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Martedì, 16 Aprile 2019 17:49
Il terremoto

Corsico, la sopravvivenza della giunta Errante si gioca sul filo di lana

Sulle votazioni che hanno provocato la caduta del sindaco era calata la mannaia degli uffici tecnici comunali secondo i quali, regolamento alla mano, non potevano essere considerate regolari. Invece…

Nella foto il sindaco dimissionario Filippo Errante Nella foto il sindaco dimissionario Filippo Errante

La guerra per la conquista del Comune di Corsico si arricchisce di un nuovo episodio. I lettori di pocketnews.it conoscono le ragioni che hanno portato alle dimissioni del sindaco Errante e le polemiche che ne sono seguite. Il macigno che ha fatto inciampare il primo cittadino si è presentato sulla sua strada sotto forma di emendamento che ha modificato il piano di alienazione di alcuni beni immobili di proprietà del comune, e il relativo bilancio.

Seduta drammatica

Emendamento che durante una drammatica seduta dell’ultimo consiglio comunale era stato approvato con i voti dei consiglieri di Forza Italia e quelli dell’opposizione. Nella stessa seduta, lo stesso piano alienazioni, depurato dell’area Conti era stato poi votato e approvato con i soli voti degli azzurri presenti in aula. Il bilancio, invece, era stato bocciato.

Il "niet" degli uffici comunali

Tutto chiaro? Difficile, ma non impossibile da capire e da ricordare. Orbene, su quelle votazioni era calata la mannaia degli uffici tecnici comunali secondo i quali, regolamento alla mano, non potevano essere considerate regolari per un “errato conteggio dei voti”. Secondo i sacerdoti del cavillo, avendo ottenuto solo quattro voti a favore su 13 presenti (nove gli astenuti), il piano delle alienazioni non era stato approvato, perché non aveva ottenuto il favore della maggioranza dei presenti.

La contestazione

E i tecnici ne erano talmente convinti che lo hanno scritto sui registri del comune. Una decisione contestata dall’opposizione che appellandosi allo stesso regolamento (un comma dopo quello cui hanno fatto riferimento i tecnici), hanno richiesto la conferma di voti e legittimità dei documenti approvati. E ha vinto.

La lettera

La vittoria è stata certificata da una lettera inviata a Roberto Masiero, rappresentante dell’Alleanza per Corsico, sottoscritta dal segretario comunale. Che ha riconosciuto la validità della votazione con cui è stato approvato il piano delle alienazioni, con l’esclusione dell’area di via Conti. Non solo: è stata riconosciuta anche la validità della votazione con cui è stato respinto il bilancio.

Sul fronte del centrodestra

Sul fronte dell’ex maggioranza, per evitare che la prima esperienza di governo di centrodestra si interrompa traumaticamente, si sta lavorando per tentare di recuperare parte dei consiglieri di Forza Italia ribelli. Al momento non sembra si siano fatti grossi passi avanti. Anzi. Il solco scavato dalla decisione del direttivo provinciale del partito di commissariare la sezione locale sembra essere sempre più profondo.

La "messa in mora"

Intanto si avvicina sempre di più la scadenza dell’ultimatum per l’approvazione del bilancio del comune, bilancio che senza i soldi previsti dalla vendita dell’area Conti, Errante si rifiuta di far votare. Il sindaco ha tempo solo fino a venerdì 19 aprile per convocare quello che rischia di essere l'ultimo consiglio comunale della legislatura e rispondere alla “messa in mora” del Prefetto.

Sul filo di lana

Se recupera qualche voto della sua ex maggioranza, potrebbe far approvare un contro-emendamento sull’area Conti e poi ripresentare il bilancio bocciato durante l’ultimo consiglio, anche se rimangono molti dubbi sulla regolarità di questa procedura. Insomma la sopravvivenza della giunta Errante si gioca sul filo di lana, un filo molto tenue e pronto a spezzarsi.  

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