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Mercoledì, 26 Settembre 2018 09:50
Lo stupro

Violenza sessuale a Corsico: parla la vittima

Lo stupro è avvenuto in un appartamento in via XXV Aprile: "Mi puntato un coltello alla gola e mia ha spogliata con la forza, lasciandomi nuda nonostante cercassi di calmarlo"

I vicini hanno poi confermato ai carabinieri di aver udito distintamente le urla della giovane I vicini hanno poi confermato ai carabinieri di aver udito distintamente le urla della giovane

Ancora un tassista abusivo arrestato per violenza sessuale, il quarto in un anno. L’utlimo in ordine di tempo è un marocchino di 30 anni, il clandestino Mohamed Aissaoui. Nel verbale di fermo si legge che ha diversi precedenti e una "capacità delinquenziale elevata e continua, oltre a una capacità di reiterare in qualsiasi momento".

Tassista abusivo

La sua vittima è una connazionale di 32 anni che nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi lo ha conosciuto in un locale in zona Corvetto. I modi gentili e l'aspetto apparentemente innocuo dell'uomo l'hanno convinta ad accettare il passaggio. Le ha detto che era un tassista abusivo, prima di lei ha riportato a casa altri due sconosciuti che gli hanno dato 10 euro per il disturbo.

L'appartamento in via XXV Aprile

"Quando siamo rimasti in auto da soli, - ha raccontato ai carabinieri la donna -  Aissaoui si è trasformato: mi ha puntato un coltello che nascondeva nel vano della portiera della sua Alfa Romeo nera e mi ha costretta a seguirlo”. Destinazione? Un appartamento in via XXV Aprile a Corsico. "Sempre sotto la minaccia del coltello – ha continuato la ragazza -  siamo entrati in casa. Lì c’erano altri due uomini che sono subito usciti”.

Lo stupro

Una volta dentro, il tassista ha chiuso a chiave la porta. "Mi diceva stai zitta o ti uccido! Poi mi ha preso il cellulare per evitare che chiamassi aiuto, e quando ho accennato una reazione mi ha colpita al volto e afferrata al collo. Io ho gridato, ma non è servito a nulla.” I vicini hanno poi confermato ai carabinieri di aver udito distintamente le sue urla. "Mi ha spogliata con la forza, lasciandomi nuda nonostante cercassi di calmarlo", ha continuato tra le lacrime. Infine la violenza.  “Ero terrorizzata. Lui era così aggressivo che non ho potuto difendermi". Erano entrati in casa alle 4, poco prima delle 8 Aissaoui l'ha chiusa a chiave in bagno ed è uscito dall'appartamento che si trova piano terra.

La fuga

La marocchina è riuscita a scappare dalla finestra e si è seduta seminuda in strada sotto choc. L'ha notata un passante, al quale ha raccontato cosa le era accaduto. Gli investigatori hanno impiegato circa un'ora per individuare in strada l'uomo, che camminava in direzione di via Lorenteggio. Il "riscontro" alla violenza è arrivato, stando agli atti, dalle dichiarazioni "coerenti" della vittima e dagli accertamenti della clinica Mangiagalli. Il marocchino, invece, difeso dal legale Massimiliano D'Alessio, nell'interrogatorio davanti al gip ha sostenuto di aver avuto un rapporto sessuale a pagamento proposto dalla donna e poi di aver litigato con lei.

L'inutile difesa

Dalle indagini, è emerso invece che frequentava anche l'appartamento di un'amica a Corsico ed è lì che è stato trovato il cellulare della vittima. L'uomo, difeso  dall’avvocato Massimiliano D'Alessio, nell'interrogatorio davanti al gip ha sostenuto di aver avuto un rapporto sessuale a pagamento proposto dalla donna e poi di aver litigato con lei. Il giudice Alessandra Del Corvo ha convalidato il fermo e disposto la custodia in carcere.

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