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Venerdì, 21 Febbraio 2020 13:49
L’incontro

Carlo Cottarelli: “Ci lamentiamo dei politici, però siamo noi a eleggerli”

Il noto economista, ospite mercoledì sera delle parrocchie corsichesi, ha elencato le ricette per far ripartire il Paese

Nella foto, un momento della serata Nella foto, un momento della serata

di Antonio Casa

“Soluzioni semplici e senza rischi  di austerità. Perché non le adottano? Pensioni anticipate e reddito senza lavoro portano voti...” Incontro su politica ed economia nel salone parrocchiale San Luigi di Corsico, mercoledì sera. E che mercoledì è stato.

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Tra film e Champions league

In tv danno un paio di film interessanti e la Champions league, per cui uno immagina tante poltrone vuote e argomenti buoni per conciliare gli sbadigli di prima serata. Invece ti ritrovi fra più di duecento persone, alcune delle quali rimaste in piedi per oltre un’ora e mezza ad ascoltare Carlo Cottarelli.

La difficile convivenza

Economista, tanti anni al Fondo monetario internazionale, docente della Bocconi, ospite in qualità di esperto in radio e tv, editorialista de La Stampa, Cottarelli ha accettato l’invito delle parrocchie corsichesi sul tema: “Buona politica e buona amministrazione possono convivere?”, vista anche come quarta tappa di avvicinamento dell’opinione pubblica cittadina alle elezioni amministrative della prossima primavera.

Concetti chiari

Cottarelli ha confermato le doti di comunicatore, capace di riportare chiarezza ed efficacia a concetti in apparenza complicati, sui temi dell’economia pubblica e privata nazionali e internazionali. C’è un concetto che ha voluto rimarcare: l’importanza dell’opinione pubblica in quanto elettrice dei rappresentanti istituzionali: “Ci lamentiamo spesso dei politici, ma dimentichiamo che li eleggiamo noi”. E’ stato uno dei pochissimi messaggi lanciati anche in chiave locale.

Pil e deficit: salire e scendere

Perché Cottarelli, com’è nella sua formazione professionale, pensa alle grandi questioni. Il debito statale, per esempio. Cottarelli è infatti direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano. Dopo avere descritto le cause che hanno generato un mostro di 2.335 miliardi che oggi grava sulle spalle di tutti noi, ha indicato le proprie ricette per arrivare al pareggio di bilancio nell’arco di tre-quattro anni.

Ricominciare da tre…

 “Occorre intervenire essenzialmente su tre punti per convincere gli investitori e tornare a crescere al ritmo di 1, 1,5% l’anno; oggi siamo allo 0,2% annuo, senza contare che l’ultimo trimestre è stato pessimo – ha spiegato Cottarelli -. Per ridurre la pressione fiscale dall’attuale 42%, riallineandola alla media Ue, bisogna ridurre la spesa, che oggi vale il 45% del Prodotto interno lordo, di tre, quattro punti.” Ricordiamo che per Pil s’intende il totale dei beni e servizi prodotti da uno Stato, tutti i guadagni insomma: in Italia è pari a circa 1.935 miliardi di dollari.

Eccesso di norme e durata dei processi

Secondo punto: la burocrazia. “L’eccesso di regole – ha continuato l’economista- costa in termini di tempo e risorse economiche. Siamo complicati anche per pagare le tasse”. Terzo punto: la durata dei processi. Da noi, nei tre gradi di giudizio una causa civile dura in media otto anni, in Germania due, in Spagna due anni e quattro mesi, in Polonia un anni e due mesi. “Perché, allora, un’azienda internazionale dovrebbe investire da noi?”

Istruzione, risorsa fondamentale

Cottarelli ha indicato una quarta prioritaria per la crescita: l’istruzione. “Che poi è il capitale umano - ha insistito -. Sul lungo periodo è più importante della creazione di infrastrutture” ha detto, citando studi del Fmi. Negli ultimi dieci anni, al netto dell’inflazione, invece i governi che si sono succeduti hanno ridotto la spesa per l’istruzione del 20%, penultimo posto per spesa pro capite. “Tutti devono avere le stesse possibilità, altrimenti i divari Nord-Sud o ricchi-poveri non saranno colmati”.  In sintesi: se c’è crescita economica, aumentano le entrate, imposte e tasse possono calare, i benefici si vedono ovunque.

Portatori di voti

Nella seconda parte dell’incontro sono state tante le domande poste dal pubblico, alcuni dei quali lettori dell’ultimo libro dell’ospite sul palco, “Pappagalli e pachidermi”. Cottarelli ha concluso: “Le soluzioni sono note. Allora perché non si adottano? Perché mandare in pensione i lavoratori con qualche anno di anticipo o fornire un reddito anche a chi non fa niente, portano voti.”
Si torna al discorso di prima: il dovere non è soltanto di esercitare il diritto di voto, ma avere le corrette informazioni su chi votare. “La rete fa molto, sfruttiamo internet per formare l’opinione pubblica e far sentire la nostra voce. Tutti possiamo fornire un contributo all’Italia”. Istruzioni per le prossime elezioni a sindaco di Corsico.

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