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Mercoledì, 31 Gennaio 2018 09:51
Raffica di polemiche

Asilo di via Monti, continua il muro contro muro In evidenza

Quello proposto dall’assessore Raimondo e approvato dal Consiglio comunale, è il terzo bando per l’assegnazione a un privato dell’edificio, chiuso un anno e mezzo

Muro contro muro era, muro contro muro è. La questione dell’asilo di via Monti a Corsico, divide e non manca occasione per ribadirlo. Se ne è discusso ieri sera in Consiglio comunale dove è stata approvata una delibera che dovrebbe portare alla riapertura dell’istituto, anche se a condizioni molto diverse da quelle pre-chiusura.

La scelta di Iregna

“Dovrebbe” perché non tutti ne sono convinti. Infatti la delibera che detta le linee guida per la concessione a un privato della struttura è stata approvata con i voti della maggioranza che governa il paese e con quello dato a titolo personale di Stefano Iregna del M5s che, pur di vedere riaperto l’asilo, ha fatto una scelta diversa da quella dell’opposizione.

Tre bandi per un asilo

Quello proposto dall’assessore Raimondo è il terzo bando per l’assegnazione a un privato dell’edificio di via Monti, chiuso un anno e mezzo fa perché a Corsico non si era più in grado di rispettare i parametri previsti dalla Regione in tema di asili. La chiusura fu condita da una marea di polemiche tra centrodestra, autore della decisione, e il centrosinistra che avrebbe voluto che continuasse l’attività pur modificandone la gestione.

Affitto ridotto

Dei due primi bandi per la riapertura, il primo è andato deserto, al secondo si è presentato un solo concorrente e, a detta dell’assessore Raimondo, “gli uffici hanno ritenuto di non assegnarlo per mancanza di alternative”. Con il terzo bando si sono migliorate le “condizioni d’uso”. Intanto si è ridotto l’affitto che il vincitore dovrebbe pagare al comune, passato da circa 34 mila a 23mila euro l’anno. Poi la durata del contratto portata da 3+3anni a 6+6, con le spese straordinarie a carico del comune.

Il Giocabimbi

Si prevede quindi che l’asilo abbia almeno 30 posti e destini il resto della struttura a “servizi alla famiglia”. Che cosa poi significhi servizi alla famiglia non è stato chiarito del tutto: le ipotesi in campo sono diverse. La strada è verso una specie di “Gioca bimbi” pre o post asilo in modo da assicurare assistenza ai bambini con genitori impegnati in attività lavorative o con nonni che avrebbero l’opportunità di socializzare.

Poco appetibile

Il fuoco di sbarramento è partito con Nadia Landoni del Pd, che essendo un’esperta nella gestione di strutture dedicate all’infanzia ha sottolineato come nemmeno con le nuove linee guida la proposta è appetibile per un imprenditore del settore. L’ex sindaco Maria Ferrucci ha ricordato che l’esperimento del “Giocabimbi” a Corsico era stato già tentato, ma era miseramente fallito quando i costi erano stati messi a carico delle famiglie.

Linee oscure

Marchetti del M5s ha parlato di linee oscure del provvedimento riferendosi alla scarsa “definizione” dei contenuti della convenzione. Roberto Masiero ha puntato l’indice sui costi benefici affermando che “il progetto non sta in piedi sia sotto il profilo finanziario, sia sotto quello dei contenuti”. Dovreste – ha detto masiero – ritirare il provvedimento e ripresentarlo dandoli una veste più realistica”.

I gufi

Nella replica, Raimondo ha accusato l’opposizione di “gufare” (citazione di renziana memoria) contro la riapertura dell’asilo, invece di “tifare” per la ripresa della sua attività. Poi non ha mancato di ricordare le scelte fatte a qualche chilometro di distanza, a Cesano Boscone, comune in cui gli asili sono rimasti aperti, ma sono stati dati in gestione a cooperative che, pur assumendone il personale, ne  hanno ridotto le retribuzioni. Ma questa è un’altra storia.

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