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Mercoledì, 06 Novembre 2019 14:16
La scarcerazione

Torna in libertà Pietro Tatarella, ex commissario di Forza Italia a Corsico

L'unico indagato nell’inchiesta su un giro di tangenti a restare ai domiciliari è l'imprenditore Daniele D'Alfonso, cui è stata contestata l'aggravante di aver favorito la 'ndrangheta

Nella foto, Pietro Tatarella, ex commissario di Forza Italia a Corsico Nella foto, Pietro Tatarella, ex commissario di Forza Italia a Corsico

Tornano in libertà, per scadenza dei termini di custodia cautelare, tutti gli indagati, eccetto uno, nella maxi inchiesta della Dda milanese su un presunto sistema di tangenti e spartizione di appalti e nomine in Lombardia legati alla Ecol Service di Daniele D’Alfonso che ha sede a Corsico.

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Retta via

A usufruire del provvedimento, tutti gli indagati che erano ancora agli arresti domiciliari o in carcere, come l'ex commissario di Forza Italia a Corsico (inviato dal responsabile provinciale del partito Graziano Musella per riportare sulla retta via i consiglieri azzurri che la scorsa primavera hanno fatto cadere la giunta Errante).

Gli altri "liberati"

Assieme a Tatarella, ritrovano la libertà anche l'ex coordinatore di Forza Italia a Varese Gioacchino Caianiello (era ai domiciliari), e Mauro Tolbar, ritenuto uno dei collettori di mazzette (era in carcere). L'unico a restare ai domiciliari è proprio l'imprenditore Daniele D'Alfonso, cui è stata contestata l'aggravante di aver favorito la 'ndrangheta - il clan dei Molluso - e pertanto per lui la misura cautelare scadrà nel maggio 2020 (gli arresti sono del 7 maggio scorso).

Il burattinaio

Per gli inquirenti, D’Alfonso è il personaggio principale di un sistema di sistema corruttele al centro dell’indagine. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe avuto a libro paga  Pietro Tatarella, stipendiato con 5mila euro al mese. In cambio, l’ex commissario  di Forza Italia a Corsico avrebbe favorito l’imprenditore negli appalti dell’Amsa.

I contatti

Non solo. Sempre secondo gli inquirenti, Tatarella avrebbe introdotto D’Alfonso in  appalti banditi a Varese e a Novara. Per il procuratore aggiunto Alessandra Dolci e i pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri, il circuito avrebbe garantito finanziamenti illeciti anche al deputato azzurro Diego Sozzani, all’ex consigliere regionale forzista Fabio Altitonante e pure al partito «Fratelli d’Italia» (a livello locale) che ha sempre smentito.

Il processo

Scaduti i termini di custodia cautelare, tutti gli indagati sono stati rimessi in libertà. Ora dovranno affrontare il processo che ne segnerà il destino. Politico (già tracciato?) e personale (da definire).

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