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Contro il parere del segretario comunale, la giunta corsichese approva il regolamento dei procedimenti disciplinari a carico dei propri dipendenti

Paolo Bertazzoli ne ha rilevato “la non conformità amministrativa” e l’ illegittimità “sotto plurimi profili”, ma le sue conclusioni sono state ignorate

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Nella foto, il sindaco di Corsico, Stefano Ventura

Un segretario comunale delegittimato che, probabilmente, tra qualche settimana farà le valige e lascerà il suo incarico. La minaccia di ricorrere al prefetto affinché esprima il suo parere sulla conformità di alcune scelte della giunta che governa la città. Sono le scorie che lascia l’approvazione del “Regolamento dell’ufficio dei procedimenti disciplinari” a carico dei dipendenti del Comune di Corsico.

Scorie sparse durante il Consiglio comunale tenutosi l’altro giorno (Guarda qui il video). A farle emergere ci ha pensato Roberto Mei che ha depositato una interrogazione con la quale ha chiesto al sindaco Stefano Ventura di chiarirne i contorni. Il regolamento sui provvedimenti disciplinari infatti è stato approvato con il parere contrario del segretario comunale, Paolo Bertazzoli, che ne ha rilevato “la non conformità amministrativa” perché sarebbe “illegittimo sotto plurimi profili”.

Il parere espresso dal segretario comunale non si limita a sollevare questioni di legittimità, ma entra nel merito delle scelte che il regolamento contiene. Per fare un esempio, la norma che affida a un unico dirigente (a discapito degli altri) tutti i procedimenti disciplinari, sarebbe in contrasto con il Contratto nazionale del lavoro degli stessi dirigenti e con il Testo unico degli enti locali. Sono sette i punti del documento sottolineati da Bertazzoli che presenterebbero criticità o illegittimità.

Non va dimenticato che il segretario comunale è, per legge, “il garante della legalità e della conformità dell’azione amministrativa alle leggi, agli statuti ed ai regolamenti” e ha il preciso “obbligo giuridico di segnalare le illegittimità contenute nei provvedimenti, al fine di impedire atti e comportamenti illegittimi forieri di ipotesi di danno erariale a cui normalmente le Corte dei Conti territoriali hanno giurisdizione esclusiva”.

E invece, cosa è stato fatto a Corsico? Invece di rivedere il contenuto del provvedimento, è stato chiesto il parere di un funzionario, Umberto Bertezzolo (Bertazzoli contro Bertezzolo, non è uno scioglilingua), dirigente del settore Programmazione economica, secondo il quale nel regolamento non c’è alcun passaggio che non quadra. Anzi. Secondo Bertezzolo, alcune considerazioni del suo superiore, il segretario comunale, sarebbero frutto di una “evidente manifesta imprecisione della lettura del testo regolamentare”. Come dire: Il mio capo non ha letto bene quel che c’è scritto nel regolamento.

Non s’era mai visto. Almeno a livello di amministrazioni locali. La giunta corsichese, però, ha fatto proprie le controdeduzioni del funzionario e bocciato le deduzioni di quella che a tutti gli effetti è la “figura professionale alla quale è per legge demandato un ruolo di garanzia, affinché l’attività dell’Ente possa dispiegarsi nell’interesse del buon andamento e dell’imparzialità” una figura che ha l’obbligo di pronunciarsi “su eventuali conformità di legge di qualsiasi provvedimento”.

A Roberto Mei ha risposto il sindaco Stefano Ventura, secondo il quale non ci sarebbe nulla di strano di fronte a pareri differenti su uno stesso argomento. “Capita tutti i giorni – ha detto. Poi ha confermato: “La giunta si assume le responsabilità delle scelte”. Rimane comunque un episodio curioso. E per capire quanto abbia lacerato il rapporto tra amministratori e segretario comunale, basterà aspettare qualche settimana. Se Bertazzoli dovesse lasciare la carica, sarebbe il quinto funzionario di alto rango che in poco meno di due anni ad abbandonare gli uffici di via Roma.

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