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Giovedì, 12 Dicembre 2019 16:18
Lotta alla criminalità

Banda di sequestratori sgominata dai carabinieri, il video del piano per rapire un imprenditore

L'indagine era partita da una inchiesta per truffe informatiche della procura di Milano, che mesi fa aveva sequestrato alcuni conti correnti riconducibili a membri del clan che ha legami con la camorra

Nella foto, tre componenti della banda di rapitori, ripresi dalle telecamere dei carabinieri Nella foto, tre componenti della banda di rapitori, ripresi dalle telecamere dei carabinieri

Il piano era pronto, la banda aveva anche individuato l'appartamento di Milano dove tenere in ostaggio un imprenditore 40enne bolognese del settore informatico, per costringerlo ad effettuare versamenti milionari su conti correnti esteri, ma la sera prima del sequestro i carabinieri di Corsico e di Bologna sono entrati in azione. Grazie al loro blitz, hanno fermato11 persone tra il capoluogo lombardo, Verona e Reggio Emilia. Otto dei fermi sono stati eseguiti su richiesta del pm bolognese Roberto Ceroni, mentre gli altri tre su iniziativa degli stessi militari.

Truffe informatiche

L'indagine é partita da una inchiesta per truffe informatiche della procura di Milano, che mesi fa aveva sequestrato alcuni conti correnti riconducibili a membri della banda. Da qui la necessità del gruppo di rientrare dei soldi 'persi', almeno 300mila euro, e l'idea da parte di due veronesi, fratello e sorella, titolari di alcune ditte di componenti informatici, e di un reggiano, autista di bus pubblici, con piccoli precedenti di polizia, di mettere a segno il 'colpo'.

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I sopralluoghi

L'attività per organizzare il sequestro, ha spiegato il comandante della stazione dei Carabinieri di Corsico Pasquale Puca, era iniziata a giugno e pianificata fin nei minimi dettagli. Coloro che avrebbero dovuto compiere materialmente il sequestro, per esempio, avevano fatto sopralluoghi intorno al covo milanese dove avrebbero dovuto nascondere l'imprenditore per verificare che le telecamere dei bancomat della zona non potessero tradirli e avevano deciso di dormire in albergo e non nel covo per non lasciare tracce visibili della loro presenza o impronte digitali e tracce di dna.

Zona Chinatown

Inizialmente la banda aveva cercato un capannone a Bologna dove nascondere il rapito arrivando a visionarne tre, ma poi ha  deciso di spostarsi a Milano dove un complice, soprannominato "Caronte", anch'esso fermato, aveva messo a disposizione un appartamento in via Acerenza, zona Chinatown.

L'appuntamento

Quando tutto sembrava fosse organizzato a puntino, i malviventi avevano fissato un appuntamento con l'imprenditore per ieri mattina, a Milano, dove doveva essere sequestrato. A prelevarlo dovevano essere quattro napoletani, "manovalanza" li ha definiti il comandante provinciale dei carabinieri di Bologna, Pierluigi Solazzo, contattati dall'autista reggiano tramite l'intermediazione di un altro napoletano, "contiguo al clan camorristico Formicola".

La variabile impazzita

In alto la piantina con, tratteggiato di azzurro, il percorso studiato dalla banda per portare il rapito dal suo ufficio sino alla prigione allestita a Chinatown

Il piano era stato messo in crisi   dalla decisione della vittima di anticipare l'incontro all'11 e, per questo motivo, martedi'  quattro malviventi sono saliti in auto in tutta fretta e si sono diretti a Milano. I carabinieri li "hanno agganciati" al casello. Dopo aver atteso che si ricongiungessero con altri del gruppo, i militari li hanno fermati e li hanno trovati in possesso di manganelli telescopici, taser, placche da poliziotti, tute da lavoro e passamontagna, cappellini e occhiali da cantiere per rendersi irriconoscibili.

Il contorno

Nelle stesse ore, oltre a sventare il sequestro, i carabinieri hanno eseguito anche sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, due nei confronti del conducente di bus e di un altro reggiano, per una rapina commessa a Modena in una sala slot l'11 novembre. Anche in questo caso il 'lavoro sporco' era stato appaltato a tre pregiudicati napoletani, due dei quali sono coinvolti nel rapimento.

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