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Sabato, 20 Luglio 2019 14:48
Il caso del giorno

Trasloco del Distretto sanitario, monta la protesta dei residenti

Decine di persone si sono riunite in via Curiel, a Corsico, per dire no al trasferimento degli sportelli del Asl da via Marzabotto

Nella foto,i residenti, tutti con gravi problemi di deambulazione, alla protesta contro il trasloco del Distretto Nella foto,i residenti, tutti con gravi problemi di deambulazione, alla protesta contro il trasloco del Distretto

In tanti hanno detto di no e hanno gridato: “Giù le mani dal distretto sanitario”. Tra di loro c’erano molti anziani, molti con problemi di deambulazione, alcuni affetti da gravi malattie. L’idea di far traslocare la sede dell’ ex Asl da via Marzabotto a via Lavoratori  (dal quartiere Lavagna a un edificio posto al di là del Naviglio) non va giù a nessuno. Ed allora, visto che gli amministratori locali (commissario di Corsico, se ci sei batti un colpo) non affrontano il problema, ecco che sono scesi in strada i destinatari dei servizi sanitari che il distretto eroga e che corrono il rischio di non poterne più usufruire. A meno che non si sobbarchino di lunghe e faticose trasferte.

Alte necessità assistenziali

La preoccupazione è grande. Se ne fa portavoce Chiara Caddeo, che denuncia: “ Il quartiere Lavagna, il Tessera, il Giardino sono  abitati da una popolazione anziana  che ha necessita assistenziali elevatissime, una popolazione che ha bisogno della guardia medica, del servizio per diabetici, quello per i celiaci, di tutti i servizi più essenziali. È impensabile, visto i problemi che affliggono la stragrande maggioranza dei residenti, che gli sportelli siano trasferiti altrove.”

Sulla pelle dei residenti

Una decisione che sarebbe stata presa  dall’Asst del Rodhense, sulla pelle degli abitanti di Corsico, Cesano, Trezzano, Cusago, Assago e Buccinasco che dipendono da quell’ azienda sanitaria di tutela della salute.  Altro che tutela, è l’accusa: “Se davvero il distretto fosse trasferito – denunciano Giuseppina Invernizzi , Maria Rosaria Manzi e Angelo Pargeno, tutti con gravi problemi di deambulazione (la signora Invernizzi ha subito interventi per combattere un tumore maligno) – noi non potremmo più  essere assistiti regolarmente perché spostarci rappresenta un  grave problema”.

Sindrome di  Arnold Chiari

Alla protesta ha partecipato anche Giulia Mauro di Cesano Boscone. Giulia è vittima della sindrome di  Arnold Chiari (una rara malformazione della fossa cranica posteriore), si sposta a fatica avvalendosi di un supporto mobile. Come lei, in zona ci sono altri quattro pazienti con la stessa patologia. La domanda che tutti fanno è: “come faremo a spostarci sino a via dei Lavoratori o ovunque decidano di trasferire gli ambulatori?”

Trasporti pubblici non brillanti

Il quesito è di difficile soluzione. Anche perché il trasporto pubblico non brilla né per frequenza, né per  qualità. “Ci sono degli ausiliari che garantiscono il trasporto – ricorda Giuseppina Invernizzi -  ma costano 10 euro per accompagnarci dal Lavagna alla Sacra Famiglia. Non sappiamo cosa prenderebbero per trasportarci sino in via del Lavoratori, ma viviamo tutti con delle pensioni appena sufficienti e non riusciremmo a pagarli”.

La lista civica

Sulla questione trasloco del Distretto, ha preso vita una lista civica chiamata “Noi per Corsico” che si è fatta portavoce della protesta dei residenti dei quartieri in cui sorge l’ex Usl. Vi fanno parte Antonino Mascari, Tadek Abou Aiana, la stessa Chiara Caddeo, Nadia di Mauro, Chiara Moro e tanti altri. Per tutti loro è “indispensabile assicurare agli abitanti dei comuni interessati tutti i servizi sinora garantiti e qualora il trasferimento fosse impossibile da evitare, almeno istituire un servizio navetta che possa assicurare il trasporto dalla sede di via Marzabotto alla nuova”.

Corsico, presente?

“Pretendiamo – hanno detto in coro – che alla riunione convocata dall’assessore regionale alla sanità Gallera, per giovedì prossimo, Corsico sia presente o con il commissario o con un funzionario di altissimo livello, affinché  possa difendere i diritti di assistenza degli abitanti  del quartiere Lavagna e di tutto il circondario”.

La Guardia Medica?

In agenda alcuni punti. Il primo riguarda la garanzia che da Corsico non si sposti  alcuna funzione fondamentale, tra cui la guardia medica. E poi, anche se il trasferimento garantisse tutti i servizi, lo svuotamento della  sede di via Marzabotto, senza un’alternativa d’uso immediata e convincente, condannerebbe ancora una volta e ancora di più il Lavagna al degrado, così come è già accaduto alla palazzina ex Aler di via Curiel. Che cosa se ne intende fare?

Il declino

“Al centro di tutto – è il pensiero dominante – ancora una volta c’è il declino di Corsico città, che da ex capoluogo del comprensorio, quando era capofila di tutto,  si è ridotta a un ruolo marginale sia sotto il profilo politico, sia e soprattutto sotto il profilo amministrativo”. Per combatterlo si comincia con una raccolta di firme in attesa di altre e più decise forme di protesta.

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