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Giovedì, 21 Marzo 2019 22:30
La crisi

Salta il Consiglio comunale, le elezioni anticipate si avvicinano

Come annunciato, tutti i consiglieri di Forza Italia hanno disertato l’aula facendo mancare il numero legale indispensabile per approvare il bilancio e il piano delle alienazioni

Il sindaco di Corsico Filippo Errante fotografato nel suo ufficio in municipio Il sindaco di Corsico Filippo Errante fotografato nel suo ufficio in municipio

Quel che doveva accadere è accaduto. Come anticipato da pocketnews.it, ieri sera, tutti consiglieri di Forza Italia hanno disertato la seduta che doveva approvare il bilancio e il piano delle alienazioni facendo mancare il numero legale, confermando la crisi della maggioranza che governa Corsico. Nei prossimi giorni, il sindaco Errante, assieme ai rappresentanti di Lega e Fratelli d’Italia deciderà se tentare di recuperare i ribelli o se rassegnare le dimissioni aprendo la strada alle elezioni anticipate Al momento un recupero appare impossibile: troppo distanti le parti per immaginare che una o l’altra faccia passi indietro. Il Consiglio si è aperto in un’aria surreale. Con volti tesi tra i rappresentanti della maggioranza, sconcertati tra le fila della minoranza. Errante non si è smentito ed è andato giù duro nei confronti degli assenti.

Un dispetto verso la città

Il sindaco ha detto che “far mancare il numero legale non  è un dispetto verso la maggioranza, ma verso la città che quella maggioranza ha espresso". Con quali motivazioni? “Incomprensibili” secondo il sindaco per il quale “i dibattiti e i confronti si fanno in aula”. Errante ha accusato i suoi oppositori interni di aver servito un assist alla sinistra che trae vantaggio da questo tipo di conflittualità. Gli ha fatto da eco, dai banchi dell’opposizione, il capogruppo di “Insieme per Corsico”, Maurizio Magnoni secondo il quale è una vera vergogna il comportamento di una maggioranza “che non c’è più ed è ancor più grave perché i motivi della rottura non sono chiari”. Sembra impossibile, infatti, che con sei consiglieri e tre assessori, Forza Italia venga tenuta all’oscuro delle scelte di sindaco e compagnia bella.

Rottura incomprensibile

Anche per Fratelli d’Italia – hanno parlato Anna Vignola e Mauro Gilardi -  il motivo politico della rottura “è incomprensibile”. Dal Pd si è levata la voce di Luigi Salerno. “Ci troviamo di fronte – ha detto l’ex capogruppo – a un sindaco  che non è in grado di far approvare le sue delibere perché la stessa maggioranza che gli ha permesso di essere eletto ora non gli garantisce il numero legale”. “E non si tratta – ha continuato - di un singolo consigliere impazzito alla ricerca della visibilità perduta. Qui si parla del partito azionista di maggioranza della coalizione che ha eletto Errante. Che in pochi anni non solo è riuscito a scontentare i consiglieri della minoranza, ma anche i suoi ex sostenitori”.

Un atto di rispetto

Dopo aver sottolineato di essere stati tutti eletti grazie al voto dei cittadini, Salerno ha detto, rivolto ad Errante: “A questo punto le sue dimissioni sono anzitutto un atto di rispetto  verso i cittadini, poi verso l’intera aula consiliare. Se la sua maggioranza non è in grado di garantire il numero legale  non può certo pretendere lo faccia l’opposizione”. Dopo di che Pd, Masiero e tutta la minoranza  hanno lasciato l’aula. Così il sindaco si è ritrovato da solo con la pattuglia dei suoi fedelissimi e non ha potuto far altro di dichiarare chiusa la seduta.

Questioni personali

Subito dopo, nel parterre, si è scatenata la discussione sui reali motivi che hanno spinto gli azzurri a una prova di forza di queste dimensioni. Pochi hanno dato credito alla versione ufficiale che addebita la causa al mancato coinvolgimento degli assessori e dei consiglieri nelle scelte amministrative. C’è chi ha puntato l’indice su questioni personali o familiari di questo o quell’esponente di Forza Italia.

Vittime dello stocco

La versione più accreditata punta sulle conseguenze del Festival dello Stocco che a due anni dall’esplosione dello scandalo sta mietendo ancora delle vittime. La prossima potrebbe essere proprio Errante. Il sindaco, infatti, approfittando del diktat della presidente della commissione antimafia Bindi, invece di dimissionare solo i due assessori maggiormente coinvolti nell’affaire, ne aveva approfittato per azzerare la giunta promettendo ai vari Mei, Cetrangolo e compagnia bella che li avrebbe reinseriti di lì a breve.

Promesse mancate

Quell’inserimento non è mai avvenuto e adesso, probabilmente è arrivata l’ora della resa dei conti. Cosa accadrà? Il direttivo provinciale di Forza Italia si è schierato a favore della prosecuzione della collaborazione con Errante. Il partito locale, invece, da quest’orecchio non ci sente e chiede al sindaco di fare un passo indietro e di mantenere le promesse. Ci sono dieci giorni per approvare il bilancio e il piano delle alienazioni. Se non si tornerà in aula per quest’appuntamento, la strada per le elezioni anticipate sarebbe spianata.

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