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Venerdì, 05 Aprile 2019 07:53
La crisi

Corsico: Errante si dimette dopo un drammatico Consiglio comunale In evidenza

A due anni dallo scoppio dello scandalo sul Festival dello Stocco, il gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato il conto

Nella foto, il sindaco Filippo Errante mentre annuncia le dimissioni dalla carica Nella foto, il sindaco Filippo Errante mentre annuncia le dimissioni dalla carica

Uno psicodramma. È quello andato in scena ieri notte nell’aula consiliare del Comune di Corsico, uno psicodramma che ha messo fine al primo governo di centrodestra della città dopo circa sessant’anni ininterrotti di gestione della sinistra. Un regalo che gli eredi del partito di Perversi hanno accolto fregandosi le mani, pregustando il ritorno nella stanza dei bottoni.

Arriva il commissario

Il sipario si è chiuso, dopo una rappresentazione convulsa, che a tratti ha avuto momenti di forte tensione e scontri sfociati sul piano personale, con le dimissioni del sindaco Filippo Errante e con l’apertura di una crisi che dovrebbe vedere l’arrivo del commissario prefettizio e delle elezioni anticipate.

Stocco revenge

La vendetta è un piatto che si consuma freddo. Altro che “porn revenge” di cui si discute questi giorni. Dopo due anni dallo scoppio dello scandalo sul Festival dello Stocco, con conseguente intervento della commissione antimafia e l’azzeramento della prima giunta Errante in cui gli unici a pagare furono vecchi e nuovi esponenti di Forza Italia, il gruppo consiliare ha presentato il conto, un conto salato che è costato, ad Errante, le dimissioni.

AAA Vendesi

La partita si è giocata sul piano delle alienazioni dei beni pubblici, cioè della messa in vendita di alcune aree di proprietà comunale per recuperare risorse finanziarie da investire in manutenzioni e gestione della macchina pubblica. Attenzione, non è detto che le aree inserite in questo piano poi si vendano davvero e che arrivino i soldi. Ce ne sono alcune che ogni anno vengono inserite ma che nessuno vuole.

Laura Conti

Orbene, in quello del 2019 è stata inserita l’area Laura Conti su cui, grazie a una variante del Pgt, dovrebbe sorgere un medio centro commerciale di 2.500 metri quadrati. Il fatto è che si trova tra la nuova Vigevanese e l’Alzaia Trieste, in una zona ad alto tasso di industrializzazione. Il ricavato della vendita, circa un milione e trecentomila euro, nelle intenzioni di Errante doveva servire per finanziare la manutenzione di strade, scuole, edifici comunali, verde pubblico e chi più ne ha, ne metta.

L'emendamento

Il capogruppo di Forza Italia, Michele Valastro mentre lege l'emendamento sul piano alienazioni

Forza Italia ha presentato un emendamento con il quale ha chiesto lo stralcio dal piano di alienazioni dell’area Conti motivandolo, per l’appunto con la necessità di preservare un’area non edificata all’interno di un quartiere cementificato all’inverosimile. “Un’amministrazione seria – ha sottolineato il capogruppo degli azzurri, Michele Valastro – avrebbe dovuto distinguersi dal passato e con coraggio abbandonare ogni logica speculativa sulla gestione del territorio”.

I tagli

E per recuperare il mancato ed eventuale introito del milione e trecentomila euro della vendita, ha proposto una serie di tagli alla manutenzione appunto di strade, scuole, giardini, che potrebbero essere finanziati con avanzi di cassa (dovrebbero essere circa 3,5 milioni di euro quelli inscritti nel bilancio 2018, una specie di tesoretto che con le nuove regole sulla finanza pubblica potrebbero essere subito impiegati).

Parole grosse

La proposta ha letteralmente spaccato la maggioranza. Da un lato, in difesa della scelta della giunta si sono schierati Lega, Fratelli d’Italia e lista civica del sindaco, dall’altra Forza Italia. Lo scontro è diventato duro. Più volte si è sfiorata la rissa verbale. Sono volate parole grosse. L’assessore Raimondo ha parlato di “aver provato profonda vergogna” ad aver assistito a un Consiglio comunale durante il quale “sono state messe in piazza beghe che si dovevano risolvere all’interno della maggioranza”.

Le dimissioni

Errante, invece, ha detto di “essere indignato” di fronte a una richiesta come quella avanzata da Michele Valastro e compagni, e ha minacciato le dimissioni in caso di approvazione dell’emendamento. Cosa che ha fatto immediatamente dopo la conta dei voti. A favore dello stralcio dell’area Conti ha votato, compatta come non mai, Forza Italia, seguita a ruota dal Pd, dal gruppo di Masiero, da Magnoni e Movimento 5 stelle, contro Fratelli d’Italia, Lega e gli uomini di Errante. Che subito dopo ha consegnato al segretario comunale la sua lettera di dimissioni dalla carica di primo cittadino.

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