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Venerdì, 18 Gennaio 2019 16:05
La novità

L’Omnicomprensivo apre le porte al Liceo Biomedico In evidenza

Si tratta di un percorso di orientamento alle professioni sanitarie, organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Università e la Federazione nazionale dei medici chirurgici e degli odontoiatri

Nella foto, un momento della conferenza stampa di presentazione del progetto Liceo scientifico biomedico Nella foto, un momento della conferenza stampa di presentazione del progetto Liceo scientifico biomedico

Che l’Omnicomprensivo di Corsico sia una scuola d’eccellenza è un dato di fatto. Non ne parla solo la Fondazione Agnelli, mediante il suo Eduscopio, ma chiunque si occupi di formazione. Un’ulteriore conferma è arrivata questa mattina  durante una conferenza stampa organizzata per presentare un progetto di cui il Falcone-Righi è protagonista.

Il Liceo scientifico Biomedico

Di cosa si tratta? Di un corso chiamato “Liceo scientifico Biomedico”. In sostanza un percorso di orientamento alle professioni sanitarie offerto ai propri studenti e organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Università e la Federazione nazionale dei medici chirurgici e degli odontoiatri. Il Falcone-Righi, assieme al liceo scientifico Cremona-Zappa di Milano, è l’unico della provincia a poterlo fare.

Risposte concrete

A cosa serve? È un corso propedeutico di 50 ore in un anno, che fornisce “risposte concrete” a chi, dopo il diploma, pensa di  iscriversi a una facoltà di medicina o affine alle professioni della sanità. Non solo. Contribuisce anche ad aumentare le competenze scientifiche e biologiche degli allievi che vi partecipano, oltre ad assegnare crediti importanti per l’accesso agli esami di maturità.

25 studenti selezionati

All’Omnicomprensivo, nei mesi scorsi, è stata formata una classe individuando 25 studenti che frequentano il terzo anno. La selezione è avvenuta in base ai voti, all’interesse per l’area medica, al comportamento. In orario extrascolastico, il pomeriggio quindi, la classe “biomedica” assiste a lezioni tenute da docenti di materie scientifiche (20 ore), lezioni tenute da medici (20 ore) alternate a lavoro sul campo (10 ore) in ospedali e strutture sanitarie che hanno aderito all’iniziativa. Il Falcone - Righi fa riferimento all’Istituto Sacra famiglia di Cesano Boscone, il Cremona- Zappa al Niguarda.

Affrontare il percorso

Sotto la guida del proprio tutor, la professoressa Milena Rizzo, i ragazzi dell’Omnicomprensivo affrontano argomenti che riguardano diversi ambiti sanitari, dalle patologie infettive al trattamento delle ustioni, dalle patologie della colonna vertebrale  ai traumi nello sport. L’obiettivo non è trasformali subito in medici, ma offrire loro importanti parametri affinché possano decidere se sono portati a misurarsi con una professione nell’ambito sanitario e affrontare il percorso con maggiore possibilità di riuscita.

Presidi e ragazzi

Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, dirigenti scolastici della Regione, insegnanti e politici locali: il sindaco di Trezzano Fabio Bottero, gli assessori di Corsico (Pennati) e di Cesano Boscone (Gattuso). C’erano anche la preside dell’Omnicomprensivo, Maria Vittoria Amantea, la sua omologa del Cremona - Zappa, Bruna Baggio, e due ragazzi che frequentano il corso: Daniele Cristiano, studente del Falcone – Righi e Alessandra Artese del Cremona – Zappa

Il patto formativo

Maria Vittoria Amantea ha sottolineato l’importanza particolare di questo progetto, una specie di “patto formativo” tra scuola, studenti e famiglie, che indica esattamente quale sia il percorso che i figli possono intraprendere, se portati, nell’ambito delle professioni mediche. Per Daniele Cristiano, “il corso biomedico è un’occasione che non potevo perdere perché mi permette di approfondire, attraverso attività svolte sul campo, argomenti del settore medico che potrebbe rappresentare il mio futuro”.

Nella foto Daniele Cristiano, studente del Falcone – Righi e Alessandra Artese del Cremona – Zappa

Nuove generazioni di dottori

“Quel che mi ha sorpreso – ha detto Alessandra Artese – è la disponibilità dei medici nei nostri confronti. Ci hanno trasmesso la passione con la quale affrontano la professione. Si vede che vogliono coinvolgere le nuove generazioni in una professione che può dare tante soddisfazioni”. In tempi in cui per avere un medico di famiglia si devono compiere salti mortali tripli, questo potrebbe essere un mattoncino su cui tentare costruire o ricostruire una nuova classe di professionisti della medicina.

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