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Venerdì, 19 Maggio 2017 10:54
L'emergenza

Accoglienza migranti, solo la metà dei sindaci firma l’accordo

Dei sette comuni del Sud Ovest, hanno sottoscritto il protocollo Trezzano, Cesano e Rozzano, gli altri non si sono presentati

La sala della Prefettura di Milano che ha accolto i sindaci per la firma del protocollo sull'accoglienza dei migranti. Sullo sfondo il ministro Minniti e il sindaco di Milano Sala La sala della Prefettura di Milano che ha accolto i sindaci per la firma del protocollo sull'accoglienza dei migranti. Sullo sfondo il ministro Minniti e il sindaco di Milano Sala

La firma c’è stata, le valutazioni sono diverse.  Sono circa 80, su 134 i sindaci dei comuni dell’hinterland milanese che ieri mattina hanno firmato davanti al prefetto di Milano e al ministro degli Interni, il protocollo per l’accoglienza in strutture del loro territorio, di oltre cinquemila nuovi profughi. Nel sud Ovest, il prefetto aveva deciso di inviarne 95 a Corsico, 74 a Buccinasco, 65 a Cesano, 57 a Trezzano, 24 ad Assago, 11 a Cusago, Rozzano 78. Di questi sette comuni solo Trezzano, Cesano e Rozzano hanno firmato, gli altri non si sono presentati.

Pd con un occhio alle elezioni

Così, da un lato prefetto e ministro si sono affrettati a celebrare il successo dell’iniziativa, dall’altro non si può non sottolineare che solo poco più della metà dei primi cittadini ha sottoscritto l’impegno. Il bello è che anche molti sindaci targati Pd, come quello di Buccinasco, hanno evitato l’appuntamento. Ma il motivo è evidente. Tra meno di un mese a Buccinasco ci sono le elezioni amministrative e l’emergenza profughi è un argomento che potrebbe spostare quel pugno di voti che potrebbe far pendere la bilancia a favore di un candidato piuttosto che di un altro. Anzi, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato lo stesso Pd che avrebbe “dispensato” i primi cittadini impegnati nel rinnovo delle amministrazioni locali dal firmare il protocollo. Almeno per il momento.  Dopo le elezioni si vedrà.

91 milioni di euro

Il documento sottoscritto prevede per coloro che sono disponibili ad accogliere i migranti in strutture sui loro territori, da privati, terzo settore o volontariato, contributi pagati dallo Stato. Secondo il sindaco di Assago, Graziano Musella. “Minniti e il prefetto hanno garantito un rimborso di 50 euro a migrante per vitto e alloggio, che moltiplicato per 365 giorni l’anno fanno più di 18 mila euro a testa, che i comuni dovrebbero anticipare. Alla collettività i cinquemila e più migranti che si è deciso saranno ospitati nell’hinterland milanese costeranno più di 91 milioni di euro. Una situazione insostenibile, visti i limiti nella gestione delle proprie finanze che lo stesso Stato ha imposto alle amministrazioni locali.  

Gestire e non subire

Sulla questione è intervenuto, con una nota stampa, il sindaco di Cesano Boscone, secondo il quale la linea dell’amministrazione comunale che dirige, sui flussi migratori è “Gestire e non subire”.   
“Fino ad ora, anche i Comuni del milanese hanno dovuto affrontare una situazione di continua emergenza – ha sottolineato Simone Negri – senza avere alcuna voce in capitolo. I prefetti hanno, infatti, la facoltà, per legge, di fare accordi con privati e decidere, in modo autonomo, quanti profughi trasferire in ogni Comune. Senza interpellare le amministrazioni locali. La scelta, invece, di definire e chiedere ai sindaci la sottoscrizione di un protocollo è un buon tentativo di mettere ordine in una materia caotica, gestita fino ad ora senza alcun confronto con le istituzioni territoriali”.

La minaccia

La minaccia, ribadita dal prefetto di Milano, è che tutti i Comuni che non hanno sottoscritto il protocollo non verranno interpellati preventivamente quando dovranno essere gestiti i flussi di migranti. Non solo. Saranno i primi della lista a essere presi in considerazione, quando si sceglieranno i luoghi dove alloggiare chi fugge dalle guerre e dalla povertà. A Cesano, come a Trezzano, il numero massimo di migranti che dovrebbero essere ospitati potrebbe ridursi perché sono già attivi alcuni progetti di accoglienza.

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