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Mercoledì, 11 Marzo 2020 17:36
La sentenza

Biglietti Juve agli ultras, dal capo dei Viking allusioni alla 'ndrangheta corsichese

L’affermazione è contenuta nelle motivazioni della sentenza con la quale il Tribunale di Milano ha condannato Loris Grancini storico capo dei Viking bianconeri per estorsione

La "piu' o meno velata allusione alla 'ndrangheta dell'hinterland milanese, specificatamente quella di Corsico" ha una "valenza assai grave ed intimidatoria" e "d'altronde la possibile commistione tra criminalità organizzata e mondo calcistico non è affatto materia nuova".

L'estorsione

Lo scrivono i giudici della Sesta sezione penale di Milano nelle motivazioni della sentenza pubblicate ieri, con cui, lo scorso dicembre, hanno condannato a 5 anni e mezzo Loris Grancini, storico capo dei Viking, gruppo ultra' della Juventus, a processo perchè avrebbe minacciato il titolare di una società milanese di eventi sportivi per costringerlo "a procurare loro biglietti" per le partite, tra cui un match di Champions tra Juve e Real Madrid del 2015.

Quattro episodi

Grancini, difeso dai legali Luca Ricci e Jacopo Cappetta e arrestato nel 2017 perché doveva scontare complessivamente 13 anni e 11 mesi tra alcuni per una condanna per tentato omicidio, era accusato di quattro episodi di tentata estorsione. Nel maggio 2017, si sarebbe presentato nel punto vendita per chiedere biglietti per la partita Juve-Crotone per "certi personaggi calabresi di Corsico". Gli imputati, scrivono i giudici, in quel periodo "erano a conoscenza del fatto che la Juve non avrebbe più dato "al titolare della rivendita i ticket destinati alla tifoseria organizzata", nemmeno ai "gruppi di Milano" degli ultras.

Presa di distanza

 La decisione della Juve era la logica conseguenza dell'inchiesta dei magistrati di Torino sui rapporti tra la 'ndrangheta e la curva bianconera. "Quando i rapporti con la tifoseria della Juventus sono andati 'oltre' - scrive nelle motivazioni il Tribunale milanese - non solo la società ha bloccato i biglietti assegnati in dotazione", ma lo stesso titolare del punto vendita milanese "ne ha preso in modo netto le distanze" e ne ha denunciato i tentativi di estorsione.  

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