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Venerdì, 27 Settembre 2019 13:09
L'intervista

L'ex carabiniere al servizio della città: sorveglia ingressi e uscite nelle scuole

Dopo 37 anni di servizio nell'Arma, Pietro Ciniero coordina i servizi della sezione corsichese dell'associazione nazionale carabinieri, impegnata nella prevenzione dei reati in luoghi affollati

Pietro Ciniero coordina i servizi della sezione corsichese dell'associazione nazionale carabinieri, Pietro Ciniero coordina i servizi della sezione corsichese dell'associazione nazionale carabinieri,

di Antonio Casa

Li notate all'uscita di scuola, in giro per i mercati rionali, mai invisibili, perfettamente riconoscibili. Perché la loro missione è sintetizzata in una sola parola: prevenzione. Sono i componenti dell'associazione nazionale carabinieri, spesso conosciuti con l'appellativo di “carabinieri in congedo”, ex militari dell'Arma in quiescenza o simpatizzanti della Benemerita inseriti in questa organizzazione, che ha sezioni sparse un po' ovunque, compreso Corsico. Qui la sede è in un locale sopra l'Afol, in via Leonardo da Vinci. Pietro Ciniero, originario di San Michele Salentino (Brindisi), ex brigadiere capo con 37 anni di servizio attivo alle spalle, ne è il presidente.

Da quanto tempo esiste la sezione corsichese dell'associazione?
“E' stata istituita nell'ottobre 2017. Io sono stato nominato presidente, il segretario è Gianni Vannuccini. I soci siamo otto.”

In cosa consiste la vostra attività?
“Facciamo servizi di prevenzione all'ingresso e all'uscita delle scuole secondarie di Corsico, di I e II grado. Parlo della “Buonarroti”, della “Verdi” e del “Falcone-Righi”. Quest'attività è disciplinata da una convenzione che l'associazione ha contratto con il Comune.”

Se notate qualcosa di sospetto, come vi comportate?
“Per i casi meno gravi avvertiamo la polizia locale, per quelli più importanti come lo spaccio di droga ci rivolgiamo alla centrale operativa dei carabinieri tramite il 112.”

Succede?
“Sì. I militari intervengono in pochi minuti.”

Chi chiede di entrare nella vostra associazione?
“Ex carabinieri, ovvio, ma non solo. Tutti i cittadini possono chiedere l'ingresso in associazione, se ne hanno i requisiti, prima fra tutti l'assenza di precedenti penali. Nel corso di un colloquio, verifichiamo l'idoneità dei soggetti simpatizzanti attraverso alcune domande. La decisione finale viene presa dal consiglio direttivo nella prima riunione utile.”

Fate servizio soltanto davanti alle scuole menzionate prima?
“Quasi tutti i sabati giriamo anche per i tre mercati ambulanti di Corsico, mi riferisco alla via Petrarca, sulla vecchia Vigevanese e davanti al parco Giorgella, previa comunicazione al comando della polizia locale. Inoltre, facciamo periodici servizi in centro, nei parchi e all'interno del cimitero.”

Problemi anche lì?
“Purtroppo. Sono stati segnalati diversi scippi ai danni di donne che in quel momento erano da sole, oltre ai fastidiosi furti e danneggiamenti di arredi funerari.”

Qual è il vostro rapporto con la gente?
“Riceviamo numerosi attestati di stima e di incoraggiamento per quello che facciamo. Di sicuro, quando siamo presenti in una strada, le persone avvertono una maggiore sicurezza.”

Corsico è una città dove si consumano molti reati?
“La mia percezione è che se ne registrano di meno rispetto al passato. Non mancano i piccoli reati, però sembrano un fenomeno circoscritto a un certo tipo di delinquenza. Certo, non è da sottovalutare”

Avete un nucleo di protezione civile?
“Sì, abbiamo un nucleo Anc composto da 17 persone formate attraverso corsi specifici di protezione civile, aggiornamenti compresi. In caso di bisogno, intervengono sotto il coordinamento dell'ispettorato di protezione civile di Milano. Il presidente del nucleo è Nicola Palmieri.”

Lei è stato per 37 anni nell'Arma. Dove ha svolto servizio?
“Sono arrivato a Trezzano sul Naviglio nell'ottobre 1978 e vi sono rimasto fino al 1985. Dopo sono stato assegnato nel nucleo operativo della stazione Moscova di Milano. Dal 1987 alla data di congedo, 2013, ho svolto servizio all'ufficio personale sempre in via Moscova.”

Chissà quanti episodi avrà da raccontare…
“Nei primi anni Ottanta, a Trezzano c'era il problema dei furti legati alla crescente tossicodipendenza. Una notte, credo fra il 1981 e l'82, dopo avere ricevuto la segnalazione che stavano rubando una Fiat 500, io e altri due colleghi in caserma siamo corsi sul posto e ci siamo accorti che due malviventi stavano cercando di aspirare la benzina dal serbatoio che, qualcuno ricorderà, si trovava all'interno del cofano anteriore. Appena ci hanno visto, uno è scappato a piedi, l'altro è salito in auto e ha tentato la fuga. Dopo qualche centinaio di metri, la portiera del cofano si è aperta, l'auto prima ha sbattuto contro un ostacolo e poi si è ribaltata.Insieme ai compagni abbiamo estratto il ladro dall'auto e lo abbiamo salvato.

Un altro…

Sempre di notte a Trezzano, in quegli anni ci hanno segnalato il furto in un supermercato in piazza San Lorenzo. Erano in sei e dopo avere forzato la serratura stavano caricando la refurtiva in un furgone. Noi siamo accorsi con due auto. Li abbiamo presi in flagranza e portati in caserma. In un'altra occasione, nel 1983, ci fu un misterioso furto in un'agenzia della Banca Popolare di Milano vicino a Romolo. Allora, la stazione di Trezzano dipendeva dalla compagnia di Porta Magenta e a me e al maresciallo Sturiale ci fu chiesto di investigare. Abbiamo interrogato tutti i dipendenti della banca e ci siamo accorti che due dei cassieri  avevano consegnato ai vigilanti dell'impresa destinataria un pacco sigillato che anziché avere 250 milioni di lire in banconote conteneva delle saponette di eguale peso. I soldi li trovammo sotterrati nel giardino di una casa vicino a Lodi dove uno dei due cassieri abitava. Quando si risolve un caso così, è una bella soddisfazione.”   

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