Seguici su Fb - Rss

Mercoledì, 13 Febbraio 2019 18:04
Il caso del giorno

“Affaire Ikea”, scendono in campo i sindacati

Come era prevedibile, scoppia la polemica tra i rappresentanti dei lavoratori e direzione dell’azienda sul “metodo” adottato per comunicare ai dipendenti i provvedimenti disciplinari

I sindacati chiedono verifiche sull'intera vicenda I sindacati chiedono verifiche sull'intera vicenda

E' scoppiata la guerra dei comunicati tra sindacati e direzione dell'Ikea, in merito ai provvedimenti che hanno colpito 30 dipendenti dello store di Corsico sospesi dal servizio perché accusati di aver "rubato" mobili e suppellettili varie (leggi qui). "Vogliamo prima approfondire i fatti e quindi non buttiamo la croce addosso a nessuno. Di certo, però, ci lascia sconcertati il metodo usato da Ikea: far accompagnare all'uscita i lavoratori scortati dai vigilantes va contro la dignità dei lavoratori. L'azienda ha il diritto di tutelare il proprio patrimonio ma il metodo utilizzato lascia senza parole, non c'era bisogno di questa uscita 'scenografica'”.

Le verifiche

Così Gianni Rodilosso, della Uiltucs Lombardia, commenta all’ Adnkronos/Labitalia, la vicenda: “Chiederemo un incontro all'azienda e faremo le nostre verifiche con i lavoratori coinvolti". "In passato, in casi di questo tipo - racconta il sindacalista - l'azienda ti contestava l'addebito e attendeva una risposta. Ma una cosa così, invece, ci lascia sconcertati anche perché queste di Ikea sono supposizioni che vanno verificate. È giusto che l'azienda faccia le verifiche di dovere ma, ripeto, il metodo ci ha lasciati sconcertati, molto perplessi".

Maltrattata?

Tanto che, racconta Rodilosso, "una cassiera, accusata dall'azienda di essere complice nei furti, ha denunciato il trattamento ricevuto ai carabinieri". D'altronde, spiega il sindacalista, da "almeno due-tre anni i rapporti tra azienda e sindacati e lavoratori sono cambiati".

I tempi cambiano

"In precedenza, le decisioni venivano concertate, adesso non avviene più e il metodo, come si è visto in questo caso, ne risente. Anche perché uno dei fattori del successo di Ikea è stato proprio il rapporto con i propri dipendenti. E questo fattore oggi non c'è più", conclude il sindacalista. 

Accuse rispedite al mittente

In merito alle dichiarazioni di Gianni Rodilosso, l'azienda respinge in maniera netta le gravi illazioni. “Ikea smentisce quanto affermato dal signor Rodilosso, - è scritto in un comunicato stampa - confermando di essersi mossa nel pieno rispetto dei co-worker a cui è stato comunicato l'avvio del procedimento disciplinare. A differenza di quanto dichiarato, nessuna guardia o vigilante ha scortato verso l'uscita i co-worker coinvolti".

Secondo norma

"Tutte le azioni - spiega ancora la direzione Ikea - si sono svolte secondo le procedure aziendali e le normative vigenti, con l'aiuto dei co-worker del reparto risorse umane dello store di Corsico". Per il momento queste sono solo le prime schermaglie, in attesa che la battaglia divampi. Solo la magistratura che sta conducendo le indagini potrà, con la chiusura dell'inchiesta, scrivere la parola fine su questa brutta vicenda.

Seguici sulla nostra pagina Facebook

powered by:

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Potrebbero interessarti

Articoli correlati (da tag)

Cronaca
L'incidente
Amputata a un 16enne una falange del piede mentre è nell’azienda del padre

Amputata a un 16enne una falange del piede mentre è nell’azienda del padre

È accaduto in una officina meccanica che sorge in via Fleming, a Trezzano, al quartiere Boschetto, a poca distanza dalla Rimaflow

Cronaca
Lotta alla microcriminalità
Cesanese di 36 anni in manette per spaccio di cocaina

Cesanese di 36 anni in manette per spaccio di cocaina

I carabinieri lo hanno sorpreso in via Pasubio mentre cedeva a un suo cliente una dose di cocaina

Cronaca
Lotta alla microcriminalità
Corsico, in manette marito e moglie per spaccio di cocaina

Corsico, in manette marito e moglie per spaccio di cocaina

La coppia di coniugi abitava in via Copernico. L’accusa nei loro confronti è di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti