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Venerdì, 07 Giugno 2019 12:55
Lotta ai clan criminali

Operazione Quadrato: dieci condanne per i boss eredi del clan Barbaro-Papalia

Si è celebrato ieri, con il rito abbreviato, davanti al Gip dottoressa Scudieri, il processo che ha preso il via dall’inchiesta condotta dai carabinieri di Corsico, denominata Quadrato

Nell'immagine un fotogramma delle riprese effettuate dai carabinieri che testimoniano il traffico di stupefacenti Nell'immagine un fotogramma delle riprese effettuate dai carabinieri che testimoniano il traffico di stupefacenti

L’elenco delle condanne è lungo, come gli anni da trascorrere in carcere. Almeno per alcuni dei condannati. Si tratta di nomi pesanti nel panorama della criminalità organizzata che ha messo radici nel sud ovest milanese: Barbaro, Trimboli, Truglia, Tocco, più tre personaggi di origini nord africana.

Rito abbreviato

Si è celebrato ieri, con il rito abbreviato, davanti al Gip dottoressa Scudieri, il processo che ha preso il via dall’inchiesta condotta dai carabinieri di Corsico, denominata Quadrato, per lo spaccio di stupefacenti sulla piazza di Corsico. Processo che ha messo fine all'attività degli eredi del clan Barbaro - Papalia, decapitandone il vertice.

Le condanne

Condanne pesanti si diceva. A Francesco Barbaro è stata inflitta una pena di dodici anni e otto mesi di reclusione, a Francesco Pellegrini, nove anni, a Ouadif Azzedine e Antonio Barbaro, otto anni, a Ouadif Hamid e Francesco Truglia, sette anni e sei mesi, a Salvatore Barbaro, sei anni e otto mesi, a Mouhatdi Mohamed quattro anni e sei mesi, a Giovanni Tocco quattro anni di reclusione e una multa di 18mila euro, a Natale Trimboli, tre anni e 14mila euro di multa.

Associazione a delinquere

Ai Barbaro e a Pellegrino è stato anche riconosciuta l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La banda era stata smantellata lo scorso ottobre. Nella rete dei carabinieri guidati dal comandante Pasquale Puca e dal tenente Armando Laviola erano caduti gli eredi del clan di ‘ndragheta Barbaro – Papalia che ha come base operativa Buccinasco.

I luogotenenti

I nipotini di Antonio, Domenico e Rocco Papalia, (i primi due condannati all’ergastolo, il terzo rinchiuso dallo scorso anno in una casa lavoro) avevano costituito una rete che si avvaleva di lugotenenti come Francesco Pellegrini, che riforniva i pusher disseminati lungo il villaggio Giardino a Corsico e dintorni. Oppure Francesco Truglia che si occupava della logistica per nascondere la droga nel suo appartamento di via dei Navigli.

14 arresti

Attorno a loro ruotavano decine di pusher nord africani coordinati da  Natale Trimboli, tramite il bar Night and Day. In tutto, i militari avevano arrestato 14 persone, tra boss e semplici manovali. Ieri si è concluso il primo atto. Sono state emesse dieci sentenze che dovrebbero togliere dalla circolazione e per qualche tempo gli eredi dei vecchi boss. Sentenze che permettono di respirare un’aria un po’ più pulita. A Corsico e in tutto il circondario.

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