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Corsico, l’opposizione dice no al Consiglio telematico e minaccia dimissioni di massa

Non è possibile utilizzare la pandemia in eterno, è ora di tornare alla normalità” è la richiesta dell’ex sindaco Errante. Chiesto un incontro urgente al Prefetto di Milano

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Nella foto, Filippo Errante e a dx Stefano Ventura
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Nella foto, l’ex sindaco Filippo Errante e a dx l’attuale sindaco di Corsico, Stefano Ventura

Si fa sempre più dura la contrapposizione (ormai è un vero e proprio scontro) tra la maggioranza che, con a capo Stefano Ventura (Pd), governa Corsico e l’opposizione. L’ultimo fronte è la convocazione del Consiglio comunale prevista per domani 31 marzo in modalità telematica. Una convocazione, diramata cinque giorni fa, contestata duramente da tutti i consiglieri di minoranza che minacciano di disertare la seduta e di dimettersi da qualsiasi organismo istituzionale che li vede coinvolti.

Il motivo? Le modalità scelte dall’amministrazione che ha stabilito si debba svolgere in streaming e non in presenza. La protesta è sintetizzata in una lettera protocollata nel pomeriggio, destinatari sindaco, presidente del consiglio comunale e Prefetto di Milano, Maurizio Sacconi.

Secondo i firmatari non ci sarebbe alcun motivo per continuare a convocare i Consigli comunali in modalità telematica perché sono cambiate le condizioni sanitarie. “Mentre il paese riapre – è il refrain dei rivoltosi – a Corsico si continua a non voler confrontarsi di persona, così come sarebbe più opportuno visti i problemi che affliggono la città”.

Nella lettera, i sette firmatari, chiedono al Prefetto un incontro urgente perché “sussistono motivazioni urgenti e delicate che riteniamo la Prefettura debba valutare”. Quali sarebbero i motivi? Si va dalla decisione della giunta di “esternalizzare l’organo di disciplinare del Comune di Corsico” in materia di dipendenti comunali, alla fuga di dirigenti che sembra affliggere il palazzo di via Roma (due segretari comunali dimessisi e forse un terzo sulla stessa strada in soli due anni).

Per questi motivi, i sette hanno annunciato che non parteciperanno al Consiglio comunale di domani 31 marzo e preannunciano “di stare valutando la decisione di dimettersi tutti delle commissioni consiliari di cui fanno parte”. Sulla questione è intervenuto l’ex sindaco Filippo Errante secondo il quale “la modalità telematica ha mostrato tutti i suoi limiti: tecnologie non adeguate, collegamenti scadenti, non permettono il regolare dibattito su argomenti importanti. Si tratta di aspetti di cui si dovrebbe occupare chi amministra, ma a Corsico non accade”.

“Non è possibile utilizzare la pandemia in eterno, è ora di tornare alla normalità” è la richiesta di Errante, che poi sulla minaccia di dimettersi da tutte le commissioni consiliari conferma: “In due anni di amministrazione l’unica commissione di cui si parla è quella antimafia che si riunisce almeno due volte al mese, ma che non ha prodotto alcun documento da discutere in Consiglio comunale. Le altre non sono operative, non vengono convocate o sono ignorate”.

“Poi – continua l’ex sindaco – si organizzano sedute pubbliche in cui si illustrano progetti urbanistici, si parla di edilizia e colate di cemento più o meno gigantesche, senza il rispetto che si deve alle rappresentanze consiliari che, a Corsico sembra se ne siano dimenticati, rappresentano i cittadini che le hanno elette. Ci sono delle regole istituzionali che questa amministrazione non rispetta e non intendiamo più subire alcuna prevaricazione o dimenticanza”.

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