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Giovedì, 09 Febbraio 2017 16:01
La crisi

Patrocini, Cirulli denuncia il doppiopesismo Pd

Per la prima volta il presidente del Consiglio comunale interviene in difesa delle istituzioni locali e rivolge alcune domande ai consiglieri dell’opposizione 

Nella foto, Vincenzo Cirulli presidente del Consiglio comunale di Corsico Nella foto, Vincenzo Cirulli presidente del Consiglio comunale di Corsico

Le polemiche non accennano a placarsi. Anzi si alimentano di nuove prese di posizione, di nuovi protagonisti. Oggi, a scendere in campo è il presidente del Consiglio Comunale di Corsico Vincenzo Cirulli. Dopo le dichiarazioni rilasciate durante la seduta dell’altra sera, l’esponente politico ha diffuso una nota in cui ribadisce la sua posizione. Nel mirino c’è l’ex sindaco Maria Ferrucci che secondo Cirulli, sarebbe stata protagonista, diretta o indiretta, di un caso simile a quello dello stocco: avrebbe concesso il patrocinio a una manifestazione in cui erano coinvolte famiglie notoriamente appartenenti alla ‘ndrangheta. La domanda è: perché due pesi e due misure? Quel che valeva per la giunta Ferrucci non vale per la giunta Errante? Quel che segue è il comunicato stampa diffuso da Cirulli.

Gettare discredito

“È inaudito- è la premessa - sentire da alcuni consiglieri dell’opposizione, tra i quali anche componenti della commissione d’indagine interna sulla sagra dello stocco di Mammola, che i provvedimenti per chiudere il ‘caso’ si ridurrebbero a cacciare due assessori. Non credo che sia questo il modo di fare chiarezza su quanto accaduto e appurare, con serietà, se il Comune di Corsico è a rischio infiltrazioni. Si è voluto gettare discredito sulle istituzioni locali e sulla città di Corsico – prosegue la nota – e si è sostenuto che oggi il Comune sarebbe a rischio infiltrazioni della criminalità organizzata, ma la stessa relazione della commissione ha evidenziato che non esistono rapporti tra le istituzioni locali e la ‘ndrangheta”.

Solo slogan

Cirulli attacca: “È vergognoso che, nonostante questo, si continui con gli slogan e con gli attacchi anche personali. Ritengo che un consigliere comunale, nel momento in cui viene a conoscenza di fatti illeciti, debba procedere immediatamente segnalando e denunciando. È un suo dovere. Invece Maria Ferrucci, in particolare, prosegue con gli slogan. Le è stato mostrato un manifesto realizzato nel 2006, quando lei, Nadia Landoni e Maurizio Magnoni (attualmente consiglieri rispettivamente del PD e della lista ‘Insieme per Corsico’) erano assessori. Sullo stampato compariva il nome riconducibile a una nota famiglia ‘ndranghetista della zona”.

Mai sporto denuncia

Il presidente del Consiglio poi una serie di ulteriori domande: “Perché Ferrucci afferma oggi di non averlo mai visto? E che non era d’accordo nel sostenere l’associazione indicata sul manifesto, mentre altri lo erano? Chi sono questi altri? Da che cosa lei avrebbe preso le distanze, tanto da affermare di essersi candidata sindaco proprio per questo? E se non era d’accordo, perché non si è dimessa subito, ricoprendo invece l’incarico di assessore fino al 2010? Perché non ha mai sporto denuncia nei confronti di queste persone, sia quando era assessore e, successivamente, da sindaco? Perché, appena verificato che c’era il nome di un parente di un boss mafioso sul volantino della Sagra dello stocco non si è rivolta immediatamente al sindaco, e poi insieme ai carabinieri, limitandosi invece a diffondere la notizia su Facebook e alla stampa?

Basta con gli spot elettorali

Cirulli infine interviene su altri due punti sollevati dall’esponente dell’opposizione: la concessione di patrocinio a soggetti privati e presunte irregolarità nell’elenco dei commercianti che hanno aderito all’iniziativa della ‘Carta d’argento’. “Come mai – prosegue Cirulli – era prassi anche durante gli anni in cui è stata sia assessore sia sindaco Maria Ferrucci concedere patrocini a soggetti privati, in alcuni casi prevedendo addirittura dei contributi? Non mi risulta che l’Amministrazione Errante abbia mai dato un euro. E sulla ‘Carta d’argento’, se ha anche solo dei sospetti in merito all’elenco dei negozianti, si rechi senza esitazione dal sindaco e dagli uffici affinché vengano assunti dei provvedimenti tempestivi. Basta con gli spot elettorali fuori tempo e con la costante volontà di denigrare le istituzioni locali e la città di Corsico”.

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