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Mercoledì, 20 Giugno 2018 12:22
L'interrogatorio

Delitto Assiane, parla il Gip: “Il killer deve rimanere in carcere”

Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo e imposto il carcere a Fabrizio Butà, l’assassino del senegalese ucciso sabato scorso a Corsico 

Prima di presentarsi agli investigatori,  aveva visto le forze dell'ordine e i vigili del fuoco nei pressi dell'abitazione dove viveva con la nuova compagna Prima di presentarsi agli investigatori, aveva visto le forze dell'ordine e i vigili del fuoco nei pressi dell'abitazione dove viveva con la nuova compagna

Ha freddato un uomo con dieci colpi di pistola, sei dei quali in pieno volto, perchè la vittima  continuava a chiedergli piccole somme”.  Lo ha ripetuto ieri Fabrizio Butà durante l'interrogatorio davanti Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, Luigi Gargiulo, che ha convalidato il fermo dell'assassino e disposto il carcere nei suoi confronti.

La complice

Identico provvedimento è stato adottato nei confronti della sua compagna, Michela Falcetta, accusata di favoreggiamento, concorso in detenzione illegale di armi e possesso di droga. Il 47enne, difeso dall'avvocato Giulia Geradini, ieri mattina per la prima volta, secondo quanto è stato riferito, ricostruendo i fatti già ammessi davanti a inquirenti e investigatori, ha mostrato segni di pentimento. 

Futili motivi

Confermati quindi i futili motivi alla base dell’assassinio. Secondo quanto ricostruito dal pm Cristian Barilli, titolare dell'indagine, Butà (che aveva già scontato circa 14 anni di carcere per un omicidio avvenuto a Milano nel 1998) era spazientito dalle continue richieste di denaro  che Diallo avanzava a lui e alla fidanzata. I tre erano amici e si trovavano spesso nel bar Erica, a Corsico, a bere. L'ultima richiesta di denaro sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: "Mi ha fischiato per chiedermi cinque euro", ha riferito Butà ai carabinieri. "Procurati una pistola – avrebbe avvertito il pregiudicato fissando, un incontro -. Io ce l'ho e scendo a cercarti".

Braccato dai carabinieri

Un appuntamento finito in tragedia. A quell'incontro era presente anche la Falcetta, che avrebbe tentato di fermare il fidanzato ma sarebbe stata spinta a terra e fatta allontanare. Nelle ore successive l'omicidio, Butà - che avrebbe dormito con la compagna in un parco della zona - si è sentito braccato e ha deciso di confessare.

La pistola

Prima di presentarsi agli investigatori, insieme alla ex moglie (con cui è ancora in buoni rapporti), aveva visto le forze dell'ordine e i vigili del fuoco nei pressi dell'abitazione dove viveva con la nuova compagna e i genitori di lei e aveva saputo che nella perquisizione era stata trovata la pistola. A quel punto non ha avuto più dubbi e ha bussato alla porta della caserma della compagnia dei carabinieri.  

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