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Venerdì, 12 Aprile 2019 11:01
La rivendicazione

Corsico: gli operai picchettano la Masotina, l’azienda che smaltisce rifiuti

I rappresentanti sindacali lamentano scarsa sicurezza e supporti inadeguati (mascherine, guanti, tute e via via discorrendo) per tutelare la salute dei lavoratori

nella foto, l'interno dei capannoni della Masotina nella foto, l'interno dei capannoni della Masotina

Ci risiamo. A poco più di due anni dall’ultima contestazione, gli operai della Masotina hanno incrociato le braccia e organizzato dei picchetti davanti ai cancelli dell’azienda in via Archimede, a Corsico, impedendo l’accesso ai camion carichi di rifiuti. La contestazione riguarda i carichi di lavoro ritenuti “eccessivi”, rispetto al salario base delle loro retribuzioni.

Rifiuti di ogni genere

La Masotina non è un soggetto nuovo alle cronache corsichesi. Nata come azienda per il recupero e il trattamento della carta, smaltiva le rese dei giornali quotidiani e tutto quello che tornava invenduto dalle edicole, si è man mano trasformata in un centro per lo smaltimento di rifiuti di ogni genere. Sono note le proteste degli abitanti del quartiere in cui opera, spesso invasi da odori insopportabili.

Emergenza sicurezza

Non si tratta, naturalmente solo di stipendi. I rappresentanti sindacali lamentano scarsa sicurezza e supporti inadeguati (mascherine, guanti, tute e via via discorrendo) per tutelare la salute dei lavoratori. I quali, per questioni di bilancio sono suddivisi tra dipendenti diretti di Masotina e prestatori di opera forniti da Meet service, una cooperativa.

Rischio sanitario

La questione sui kit di sicurezza non è di lana caprina. Mentre una volta  gli operai trattavano solo carta, adesso sui nastri trasportatori sui quali si selezionano i materiali passa di tutto, anche rifiuti medici da ospedali o da laboratori. “Senza le giuste protezioni – dicono – corriamo il rischio di infettarci”.

La storia si ripete

A fine febbraio del 2017 ci fu un altro presidio davanti ai cancelli della Masotina . Quella volta, i lavoratori incrociarono le braccia per protestare contro le scarse condizioni igieniche dei bagni e degli spogliatoi e contro l’utilizzo di cooperative per la gestione dei servizi, causa principale dei bassi salari. Dopo due anni, la storia si ripete.    

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