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Lunedì, 12 Novembre 2018 18:12
La sentenza

Ikea: il giudice conferma il licenziamento della mamma lavoratrice di Corsico In evidenza

Sindacalisti e politici erano scesi in campo in difesa del posto di lavoro di Marica Ricutti, madre di bimbo disabile e lasciata a casa dopo 17 anni

Nella foto, Erica Ricutti, la dipendente Ikea licenziata dopo 17 anni di lavoro Nella foto, Erica Ricutti, la dipendente Ikea licenziata dopo 17 anni di lavoro

Con un provvedimento emesso oggi pomeriggio, il giudice del lavoro di Milano ha confermato il licenziamento di Marica Ricutti, madre di bimbo disabile e lasciata a casa dai dirigenti dell’Ikea di Corsico dopo 17 anni. La Ricutti aveva denunciato la decisione dei responsabili della multinazionale dei mobili come "discriminatorio" e si era opposta. Il giudice, invece, per la seconda volta, ha ritenuto "i fatti disciplinarmente rilevanti contestati dalla datrice di lavoro sono pienamente confermati".

Comportamenti gravi

Secondo l’Ansa, l’agenzia nazionale della stampa, che ha diffuso per prima la notizia, il giudice si è rifatto integralmente all'ordinanza con cui un altro suo collega aveva già respinto la richiesta di reintegro scrivendo che i  comportamenti della donna erano stati "di gravita' tali da ledere il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore".

Insubordinazione

Il  comportamento di Erica, secondo i magistrati, valutato dal Contratto nazionale di lavoro,  rientrerebbe "come esempio di condotta integrante gli estremi per il licenziamento disciplinare". Compresa l’'insubordinazione verso i superiori accompagnata da comportamento oltraggioso" perché Marica Ricutti, avrebbe pronunciato la frase 'mi avete rotto i c...'"  ad alta voce nei confronti di una superiore.

Nessun nuovo elemento

"In conclusione - scrive il giudice di merito, dopo che il ricorso contro il licenziamento era già stato respinto in fase istruttoria - i fatti disciplinarmente rilevanti e contestati dalla datrice di lavoro alla Ricutti sono pienamente confermati e la difesa della ricorrente non ha introdotto ulteriori elementi per modificare il giudizio quanto alla proporzionalità del provvedimento espulsivo".

Soddisfazione Ikea

Secondo Ikea, il provvedimento del giudice del lavoro di Milano che ha confermato l'ordinanza che in fase istruttoria riconosceva la legittimità della decisione dell'azienda di interrompere il rapporto lavorativo con Marica Ricutti, "riconosce che Ikea ha avuto con l'ex lavoratrice  un comportamento corretto e rispettoso della legge". Il legale dell'azienda, Luca Failla, ha sottolineato che "per il giudice, il licenziamento è avvenuto per giusta causa e motivato da gravi fatti documentati, e che la sentenza, per la seconda volta, smentisce le speculazioni e le ricostruzioni di parte dei mesi scorsi".

Ricorso in appello

L'avvocato della Ricutti, Maurizio Borali è pronto a ricorrere in appello contro la sentenza con la quale il Tribunale del lavoro di Milano ha respinto il ricorso della sua assistita. Secondo la dipendente Ikea l'azienda le aveva imposto dei turni non compatibili con gli orari delle cure specialistiche del figlio. "Il tribunale ha fatto qualche apertura che nel provvedimento d'urgenza non aveva fatto - ha spiegato il legale - e ha riconosciuto che le assenze dal lavoro erano motivate da esigenze legittime e proprio su queste esigenze legittime, derivanti dalle necessità familiari della ex dipendente Ikea cercheremo di far valere davanti alla Corte d'Appello".

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