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Venerdì, 20 Luglio 2018 13:53
La guerra tra correnti

Politica a Corsico, un giallo alla Agatha Christie In evidenza

A una settimana dalla conclusione dell’ultimo consiglio comunale e dallo spettacolo offerto da Forza Italia e alleati, non accennano a placarsi le polemiche su motivi e retroscena che hanno portato al “tutti contro tutti” manifestatosi durante la serata

Il presidente del Consiglio comunale di Corsico, Vincenzo Cirulli: alcuni consiglieri di Forza Italia vorrebbero farlo dimettere Il presidente del Consiglio comunale di Corsico, Vincenzo Cirulli: alcuni consiglieri di Forza Italia vorrebbero farlo dimettere

Non siamo nelle trame di “Assassinio sull’Orient Express” ma poco ci manca. La politica corsichese non fa mancare nulla agli appassionati del genere. L’esempio è l’ultimo consiglio comunale, tenuto appena una settimana fa in cui tutti si sono schierati contro tutti, provocando un caos indescrivibile.

Intrighi alla Agatha Christie

pocketnews.it ha provato a ricostruire l’intera vicenda, trovando i riscontri di una serie di intrighi che nemmeno Agatha Christie ha mai avuto la fantasia di partorire.  Lo scontro, lo ricordiamo, si è manifestato quando si è discussa una mozione con la quale “Insieme per Corsico”, la lista che fa capo a Roberto Masiero, ha chiesto di adeguare gli indici per calcolare affitti e costi delle sedi di partiti e associazioni. La richiesta era motivata dal fatto che ci sono gruppi che pagano di più e gruppi che, per superfici superiori, pagano di meno.

Maggioranza in difficoltà

Assenti, tra le fila di Forza Italia, che aveva deciso di votare contro la mozione, i consiglieri Valastro e Minardo (anche se qualcuno giura e spergiura di aver visto Valastro aggirarsi nei paraggi del Municipio, smentito con forza dal diretto interessato). Presenti, Caffi, Cetrangolo e la nipote Caterina Albanese, più le due che fanno capo a Di Capua, Rispo e Amoroso. Con Caterina Albanese che a un certo punto della serata aveva salutato la compagnia e se n’era andata per affaccendarsi in altre faccende, in consiglio i forzisti erano rimasti in quattro. Le assenze stavano giusto mettendo (un pelino?) in difficoltà la maggioranza che sostiene Errante, visto che tra le sue fila mancava anche il capogruppo della lista del sindaco, Grieco.

Le minacce di Errante

Il primo colpo di scena si è avuto quando si è capito che Cetrangolo aveva intenzione di votare a favore della mozione di Masiero, disattendendo gli accordi presi nella direzione del partito. La Amoruso, allora ha tentato di leggere la dichiarazione di voto a nome degli azzurri, subito stoppata da Cetrangolo. La consigliera allora ne ha fatta una personale. Il caos che ne è seguito ha fatto infuriare il sindaco che avrebbe minacciato di ritirare le deleghe agli assessori Lucentini e Basile, visto che i consiglieri assenti erano coloro che ne avevano caldeggiato la nomina. “Così non si può andare avanti” le parole pronunciate a muso duro dal primo cittadino corsichese. Che avrebbe anche minacciato di rifiutare qualsiasi alleanza con i forzisti alle prossime elezioni.

Fratelli serpenti di Fd'I

Un discorso a parte merita il gruppo di Fratelli d’Italia. Con l’arrivo di Gilardi, ex lega, ha tre consiglieri, ma la Vignola, nemica giurata di Raimondo e molto amica dell’ex assessore Di Mino, vota secondo “coscienza”, la Di Leo è schierata sul fronte opposto e si comporta di conseguenza. Raimondo, da parte sua sembra essere diventato una specie di principe Prezzemolino, perché presente in ogni manifestazione, anche in quelle in cui il suo assessorato centra come il due di picche in una briscola. Secondo alcune indiscrezioni, il suo attivismo era motivato dalla voglia di sedersi sulla poltrona appena lasciata da Silvia Scurati, l’ex vicesindaco eletta alle regionali del 4 marzo scorso. Per questo motivo avrebbe fatto campagna di reclutamento. Con Gilardi è andata bene, con la Amoruso, non si sa. Almeno per il momento.

Lega in difficoltà, nonostante Pennati

Il progetto di Raimondo, però, a meno di sorprese settembrine, dovrebbe essere stato rimandato. Errante, infatti, ha nominato Amos Pennati, leghista, come suo vice. Proprio la Lega,  pur festeggiando la nuova carica di Pennati, continua a perdere pezzi. Gilardi avrebbe abbandonato il partito dopo la mancata nomina al direttivo nazionale.  E Bruno Cecchini, il segretario locale del movimento di Salvini, da sempre sponsor di Gilardi, è in grossa difficoltà.

Il regicidio finale

Ciliegina sulla torta, in questo susseguirsi di 'coup de théâtre' (nei gialli di Agatha Christie il colpo di scena più avvincente avviene sempre nel finale), è la voce che un gruppo di consiglieri di Forza Italia, da mesi starebbe premendo sugli alleati per far dimettere il presidente  del Consiglio comunale Cirulli, magari assegnandogli la delega di assessore al Bilancio, per far eleggere un azzurro alla carica oggi occupata da Cirulli. Non male come trama. Peccato sia la realtà.

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