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Domenica, 23 Settembre 2018 09:59
Raccolta di firme

La protesta per la biblioteca si trasferisce in piazza

Manifestazione alla Fontana dell’Incontro organizzata da Itaca e dal Comitato Sos Biblioteca per protestare contro i nuovi orari di apertura

Ragazzi in piazza a Corsico Ragazzi in piazza a Corsico

di Stefano Leggé

Un flash mob, una raccolta di firme e tante altre iniziative. Con la biblioteca comunale di Corsico al centro delle attenzioni. Lo scontro attraverso i social sembra al momento chiuso tra l'amministrazione comunale, l'associazione Itaca e il comitato che si è costituito per difendere gli orari di apertura della struttura pubblica, ma la tregua non è certo dovuta a una soluzione condivisa del problema.

Tavolo chiuso

Secondo Itaca, l'amministrazione comunale ha chiuso il tavolo delle trattative disattendendo accordi che sembravano già presi e garantiti. Almeno per via telefonica. Secondo l’amministrazione è tutto il contrario. Nella sostanza, però, al rientro dalle vacanze estive,  Corsico e i molti cittadini di altri comuni che usufruivano del servizio bibliotecario serale, hanno avuto un'amara sorpresa: la biblioteca chiude alle 20.  Con la delibera diventata effettivamente operativa.

Soldi sì, soldi no!

I motivi?  Chiari secondo l'amministrazione: economici e di sicurezza. Molto meno chiari invece per l'associazione Itaca e tutti i coloro che si sono riuniti in comitato. Nel 2017 il comune ha chiuso il bilancio in positivo e adesso sta pensando di avviare progetti che ovviamente costeranno soldi alle casse comunali e allora, chiedono i rappresentanti di  Itaca, dove sono le questioni economiche?

Studenti perplessi

Tutti temi affrontati ieri in Piazza dell’Incontro, dove decine di persone hanno protestato contro una scelta che non comprendono. Nel dibattito sono intervenuti anche studenti universitari  e non,che utilizzano quello spazio per prepararsi per gli esami. Alcuni sono più di sei anni che frequentano quotidianamente la biblioteca di sera e non hanno mai assistito a episodi pericolosi. Altri sottolineano maliziosamente che “forse il pericolo sono le condizioni della biblioteca non proprio ottimali”.

La campana del Comune

In un comunicato del 20 settembre l'assessore alla cultura Andreis aveva scritto che «Lo spazio per la scuola d’italiano per stranieri c’è. Quindi il progetto può ripartire in qualunque momento. Riteniamo che la posizione dell’associazione sia strumentale perché non si limita a ribadire la necessità, per altro condivisa, di continuare con l’iniziativa d’integrazione rivolta alla popolazione straniera. Ma insiste nel porre, come condizione di prosecuzione del corso, che la biblioteca resti aperta anche nelle ore serali, mescolando quindi pere con mele. L’alfabetizzazione funzionale all’integrazione potrebbe essere garantita negli stessi spazi utilizzati fino ad ora. Io e la Giunta» Prosegue Andreis «siamo d’accordo nella permanenza in biblioteca della scuola gestita da Itaca secondo le modalità spiegate nella lettera del 13 settembre scorso. Quindi con un accesso riservato ai partecipanti al corso. La porta d’ingresso, una volta entrati tutti i partecipanti dovrà essere chiusa per impedire l’accesso ad estranei e garantire la sicurezza delle persone presenti».

La campanella di Itaca

Ieri pomeriggio la risposta del Comitato Sos Biblioteca e di Itaca si è fatta sentire. In piazza dell'Incontro s'è tenuto un flash mob per sensibilizzare i corsichesi con canti e letture e testimonianze di chi la biblioteca la usa e l'ha usata. Non solo. Ha preso il via anche una raccolta di firme presso il locale Bem Viver di Corsico in via Vincenzo Monti 5. Entro la fine del mese si aspettano di raccogliere almeno un migliaio di firme e, affermano, sono già a buon punto.

Soluzione Baggio

Quelli che appaiono più a disagio sono gli studenti. Alcuni affermano che adesso stanno fermandosi di più nelle singole università ma gli orari di gestione sono improponibili, qualcuno utilizza la biblioteca di Baggio che, in controtendenza con Corsico, ha invece aumentato l'orario fino alle 23. Privare di un polo culturale come questo molti cittadini, segnerebbe probabilmente un involuzione nel tessuto sociale della città e dei comuni limitrofi.

 

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