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Sabato, 27 Ottobre 2018 19:01
Ultimo atto

La Cassazione conferma la condanna per l’ex direttore delle Farmacie comunali

“Infedeltà patrimoniale” questa la motivazione con la quale i giudici togati hanno ribadito la colpevolezza di Carmelo Famà, che ora dovrà risarcire la municipalizzata dei danni provocati durante la sua gestione 

Nella foto, la Farmcia comunale di Corsico aperta 24 ore su 24 Nella foto, la Farmcia comunale di Corsico aperta 24 ore su 24

 L’antefatto della sentenza della Corte di Cassazione  è del 2 aprile del 2012. Quel giorno infatti fu assassinato il dottor Luigi Fontana. Si tratta di un tragico evento che però permise di scoprire tutto il marcio che covava sulla gestione delle farmacie comunali di Corsico, da parte di Carmelo Famà, all’epoca direttore generale della municipalizzata.

Medicine sparite

E che fosse una gestione davvero “particolare” lo si scoprì solo quando, dopo l’arresto, l’autore dell’omicidio, Gianfranco Bona, rivelò che, con la complicità di Carmelo Famà, in meno di due anni aveva fatto sparire dal magazzino della farmacia di viale Caboto, medicine (oltre 41 mila confezioni), per un valore complessivo  di circa 254 mila euro.

Processi civili e penali

Una prima sentenza emessa dal giudice del lavoro contro Famà aveva permesso a Farmacie Corsichesi di recuperare 205mila euro. Nel processo penale invece, i giudici milanesi avevano condannato l’ex direttore a quattro anni e sei mesi di reclusione, al risarcimento di 116mila euro e al pagamento dei danni di immagine nei confronti del comune di Corsico di 13mila euro.

Infedeltà patrimoniale

Nei giorni scorsi si è recitato l’ultimo atto di questa vicenda. La Cassazione ha confermato la condanna per “infedeltà patrimoniale” a Carmelo Famà. La notizia, naturalmente, è stata accolta con “molta soddisfazione”  dal sindaco di Corsico, Filippo Errante, e dal presidente di Farmacie comunali, Carlo Vaghi.

Fatta giustizia

 “Chi ha rubato deve pagare. Abbiamo deciso fin dall’inizio dei diversi procedimenti di non accettare alcuna proposta di transazione e la giustizia ci ha dato ragione” ha sottolineato Errante in un comunicato stampa. “Finalmente  – ha osservato Vaghi nello stesso comunicato – è stato stabilito un altro pezzo di giustizia. Andiamo avanti anche con gli altri procedimenti in corso, perché siamo fermamente convinti che non transare su fatti criminosi è una linea che paga. Per questo intendiamo proseguire anche con i contenziosi che ci vedono contrapposti alla società Unico, già condannata in primo e secondo grado a risarcire quasi 250mila euro”. 

Nessun compromesso

Soddisfatto per il risultato raggiunto anche il sindaco Filippo Errante: “Sulla vicenda farmacie, così come in altri contenziosi aperti, ho deciso, insieme alla mia Giunta, di non cedere ad alcun compromesso. Abbiamo ragione, ne siamo convinti e vogliano andare fino in fondo”. 

Pignoramento di casa e azioni

Con la sentenza, la Cassazione ha rinviato al tribunale d’Appello l’esame dell’accusa di peculato e quella di danno d’immagine, confermando lo stralcio per quella di falso. Intanto, Farmacie spa può procedere al recupero dei 116mila euro, con il pignoramento della casa di proprietà di Carmelo Famà, della sua polizza sulla vita (anche se in questo caso è pendente una causa al Tribunale di Pavia) e delle azioni della stessa società corsichese detenute dall’ex direttore.  Queste ultime  saranno messe all’asta. E il Comune, secondo quanto anticipato da Errante, eserciterà  il proprio diritto di prelazione.

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