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Mercoledì, 10 Ottobre 2018 11:10
Editoriale

Nel Far west della politica si spara sul giornalista

Fanno fuoco da destra e da sinistra, dal centro, da sopra e da sotto. Un vero tiro al bersaglio su pocketnews.it e sul suo direttore

Nella foto, il direttore di pocketnews.it Nella foto, il direttore di pocketnews.it

Nel vecchio e selvaggio west si aveva l’abitudine di sparare sul pianista che, nella stragrande maggioranza dei casi, era l’unico a non aver provocato o partecipato a risse di qualunque tipo. Nel far west della politica di Corsico, ma anche di Rozzano, Buccinasco, e via via discorrendo si è presa l’abitudine di sparare sul giornalista. Sparano sindaci, assessori, consiglieri e truppe cammellate.

Disonesto a chi?

Sparano da destra e da sinistra, dal centro, da sopra e da sotto. Un vero tiro al bersaglio. “Servo del centrodestra” la mitragliata da sinistra, “Comunista”, il fuoco incrociato da destra,“Provocatore” il gun shot dal centro. L’attività venatoria si è intensificata in questi ultimi giorni. Una notiziola sull’apertura della biblioteca per ragazzi a Corsico, ha dato la stura a una serie di reazioni nel fronte del centrosinistra, la migliore delle quali è stata l’accusa di disonestà intellettuale.

Strategia di marketing o cosa?

Da che pulpito arriva la predica. Dalla migliore macchina propagandistica mai messa in piedi a favore dell’avversario dichiarato, il sindaco di Corsico, Errante. Prima che questi signori lo attaccassero a ogni suo battito di ciglia, nessuno o pochi, tranne i quattro gatti che lo hanno votato, conosceva il prode Filippo. Dopo i loro attacchi, lo conoscono dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre alla baia di New York (che è un po’ più lontano del Reno). Una grande strategia di marketing, se fosse stata pensata e programmata da qualcuno (meditate gente, meditate).

Fratellini e sorelline

Poi è stata la volta delle sorelline e dei fratellini d’Italia che hanno messo il broncio perché il giornale ha pubblicato un pezzo con il quale ha reso pubblico come grazie alla loro “dipartita” (nel senso che hanno lasciato l’aula del consiglio in cui era in corso l’audizione dei presidenti della Farmacia comunale e della fondazione Pontirolo), assieme a quella di altri consiglieri di Forza Italia e del Pd, la seduta è stata sospesa perché è venuto a mancare il numero legale.

Sintesi o non sintesi, questo è il problema

Ultimo in ordine di tempo a scendere in campo, è stato lo stesso presidente della Farmacia “offeso” per il sommario del medesimo articolo, che proprio perché sommario è l’estrema sintesi del suo contenuto. Carlo Vaghi ha tenuto a precisare: “le Farmacie Corsichesi non hanno bisogno di "ingenti cifre per risanare il bilancio" visto che hanno registrato un utile di oltre 200mila euro nel 2017 e ne preventivano oltre 300mila quest'anno”.

Crediti a rischio processuale

Si è dimenticato di dire, però, che alcuni crediti iscritti a bilancio riguardano cifre (116mila euro) oggetto di contenzioso il cui Appello sarà discusso il prossimo 9 gennaio 2019 (stando alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Vaghi nell’audizione dello scorso dicembre) che certamente si può vincere, ma altrettanto sicuramente si potrebbe perdere (altrimenti il rischio processuale sarebbe solo una leggenda).

Le cartelle esattoriali

Non solo. Sulla Farmacia pende anche la richiesta dell’Agenzia delle entrate per mancati versamenti Iva di 280mila euro. Sulla questione, il prossimo 6 dicembre, ci sarà un contraddittorio che si spera possa portare all’annullamento delle cartelle. Ma se non dovesse accadere? Se l’Agenzia delle entrate confermasse la riscossione di quello che a tutti gli effetti diventerebbe un debito? Addio bilancio risanato.

Proiettili veri

Il sottoscritto ha cominciato a scrivere di questo territorio quando sindaco di Corsico era Giorgio Perversi, a Cesano dominavano i Marro, a Trezzano la Marano e poi Butturini. Era il periodo in cui la mafia a Trezzano e la ‘ndrangheta a Buccinasco, Cesano e Corsico, sparava davvero per strada. I proiettili erano veri e lasciavano una scia di sangue sugli asfalti. Allora, gli attuali professionisti dell’antimafia (Buccinasco e dintorni) avevano ancora il pannolino e si facevano la pipì addosso.

Medaglia al merito!

Il sottoscritto è stato l’unico giornalista italiano a essere denunciato per diffamazione da parte di Rocco Papalia per un articolo (Sequestrato il tesoro del boss della ‘ndrangheta) scritto appunto trent’anni fa. Sembra un paradosso ma in udienza, (pubblico ministero Pomarici, se non ricordo male, che non sapeva se ridere o piangere), io sedevo sul banco degli accusati e Papalia arrivato in tribunale scortato da otto carabinieri e con i ceppi a mani e piedi, sedeva sul banco dell’accusa!

Come un pianista nel saloon

Pensierino della giornata: i sindaci e i boss passano, così pure gli assessori e i consiglieri comunali. Passano anche le truppe cammellate che con il tempo si disperdono o cambiano padrone. Quel che resta, ve lo posso assicurare, è chi racconterà questo territorio sempre con la stessa passione e con la stessa ironia. Come il pianista nei saloon del vecchio west, dopo che lo sceriffo portava via i cadaveri di chi s’era ucciso a pistolettate o degli ubriachi al termine di ogni rissa. Lui riprendeva a suonare, io a scrivere.

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2 commenti

  • Link al commento Roberto Mei Mercoledì, 10 Ottobre 2018 17:38 inviato da Roberto Mei

    Anche se siamo stati spesso in contraddittorio, c'è bisogno di giornalisti come Lei. Continui

  • Link al commento Anna Polettini Mercoledì, 10 Ottobre 2018 11:50 inviato da Anna Polettini

    Tutta la solidarietà alla libera stampa!

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