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Lunedì, 08 Aprile 2019 19:29
La "querelle"

Crisi a Corsico: dimessi d’autorità tutti gli assessori di Forza Italia

Roberto Andreis lo ha fatto rispondendo “obbedisco” alle pressioni del commissario Tatarella. A Lucia Lucentini e Sebastiana Basile, invece, sono state ritirate le deleghe

Nella foto, da sinistra verso destra, gli assessori di Forza Italia Lucentini, De Andreis e Basile Nella foto, da sinistra verso destra, gli assessori di Forza Italia Lucentini, De Andreis e Basile

Uno si è dimesso, alle altre due sono state ritirate le deleghe. Così Forza Italia non ha più propri rappresentanti in giunta. È il primo effetto del commissariamento voluto dai vertici provinciali del partito, dopo le dimissioni del sindaco Errante, dimissioni provocate dalla votazione di un emendamento presentato dal gruppo consiliare azzurro con il quale si chiedeva di stornare l’area Laura Conti dal piano di alienazione dei beni comunali.

Vade retro Errante

L’uno è Roberto Andreis, assessore alla cultura e tutela degli animali, le altre due sono: Lucia Lucentini, assessore all’Ambiente, al territorio e all’Urbanistica, e Sebastiana Basile, assessore alla Disabilità, pari opportunità e fragilità. De Andreis ha obbedito al diktat di Piero Tatarella, inviato a Corsico con l’imperativo di salvare il salvabile della prima giunta di centrodestra alla guida della città. Lucentini e Basile, non hanno sentito ragioni e hanno respinto al mittente la richiesta.

"Faccia pure"

E questo nonostante il proconsole di Musella avesse minacciato nei giorni scorsi di tagliare fuori da qualsiasi attività politica i consiglieri che hanno fatto dimettere il sindaco di Corsico. Errante questa mattina avrebbe telefonato alle due chiedendo loro di dimettersi altrimenti avrebbe ritirato le loro deleghe. Lo aveva fatto già alcuni mesi fa, provocando la reazione di molti consiglieri azzurri. Nella precedente occasione avevano rifiutato, in questa hanno risposto: “faccia pure”.

Volano gli stracci

Intanto cominciano a volare gli stracci. Il giorno dopo le dimissioni di Errante, il “Fatto quotidiano” ha pubblicato un editoriale con il quale ha rifatto la storia dei quattro anni della giunta Errante, facendo precisi riferimenti a candidati nella lista del sindaco e assessori della sua prima giunta, quella pre scandalo del festival dello Stocco, legati con frange della criminalità organizzata. Parlare di coincidenze è eccessivo, ma il sospetto, in alcuni ambienti, è stato sottolineato.

Interessi personali

In una intervista a “Il Giorno” Errante ha reso la pariglia rivelando che alla base del comportamento dei consiglieri che  hanno decretato, almeno per ora, la fine del suo mandato, ci sarebbero interessi personali. C’è chi avrebbe “interessi familiari all’interno della macchina comunale” chi teme gli effetti di una denuncia effettuata dal personale per interruzione di pubblico servizio, chi ha debiti nei confronti dell’amministrazione e si rifiuta di pagarli.

Puzza di bruciato

I nomi si sussurrano, ma di documenti nemmeno l’ombra. Intanto, Piero Tatarella aveva convocato i sei consiglieri comunali ribelli per tentare di mediare tra le loro posizioni e quelle di Errante. Avrebbe ricevuto come risposta: “La prima data utile per un incontro è venerdì”. Significa trascorrere una settimana sulla graticola. Troppo tempo perché la puzza di bruciato di elezioni anticipate non si diffonda in tutta la città.

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