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Domenica, 17 Giugno 2018 13:50
L'agguato

Corsico ripiomba nella paura, sono dieci i colpi di pistola che hanno ucciso Assiane

Diallo, senegalese, 54 anni, con piccoli precedenti penali risalenti a quattro lustri fa, è stato ucciso in via delle Querce. Lavorava nel settore della sicurezza

Nella foto, un'immagine recente del senegalese ucciso a Corsico la notte scorsa Nella foto, un'immagine recente del senegalese ucciso a Corsico la notte scorsa

I colpi, calibro 9 per 21, andati tutti a segno, sono stati esplosi a distanza ravvicinata. Le modalità sono quelle di una vera e propria esecuzione. Assane Diallo, secondo le ultime ricostruzioni dei carabinieri, è stato raggiunto da sei proiettili alla testa e da altri quatto al petto. Il senegalese che aveva 54 anni, è caduto in quello che appare avere tutti i crismi di un agguato, nella tarda serata di ieri in via delle Querce a Corsico.

Telecamere di sorveglianza

L'uomo lavorava nel settore della sicurezza, talvolta anche in locali notturni e aveva dei piccoli precedenti penali risalenti a oltre 20 anni fa per "spendita di denaro falso" come riporta una nota dei carabinieri. A dare l'allarme, intorno alle 23, sono stai alcuni residenti del quartiere Lavagna che hanno sentito il rumore dei colpi d'arma da fuoco. In via delle Querce, a Corsico, non sarebbero presenti telecamere di videosorveglianza. L'assassino o gli assassini hanno agito senza il timore di essere ripresi. Telecamere, però, sono installate lungo il controviale della Nuova Vigevanese, che potrebbe essere stato usato dagli aggressori per la fuga. Gli investigatori prenderanno visione di tutti i filmati video della zona nella speranza di trovare una traccia.

La vittima lascia moglie e figlia

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con un'ambulanza e un'automedica ma l'uomo era già morto. Sul caso indagano i carabinieri della locale compagnia. Diallo era sposato e padre di una bambina di 11. La moglie ha lanciato la pista del delitto razziale, ma gli investigatori dell’arma indagano in tutte le direzioni.

L’habitat

Sui social si è scatenata la solita battaglia tra chi propende per il delitto razziale e chi rimanda la questione a un regolamento di conti.  Rimangono i fatti riassunti in un post pubblicato sul gruppo Sei di Trezzano sul Naviglio se… secondo il quale “La quantità dei colpi esplosi, l’indirizzo degli stessi e la precisione raccontano una storia ben diversa. Ciò che è certo è che in quella zona basta poco per pestare i piedi alla persona sbagliata e questo vale, indipendentemente dal colore della pelle. Pertanto scrivere o anche semplicemente pensare che quel delitto possa essere a sfondo razziale, è pur sempre razzismo”. Ai carabinieri spetta il compito di chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

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