aveva soli 13 anni. Diceva che la sua era stata una “mini resistenza” perché affrontata da giovanissimo. Due anni ricchi di episodi che Anna Polettini, sua amica personale, sta raccogliendo in un volume, che sarà distribuito dall’Anpi. Un libro che lui non ha fatto in tempo a vedere pubblicato. 

Sabotaggi

Tra le imprese del partigiano Ricotti, c’era quella di distruggere le armi affinché non cadessero in mani tedesche, oppure operazioni di disturbo ai danni delle truppe del Patto in ritirata. O ancora il sabotaggio di una serata in cui il regime fascista voleva proiettare un film propagandistico: grazie alle sue abilità manuali, era riuscito a far saltare l’impianto elettrico della sala di proiezione.

Le imprese più grandi

Nell’aprile del 45, l’impresa, anzi le imprese, più importanti. La prima militare, la seconda rivela il lato umano dell’uomo. Quella militare avvenne a Orzinuovi. Nelle vicinanze della città, i partigiani avevano fermato una colonna di tedeschi in fuga. Moscatelli con la baldanza dei suoi quindici anni, assieme ai capi partigiani, intimò al comandante della colonna di arrendersi e di deporre le armi. Tra la sorpresa generale, l’ufficiale obbedì.
Anche la seconda avvenne a Orzinovi, ma dentro la città.  Ci fu uno scontro a fuoco e due tedeschi furono fatti prigionieri. Partigiani e prigionieri trovarono rifugio per la notte in un fienile. Moscatelli fece dormire i suoi detenuti sui pagliericci, mentre lui si accomodò sulla dura terra.

Libertà e democrazia

L’idea del rispetto per gli altri lo ha sostenuto durante tutta la sua vita. La Resistenza è stata il periodo durante il quale si è formato, come uomo e come cittadino, ai valori della libertà e democrazia.  L’aveva cominciata nelle formazioni comuniste, poi era entrato nelle brigate di Giustizia e Libertà.  Ne conservava la tessera in una bacheca che ha donato all’Anpi di Corsico. In città, sino a qualche tempo fa, pochi sapevano del suo passato. A scoprirlo è stata proprio Anna Polettini, prima sua vicina di casa, poi amica vera che lo ha invitato a parlare della sua esperienza nelle scuole. E Moscatelli, con i giovani si trovava bene. Gli ricordavano i suoi tredici anni e la sua “mini resistenza” che si è trasformata, con il trascorrere del tempo, in una grande vita. Che adesso non c’è più

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