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Venerdì, 22 Febbraio 2019 14:55
La manifestazione

Studenti in piazza contro la nuova maturità

Hanno manifestato contro modifiche introdotto all’improvviso, con un preavviso di 5 mesi e per le quali sono state fornite indicazioni tutt'ora poco chiare

l’Omicomprensivo di Corsico, dove il collettivo Controvento ha organizzato un picchetto, ha aderito alla manifestazione l’Omicomprensivo di Corsico, dove il collettivo Controvento ha organizzato un picchetto, ha aderito alla manifestazione

Questa mattina, in quasi 50 città italiane, gli studenti sono scesi in piazza per manifestare contro il nuovo Esame di Stato, la nuova Maturità voluta  da Marco Bussetti, dal 1º giugno 2018 ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel governo Conte-Di Maio-Salvini. Anche l’Omicomprensivo di Corsico, dove il collettivo Controvento ha organizzato un picchetto, ha aderito alla manifestazione.  

Le contestazioni

Perché gli studenti sono contro l’ennesima riforma della maturità? I punti più contestati riguardano molte fasi dell’esame. A cominciare dalla prima prova scritta, che vede un restyling delle tracce, con l’introduzione dell'inedito testo argomentativo. Contestata anche la seconda prova che diventerà multidisciplinare, con più di una singola materia al suo interno e il metodo delle tre buste che aprirà il colloquio orale.

Scarso preavviso

Insomma gli studenti hanno manifestato contro modifiche introdotto all’improvviso, con un preavviso di 5 mesi e per le quali sono state fornite indicazioni tutt'ora poco chiare. I cambiamenti introdotti dal ministro, a detta di professori e alunni, sono arrivati troppo tardi, quasi all’inizio vero e proprio dell’esame di stato. Gli insegnanti hanno dichiarato  di non avere abbastanza tempo per modificare la didattica eseguita fino a quel momento per andare incontro alle esigenze della nuova Maturità 2019. Nemmeno le simulazioni nazionali, con cui il ministero dell’Istruzione ha cercato di far entrare i maturandi in ‘clima da esame’ dopo la gran quantità di novità introdotte, sono bastate a tranquillizzare gli animi.

La punta dell'Iceberg

Secondo Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, "Le modifiche all'esame di maturità sono solo la punta dell'iceberg di un sistema di valutazione fallimentare, che non porta alla comprensione degli errori e al miglioramento. Sostituire la tesina con il "gioco" delle tre buste e improvvisare l'interdisciplinarietà con la doppia seconda prova significa, per i maturandi, perdere un'occasione per esprimersi e allo stesso tempo dover affrontare una prova impostata in modo completamente slegato dai loro percorsi di studi: gli studenti stanno reagendo a un nuovo esame modificato senza che nessuno chiedesse il loro parere”.

Regole astruse

I ragazzi dell’Omnicomprensivo (nella foto in alto) hanno gridato slogan rivendicando il proprio diritto allo studio e a una cultura non codificata da regole astruse. Le modifiche all’esame di Stato non sono state l’unico motivo della protesta. Gli studenti hanno protestato anche contro l'autonomia differenziata, che potrebbe provocare “l’aumento delle diseguaglianze tra regioni oltre che la privatizzazione silenziosa della scuola pubblica”.

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