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Martedì, 27 Agosto 2019 17:45
L'intervista

L’addio del preside dell’Istituto Galilei: “Lascio una scuola da amare”

Manfredo Tortoreto da settembre non dirigerà più il Comprensivo di Corsico: sarà sostituito dalla professoressa Anna Salamino

Nell'immagine, il dirigente scolastico dell'Istituto Galilei di Corsico, Manfredo Tortoreto (foto Giovanni Certomà) Nell'immagine, il dirigente scolastico dell'Istituto Galilei di Corsico, Manfredo Tortoreto (foto Giovanni Certomà)

“Alle spalle ho quattro generazioni di insegnanti che, probabilmente, - ha scritto - mi hanno trasmesso il gene dell’insegnamento e dell’amore per la scuola. Ma non basta trasmettere un carattere genetico. La professione docente richiede studio, impegno,  passione, esperienza”. Ed è con lo studio, la passione, l’impegno che ha conquistato la stima e la gratitudine dei suoi docenti e dei genitori dei suoi allievi.

Il sostituto

Manfredo Tortoreto, 56 anni, un diploma magistrale (1982), una  laurea in filosofia conseguita all’Università Statale di Milano, da settembre non dirigerà più l’Istituto Galilei di Corsico. Sarà sostituito dalla professoressa Anna Salamino, vincitrice dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici (quello bloccato da una serie di ricorsi tutti rigettati dal Consiglio di Stato).

Comune inesistente

Lascia per stanchezza. Stanchezza provocata da un Comune “del tutto inesistente, senza un ufficio tecnico in grado di intervenire sui bisogni urgenti della scuola” (porte dei bagni rotte e portoni d’ingresso divelti), un comune “che per anni ha fatto mancare il proprio sostegno, del tutto latitante (sono parole sue) di fronte alle richieste della pur minima assistenza”.

Un anno da dimenticare

Lascia anche perché nella “sua” segreteria sono andati in pensione cinque amministrativi che con la loro esperienza permettevano alla “macchina” della scuola di funzionare al meglio. I sostituti, per mancanza di esperienza o per scarsa formazione o perché inadatti alla mole di lavoro necessaria, gli hanno fatto vivere “un anno di vero delirio umano e psichico”.

Personale inadeguato

“Non avrei retto qualche giorno in più, non avrei potuto vivere un altro periodo come quello appena trascorso sotto il punto di vista dell’amministrazione generale dell’Istituto.  In alcuni casi – sottolinea – la scuola si è trasformata in un ufficio di collocamento per figure prive di una formazione pedagogica. In troppi manca anche una minima formazione tecnica: sa quante sono le leggi che riguardano la scuola? Se non si conoscono si combinano solo guai”.

L'affetto

Prima di chiudere definitivamente la sua esperienza corsichese, ha voluto affidare a pocketnwes.it i suoi auguri alla nuova dirigenza e all’intero corpo docente dell’Istituto, sottolineando di aver vissuto con quest’ultimo, “anni straordinari che porterò sempre con me con grande affetto” che qui sotto ha sintetizzato.

Lei è arrivato a Corsico cinque anni fa, nel giugno del 2014, che scuola aveva trovato?
“Ricordo che quando ho acceso il computer della dirigenza, era completamente vuoto. In memoria non aveva alcun file. Quello era il risultato di anni di reggenza, senza alcun titolare del ruolo che avesse provato a costruire qualcosa. Non ho trovato alcun background da cui partire. C’era lo zero assoluto”.

Cosa è cambiato con la sua dirigenza?
“Mi sono reso subito conto che c’era un lavoro enorme da compiere. C’era un clima di disorientamento, di mancanza di identità, di mancanza di coesione. L’Istituto era allo sbando. Soprattutto la Verdi che senza un regista soffriva la concorrenza delle altre scuole del territorio. Per fortuna ho trovato delle risorse interne preparate e disponibili a seguirmi. Abbiamo trattato la scuola come un fiore da curare, accudire, amare”.

Quali obiettivi sono stati raggiunti?
“All’intero Istituto, ma alla Verdi in particolare, abbiamo dato una identità, una personalità significativa. Abbiamo in primo luogo valorizzato il talento dei docenti, che era sommerso. Un esempio? Prima la media aveva solo l’indirizzo musicale, noi abbiamo potenziato quello sportivo. Ha avuto un successo immediato e oggi su 120 iscritti alla prima media, 35 provengono da fuori bacino, da Cesano Boscone e Buccinasco”.

L’Istituto Galilei è diventato un luogo di eccellenza pedagogica così come si era ripromesso diventasse al momento del suo insediamento?
“La scuola dell’infanzia è di altissima qualità. La primaria si trova invece in una fase di passaggio generazionale: è più faticoso sul piano della coesione, ma i progetti e i laboratori sono eccezionali. La Verdi è stata definita da alcuni genitori la “scuola felice” in cui si registra un bassissimo livello di bullismo e una grande attenzione ai bisogni della persona”.

A proposito dell’attenzione alla persona, Corsico è diventata famosa anche per la mensa vietata ai bambini i cui genitori erano morosi nel pagamento della retta. Lei poi ha condotto una battaglia perché fossero installate le porte ai bagni e assicurato un minimo livello di manutenzione all’istituto. L’ex sindaco Errante l’ha spesso accusata di fare un uso “politico” del suo ruolo, si tratta di un’accusa infondata?
“Più che un’accusa infondata è una grande baggianata. Se io protesto perché mancano la metà delle porte dei bagni non faccio una battaglia politica, ma di civiltà in difesa dei bambini. Il primo compito di un educatore è tutelare i diritti dei minori. Errante confonde la politica con il dovere civico. Ed era suo dovere civico, prima ancora che politico, provvedere all’installazione delle porte dei bagni”.

Lei ha detto: “L’insegnamento è per molti una vocazione. Per me è stato anche un destino”. Dove la porterà adesso il suo destino?
“In una nuova scuola a Milano, zona Bande Nere, che spero di trasformare in una nuova “scuola da amare” così come abbiamo fatto con la Verdi di Corsico”.

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