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Venerdì, 10 Maggio 2019 13:30
L'inchiesta

Tangenti, parla Altitonante:“Quei soldi erano per la campagna elettorale di Tatarella”

A parlare per primo, dopo che tutti gli imputati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, è stato l’ex consigliere comunale di Cesano Boscone

Nella foto, Fabio Altitonante, e nel riquadro Pietro Tatarella Nella foto, Fabio Altitonante, e nel riquadro Pietro Tatarella

Non è chiaro se è cominciato il gioco dello scaricabarile ma quel che è certo è che cominciano a trapelare le prime indiscrezioni sugli interrogatori degli imputati della maxi inchiesta che ha visto finire in carcere Pietro Tatarella e agli arresti domiciliari Fabio Altitonante, due esponenti di spicco di Forza Italia, in Lombardia e, soprattutto dalle parti di Corsico e Cesano Boscone. A parlare per primo, dopo che tutti gli imputati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, è stato Fabio Altitonante, ex consigliere comunale di Cesano Boscone.

Un evento comico

Altitonante avrebbe sostenuto davanti al gip Raffaella Mascarino che i 25mila euro, ricevuti dall'imprenditore Daniele D'Alfonso, anche lui arrestato nell'inchiesta, sarebbero stati dichiarati nella campagna elettorale per le Politiche dello scorso anno del compagno di partito Pietro Tatarella. E con quei soldi quest'ultimo avrebbe organizzato un evento di comici e avrebbe fatto anche un volantino nel quale, oltre al voto per lui, si promuoveva anche quello per Altitonante, che in quel momento era candidato alle Regionali.

Mandatario elettorale

Nell'imputazione sul finanziamento illecito viene contestato a D'Alfonso, Tatarella e Luigi Patimo, anche lui arrestato, di aver erogato ad Altitonante per le Regionali del marzo 2018 "un contributo economico di complessivi   25.000 euro in assenza della prescritta delibera da parte dell'organo sociale competente e senza annotare l'elargizione nel bilancio d'esercizio". Per la difesa, però, quei soldi erano entrati nella campagna elettorale di Tatarella, che era il "mandatario elettorale" di Altitonante.

Avanzi di cassa

Per la campagna di Altitonante, tra l'altro, secondo la difesa, erano entrati oltre 70mila euro e ne erano avanzati circa 13mila euro e, dunque, sempre secondo la difesa, non si capisce perché Altitonante avrebbe dovuto richiedere illecitamente altri 25mila euro. Tra l'altro, Altitonante è anche accusato di corruzione per aver ricevuto da D'Alfonso 20mila euro "al fine di far ottenere il rilascio del permesso a costruire relativamente ad un immobile di proprietà della moglie di Patimo".

La pratica edilizia

Altitonante ha sostenuto, però, che non avrebbe fatto alcuna pressione per quella pratica edilizia (è indagato un dirigente comunale in questo capitolo), ma che il suo sarebbe stato solo un "mero interessamento" e che non avrebbe ricevuto mazzette. Per Altitonante, che si è dimesso da sottosegretario regionale all'Area Expo, il difensore Luigi Giuliano, anche avvocato di Tatarella, ha chiesto la revoca dei domiciliari al gip.

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