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Mercoledì, 19 Febbraio 2020 17:21
Elezioni & dintorni

Parlano i probiviri: Forza Italia? A Corsico un congresso fantasma

Depositate le motivazioni che hanno spinto gli organismi di controllo del partito ad annullare l’assemblea voluta dall’ex segretario Roberto Mei

Nella foto, Roberto Mei, ex segretario di Forza Italia, a Corsico Nella foto, Roberto Mei, ex segretario di Forza Italia, a Corsico

Adesso anche le motivazioni sono note. Il collegio dei probiviri di Forza Italia le ha rese pubbliche ribadendo che la convocazione del congresso di Forza Italia di Corsico tenutosi lo scorso Novembre è nulla. Pertanto tutte le decisioni prese durante quell’assemblea non hanno alcun valore. Il segretario Roberto Mei non è il segretario,  il direttivo non è il direttivo, i responsabili dei vari settori non sono responsabili di alcunchè.

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Salini vs Musella

Una vittoria su tutto il fronte per Giacomo Di Capua autore del ricorso. Scrivono i probiviri in prima istanza: “Dall’esame dei documenti presentati risulta inequivocabilmente la mancanza di requisiti essenziali nella convocazione”. Un modo come un altro per sconfessare l’operato del coordinatore regionale Massimiliano Salini che aveva indetto i congressi in alcuni comuni della Lombardia, in procinto di andare alle elezioni, contro il parere del coordinatore provinciale Graziano Musella, ex sindaco di Assago.

La stoccata

“Il potere del coordinatore  di convocazione delle Assemblee Comunali, - è la stoccata  -  non sussiste perché nella convocazione sottoscritta da Massimiliano Salini non risulta alcun cenno “alla mancata e ingiustificata convocazione da parte del coordinatore provinciale, con il quale andava concordato un “calendario” dei congressi comunali”. Come dire: senza il consenso del provinciale, non si passa.

Senza firme

Per quanto riguarda Corsico, poi, sarebbe stato violato un altro articolo del regolamento, perché nella convocazione non è indicato il numero di firme necessarie per la presentazione delle candidature. É necessario infatti fornire una esatta informazione che “non consenta equivoci, a tutela del regolare democratico svolgimento delle attività congressuali”.

Senza identità

Analizzando nello specifico lo svolgimento dell’assise corsichese, i probiviri sottolineano che “dal verbale risultano aventi diritto al voto n.35 soci mentre risultano votanti 26 soci che peraltro non sono identificabili (non essendo allegato al verbale alcun elenco). Non solo: non si trova alcun cenno ai “grandi elettori”, alla loro individuazione, alla loro presenza e al metodo di calcolo dei loro voti. Un partito di fantasmi, quindi.

Irregolare

Nella sostanza, il congresso corsichese si è tenuto senza che si sappia, o si sia saputo, il nome e la qualifica dei partecipanti (iscritti e grandi elettori) e “il suo svolgimento – a dire dei probiviri - appare dunque del tutto irregolare, tanto da inficiarne in ogni caso i risultati”. Pertanto concludono “la nullità della convocazione – in alcun modo sanata dallo svolgimento dell’Assemblea stessa- comporta la nullità di tutti gli atti congressuali, compresa l’elezione degli organi”. Di Capua batte Mei 2 a 0 e palla al centro.

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