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Martedì, 16 Luglio 2019 11:10
La protesta

Cantiere della fognatura, scende in campo il presidente delle Farmacie Corsichesi

Carlo Vaghi  ha preso carta e penna e ha scritto una dura lettera indirizzata al commissario prefettizio Francesca Iacontini che da maggio, dopo le dimissioni del sindaco Errante, è alla guida del Comune di Corsico

Nella foto, la farmacia comunale di via Caboto, a Corsico Nella foto, la farmacia comunale di via Caboto, a Corsico

Si allarga il fronte della protesta contro i danni provocati dal cantiere per l’installazione della fognatura in via Volta – via Milano, al confine tra Corsico e Cesano Boscone. Le conseguenze del blocco del traffico con la deviazione dei flussi automobilistici su altre direttrici, stanno ricadendo a cascata su tutto il comprensorio.

La lettera

Dopo quelle dei commercianti e degli artigiani di via Volta che hanno visto dimezzarsi i propri introiti, l’ultima voce che si è alzata per denunciare i danni provocati dal cantiere è quella del presidente di Farmacie Comunali Corsichesi, Carlo Vaghi, che ha preso carta e penna e ha scritto una dura lettera indirizzata al commissario prefettizio Francesca Iacontini che da maggio, dopo le dimissioni del sindaco Errante, è alla guida del Comune di Corsico.

L'S.o.s

La lettera di Carlo Vaghi  è un S.o.s. Il presidente delle farmacia (che ha un capitale al 90% del Comune di Corsico)  ha infatti chiesto al commissario di farsi promotrice  nei contronti di Cap Holding, la società pubblica che sta realizzando la fognatura,  delle istanze degli artigiani e degli imprenditori dell’intera area interessata ai lavori.

Fatturati in caduta libera

Da quando è stato aperto il cantiere, il fatturato della Farmacia 1, quella di via Caboto, è diminuito così come è diminuito quello delle aziende della zona. Se il cantiere dovesse rimanere aperto per i due anni programmati, le attività di via Volta e quelle delle vie limitrofe sarebbero devastate. Secondo Vaghi sarebbe necessario adottare provvedimenti che permettano il ripristino del passaggio delle auto anche tramite un senso unico alternato, durante l'intera durata dei lavori.

Buona volontà

E per i tratti in cui si impone la chiusura totale, Vaghi ha chiesto che i lavori vengano realizzati contemporaneamente e non con un cantiere mobile che si sposta di soli 40 metri per volta.  L’obiettivo deve essere: limitare al minino il blocco totale delle auto, anche sottoponendo l’impresa che ha vinto l’appalto e che li sta eseguendo a un notevole sforzo organizzativo, per permettere a tutti di riprendere a lavorare. Se non come prima dell’apertura del cantiere, ma almeno senza la spada di Damocle  di un blocco che può essere evitato. Basta un po’ di buona volontà.

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